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Dazi sulle auto elettriche, passi avanti nei negoziati tra Ue e Cina

Le relazioni Ue-Cina si sono inasprite dopo l'imposizione di dazi sui veicoli elettrici prodotti nella nazione asiatica
Le relazioni Ue-Cina si sono inasprite dopo l'imposizione di dazi sui veicoli elettrici prodotti nella nazione asiatica Diritti d'autore  Ng Han Guan/Copyright 2025 The AP. All rights reserved.
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Di Jorge Liboreiro
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La Commissione europea e il governo cinese hanno annunciato passi avanti per risolvere l'annosa disputa sui veicoli elettrici a batteria di produzione asiatica, che Bruxelles ha sottoposto a dazi per contrastare gli effetti dei sussidi concessi da Pechino al settore

La Commissione europea e il governo della Cina hanno annunciato un nuovo passo per risolvere l'annosa disputa sui veicoli elettrici a batteria prodotti nella nazione asiatica, sui quali Bruxelles ha imposto dazi per contrastare gli effetti dei sussidi concessi da Pechino al settore.

Da quando i prelievi doganali sono stati introdotti nell'ottobre 2024, le parti hanno cominciato a trattare su un meccanismo in base al quale i produttori cinesi si sarebbero impegnati ad aumentare il prezzo dei loro veicoli, per garantire una concorrenza più equa con le loro controparti europee.

Dopo mesi di negoziati, lunedì la Commissione ha pubblicato un documento orientativo, che consente ai produttori cinesi di presentare nuove proposte per i cosiddetti impegni sui prezzi, comprese informazioni sui "futuri investimenti" in Europa.

Soddisfazione da parte di Pechino per l'andamento dei negoziati con l'Ue

L'organismo esecutivo di Bruxelles ha dichiarato in un breve comunicato stampa che tali proposte saranno sottoposte a un'analisi interna approfondita prima di poter intraprendere ulteriori passi: "Ogni impegno sui prezzi è soggetto agli stessi criteri legali e la Commissione europea condurrà ogni valutazione in modo obiettivo ed equo, seguendo il principio di non discriminazione e in conformità con le norme dell'Organizzazione mondiale del commercio", si legge nella nota.

Il ministero del Commercio cinese, che da tempo definisce i dazi dell'Ue sproporzionati, ingiustificati e artificiosi, è stato più ottimista nella sua valutazione, inquadrando le linee guida come un importante passo avanti: "L'avanzamento riflette pienamente lo spirito dei colloqui e i risultati delle consultazioni tra Cina e Ue. Dimostra che le parti hanno la capacità e la volontà di risolvere adeguatamente le problematiche attraverso il dialogo".

"Ciò - ha aggiunto lo stesso ministero di Pechino - è utile non solo per garantire un sano sviluppo delle relazioni economiche e commerciali tra Cina e Ue, ma anche per salvaguardare l'ordine commerciale internazionale basato sulle regole".

BYD, Geely e SAIC sono tra le case automobilistiche cinesi attualmente soggette a dazi aggiuntivi quando vendono i loro veicoli elettrici sul mercato europeo. I prelievi variano a seconda del marchio e si aggiungono all'aliquota di base del 10 per cento.

L'approvazione di un accordo con la Cina non è scontata

Se la Commissione dovesse approvare l'impegno sui prezzi per un produttore, il dazio corrispondente verrebbe abolito. Tuttavia, l'approvazione è tutt'altro che garantita: Bruxelles ha avvertito che qualsiasi ipotesi dovrebbe compensare in modo credibile gli effetti delle sovvenzioni, considerate multiformi e pervasive in tutto il settore. "Il prezzo minimo di importazione deve essere fissato a un livello adeguato per eliminare gli effetti pregiudizievoli delle sovvenzioni", si legge nel documento.

La saga delle auto elettriche ha segnato le relazioni Ue-Cina nel 2024, con gli Stati membri nettamente divisi sui dazi, con minacce di ritorsione da parte di Pechino. La Germania, la cui industria automobilistica nazionale ha profondi legami con il mercato cinese, è stata posta in minoranza quando è stata presentata la decisione finale (cosa che capita di rado).

BYD ha superato Tesla in Europa

All'epoca, la Commissione si era espressa con forza a favore dei dazi, sostenendo che, senza un'azione decisa, le case automobilistiche europee rischiavano di subire perdite insostenibili e irrecuperabili, e di essere escluse dalla corsa alla mobilità a zero emissioni, con conseguenze pesanti per 2,5 milioni di posti di lavoro diretti e 10,3 milioni indiretti in tutto i Paesi membri.

Tuttavia, i veicoli elettrici cinesi hanno continuato a guadagnare quote di mercato in Europa e nel mondo, con BYD in particolare che ha recentemente superato Tesla come marchio leader.

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