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Secondo round di colloqui sul nucleare a Ginevra tra Usa e Iran, Khamenei minaccia la portaerei Ford

FILE: Una bandiera nazionale iraniana sventola davanti all'edificio dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), a Vienna, 17 dicembre 2021.
FILE: Una bandiera nazionale iraniana sventola davanti all'edificio dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), a Vienna, 17 dicembre 2021. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Jeremiah Fisayo-Bambi Agenzie: AP
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Washington e Teheran tengono la seconda tornata di colloqui presso il consolato dell'Oman nella città svizzera, dopo quelli della settimana scorsa. L'Iran detta le sue condizioni e lancia esercitazioni in contemporanea nello stretto di Hormuz. Botta e risposta a distanza tra Trump e Khamenei

Iran e Stati Uniti hanno avviato martedì a Ginevra il secondo round di colloqui sul programma nucleare iraniano, per quanto entrambi i Paesi abbiano in corso manovre navali che potrebbero non aiutare la diplomazia. La prima tornata di negoziati si è tenuta in Oman il 6 febbraio.

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Il portavoce del ministro degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha dichiarato a media statali che le parti stanno condividendo le proprie opinioni con il mediatore (il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Albusaidi) e che l'attenzione verte sulle questioni legate al nucleare.

Baqaei ha sottolineato che la "revoca delle sanzioni statunitensi è parte integrante di qualsiasi accordo sul nucleare con gli Stati Uniti" e aperto alla possibilità che i colloqui proseguano per più giorni "pure di raggiungere un accordo".

Ai negoziati, cominciati a metà mattina presso il consolato dell'Oman a Ginevra, vedono impegnati gli inviati del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, che guidano la delegazione Usa.

In questa foto del Ministero degli Esteri iraniano, il iministro Abbas Araghchi, a sinistra, stringe la mano al direttore dell'Aiea (16/02/26
In questa foto del Ministero degli Esteri iraniano, il iministro Abbas Araghchi, a sinistra, stringe la mano al direttore dell'Aiea (16/02/26 AP Photo

Il segretario di Stato, Marco Rubio, ha dichiarato lunedì di sperare di raggiungere un accordo, nonostante le difficoltà. "Non ho intenzione di pregiudicare questi colloqui", ha detto Rubio, "il presidente preferisce sempre risultati pacifici e negoziati".

Lunedì il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che guida la parte iraniana nei colloqui, ha incontrato a Ginevra il capo dell'agenzia di controllo nucleare delle Nazioni Unite, Rafael Grossi.

"Sono a Ginevra con idee reali per raggiungere un accordo giusto ed equo", ha scritto Araghchi su X, "ciò che non è sul tavolo: la sottomissione prima delle minacce".

https://x.com/araghchi/status/2023273878340989182

La scorsa settimana, un alto funzionario della sicurezza iraniana si è recato in Oman e ha incontrato il ministro degli Esteri omanita, in un incontro probabilmente incentrato sugli aggiornamenti del primo round e sulle prossime tappe.

"La pace e la sicurezza regionale sono la nostra priorità e invitiamo alla moderazione e a un saggio compromesso", ha scritto al-Busaidi su X dopo l'incontro con Ali Larijani, ex presidente del parlamento iraniano che ora ricopre il ruolo di segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale del Paese.

L'Iran organizza esercitazioni contro il rafforzamento militare degli Stati Uniti

Il secondo round di colloqui arriva dopo che Trump ha ripetutamente minacciato di usare la forza per costringere Teheran a terminare la repressione delle proteste anti-regime e poi per accettare di limitare il suo programma nucleare.

Gli Stati Uniti hanno ordinato alla maggiore portaerei del mondo, la Gerald R Ford, di fare rotta verso il Medioriente. La nave, che si aggiunge alla Lincoln già in zona, ha appena attraversato lo Stretto di Gibilterra.

Da parte sua la guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, ha detto lunedì che "a volte anche l'esercito più forte del mondo può ricevere uno schiaffo tale da non riuscire più a rialzarsi", con riferimento alla potenza militare statunitense.

"Sentiamo continuamente che (gli Stati Uniti) hanno inviato una nave da guerra verso l'Iran. Una nave da guerra è certamente un'arma pericolosa, ma ancora più pericolosa è l'arma in grado di affondarla". ha aggiunto Khamenei.

Lunedì l'Iran ha annunciato che il suo corpo paramilitare delle Guardie Rivoluzionarie (Irgc) ha iniziato un'esercitazione nello Stretto di Hormuz, nel Golfo Persico e nel Golfo di Oman, vie d'acqua cruciali per il commercio internazionale attraverso le quali passa il 20 per cento del petrolio mondiale.

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