La scorsa settimana Trump aveva nuovamente affermato che degli attacchi terrestri contro i cartelli della droga seguiranno le recenti operazioni marittime degli Stati Uniti nel Pacifico e nei Caraibi, senza specificare né dove né quando
La presidente del Messico Claudia Sheinbaum ha dichiarato lunedì di aver ammonito il suo omologo statunitense Donald Trump sul fatto che un eventuale dispiegamento di truppe americane nel Paese centro-americano "non è sul tavolo". Ciò dopo le affermazioni del capo del governo di Washington, secondo il quale sarebbero imminenti attacchi di terra contro i cartelli della droga.
"Abbiamo parlato di vari argomenti, tra i quali la sicurezza nel rispetto delle nostre sovranità, la riduzione del traffico di droga, il commercio e gli investimenti", ha dichiarato Sheinbaum sui social media.
In un'intervista Trump ha parlato di "colpire sulla terraferma" i cartelli della droga
La scorsa settimana Trump aveva spiegato che degli attacchi terrestri contro i cartelli della droga seguiranno le recenti operazioni marittime degli Stati Uniti nel Pacifico e nei Caraibi, senza specificare però né dove né quando: "Inizieremo ora a colpire sulla terraferma per quanto riguarda i cartelli. Quelle organizzazioni gestiscono il Messico", ha precisato il presidente degli Usa in un'intervista concessa all'emittente Fox News.
Il Messico ha estradato decine di trafficanti di stupefacenti negli Stati Uniti nel 2025 e ha rafforzato la cooperazione di confine, ma Sheinbaum ha ripetutamente espresso la sua opposizione a qualsiasi intervento militare esterno. Trump ha recentemente affermato che il Messico deve "darsi una regolata", dopo mesi di pressioni in materia di droga e commercio.
Trump aggiunto che Sheinbaum, che ha incontrato a Washington a dicembre, è una "persona eccezionale". Ha poi però dichiarato di aver proposto di inviare truppe statunitensi per affrontare i cartelli in Messico: un'offerta che, secondo lui, è stata respinta ma sulla quale starebbe insistendo.
Da quando ha preso la presidenza del Venezuela a Caracas, Trump ha minacciato anche altri governi progressisti della regione, compresi quelli di Cuba, Colombia e Messico.
Quali potrebbero essere gli obiettivi delle operazioni anti-cartello degli Stati Uniti
Gli attacchi di terra contro i cartelli in Messico rappresenterebbero un'ulteriore, sostanziale espansione del coinvolgimento militare statunitense nella regione. Le due più potenti organizzazioni criminali locali, il Cartello di Sinaloa e il Cartello di Nuova Generazione di Jalisco, controllano vasti territori e sono impegnate in un violento conflitto che lo scorso anno ha portato a più di 30mila uccisioni.
Trump ha designato sei cartelli messicani come organizzazioni terroristiche straniere nel febbraio 2025: una decisione che il Messico ha condannato in quanto minaccia la sua stessa sovranità e potrebbe, in linea teorica, giustificare un intervento militare.
Sheinbaum ha proposto riforme costituzionali per rafforzare la protezione contro operazioni straniere non autorizzate e ha sempre rifiutato qualsiasi presenza militare statunitense sul suolo messicano.
Lunedì scorso ha dichiarato che le Americhe "non appartengono" a nessuna singola nazione, rispondendo all'affermazione di Trump sul "dominio" di Washington sull'emisfero dopo la cattura di Maduro.
Le overdose da fentanil e altri oppioidi sintetici hanno causato più di 100mila morti all'anno negli Stati Uniti dal 2021. I cartelli messicani producono la maggior parte di tali sostanze che entrano negli Stati Uniti in combinazione con sostanze provenienti principalmente dalla Cina.