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Gli Usa aprono un'indagine penale sul presidente della Fed, Jerome Powell

FOTO D'ARCHIVIO. Il presidente della Fed Jerome Powell e il presidente Donald Trump esaminano un documento sui costi durante una visita alla Fed, a Washington, 24 luglio 2025.
Archivio. Il presidente della Fed, Jerome Powell, e il presidente Donald Trump esaminano cifre sui costi in visita alla Federal Reserve. A Washington, 24 luglio 2025. Diritti d'autore  AP/Julia Demaree Nikhinson
Diritti d'autore AP/Julia Demaree Nikhinson
Di AP with Euronews
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Powell ha detto che l’indagine è legata alla sua testimonianza a una commissione del Senato sulle ristrutturazioni delle sedi della Fed. A suo avviso mira a limitare l’indipendenza della banca centrale

Lo scontro tra la Casa Bianca e la Federal Reserve raggiunge un livello senza precedenti. Domenica il presidente della Fed, Jerome Powell, ha rivelato che il Dipartimento di Giustizia ha notificato alla banca centrale mandati di comparizione e l’ha minacciata di un’incriminazione penale in relazione alla testimonianza resa in estate sui lavori di ristrutturazione degli edifici della Fed.

La mossa segna una brusca escalation nel conflitto tra il presidente Donald Trump e l’istituzione monetaria indipendente, più volte attaccata dal capo della Casa Bianca per non aver ridotto i tassi di interesse nella misura da lui auspicata. Un riacutizzarsi delle tensioni che potrebbe avere ripercussioni sui mercati finanziari già a partire da lunedì, aumentando nel tempo anche i costi dei mutui e di altri prestiti.

La reazione iniziale dei mercati è stata contenuta: i futures sull’indice S&P 500 hanno registrato un calo inferiore all’1 per cento nelle prime ore del pre-mercato. Ma gli analisti avvertono che l’impatto potrebbe crescere con il protrarsi dell’incertezza istituzionale.

La testimonianza sotto accusa

I mandati di comparizione riguardano l’audizione di Powell davanti alla Commissione bancaria del Senato, tenutasi a giugno, dedicata al progetto di ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari di due edifici della Federal Reserve. Un intervento che Trump ha più volte definito eccessivo e simbolo di sprechi.

Finora Powell aveva risposto con cautela alle critiche e agli attacchi personali del presidente, scegliendo per lo più il silenzio. Domenica, però, ha cambiato tono. In un messaggio video diffuso pubblicamente, il presidente della Fed ha definito senza mezzi termini la minaccia di accuse penali come un “pretesto” per indebolire l’indipendenza della banca centrale.

“La minaccia di accuse penali è la conseguenza del fatto che la Federal Reserve fissa i tassi sulla base della nostra migliore valutazione di ciò che serve al pubblico, invece di seguire le preferenze del presidente”, ha dichiarato Powell. “Qui si decide se la Fed potrà continuare a basare le sue decisioni su evidenze e condizioni economiche, oppure se la politica monetaria sarà dettata da pressioni politiche o intimidazioni.”

Fiducia degli investitori a rischio

La presa di posizione di Powell riaccende una battaglia che sembrava essersi attenuata e alimenta i timori di una compromissione dell’indipendenza della Fed, un pilastro della credibilità finanziaria degli Stati Uniti. Secondo diversi osservatori, ciò potrebbe minare la fiducia degli investitori globali nei titoli del Tesoro americano.

“Ci aspettiamo che dollaro, obbligazioni e azioni scendano nelle contrattazioni di lunedì, in una vendita generalizzata degli asset Usa simile a quella osservata nell’aprile dello scorso anno”, ha scritto Krishna Guha, analista di Evercore ISI, definendo gli sviluppi “profondamente preoccupanti”.

Le posizioni di Trump e del Dipartimento di Giustizia

In una breve intervista a NBC News, Trump ha affermato di non essere a conoscenza dell’indagine su Powell e ha negato che l’inchiesta serva a esercitare pressioni sui tassi di interesse. “Non mi verrebbe nemmeno in mente di farlo in quel modo”, ha dichiarato.

Il Dipartimento di Giustizia, da parte sua, ha fatto sapere di non poter commentare casi specifici, ribadendo però che la procuratrice generale Pam Bondi ha ordinato di dare priorità alle indagini su eventuali abusi di denaro pubblico.

Un precedente istituzionale pericoloso

Il mandato di Powell alla guida della Fed scade a maggio e l’amministrazione Trump ha lasciato intendere che potrebbe presto indicare un possibile successore. Nel frattempo, il presidente ha già tentato di rimuovere la governatrice Lisa Cook, un’azione senza precedenti che ha aperto un contenzioso legale ora all’esame della Corte Suprema.

Le minacce di azioni penali contro presunti oppositori politici sollevano forti interrogativi sull’indipendenza del Dipartimento di Giustizia. Un senatore repubblicano ha già annunciato che si opporrà a qualsiasi futura nomina alla Fed finché la vicenda non sarà chiarita.

“Se restava ancora qualche dubbio sul tentativo di porre fine all’indipendenza della Federal Reserve, ora non dovrebbe più essercene”, ha dichiarato il senatore Thom Tillis. “Oggi sono in gioco non solo l’autonomia della Fed, ma anche la credibilità del Dipartimento di Giustizia.”

Uno scontro che va oltre la politica monetaria e che rischia di segnare profondamente l’equilibrio istituzionale degli Stati Uniti.

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