L'Avana affronta una grave crisi economica e umanitaria mentre gli Stati Uniti impongono dazi ai Paesi che forniscono petrolio all'isola. Intanto anche il Cile ha annunciato che fornirà aiuti a Cuba
Due navi della marina militare del Messico sono sbarcate giovedì mattina nel porto dell'Avana, a Cuba, con 814 tonnellate di cibo e altri prodotti destinati all'isola caraibica.
La presidente messicana, Claudia Sheinbaum, aveva dichiarato lunedì che avrebbe inviato aiuti umanitari a Cuba. L'isola è sotto pressione per la crisi economica che da anni affligge la popolazione, a cui si è aggiunto il blocco degli Stati Uniti alle esportazioni di petrolio.
"Continueremo a sostenere Cuba e a intraprendere tutte le azioni diplomatiche necessarie per poter ripristinare l'invio di petrolio verso l'isola, perché non si può strangolare un popolo così", ha dichiarato Sheinbaum.
Nell'isola intanto la situazione si aggrava di giorno in giorno. L'amministrazione di Miguel Díaz-Canel, il dittatore succeduto ai fratelli Castro, ha annunciato pochi giorni fa che non c'è più carburante per noleggiare gli aerei.
La quesitone ha sollevato dubbi sul futuro dell'industria turistica di Cuba, settore che ha storicamente dato ossigeno alla malridotta economia del Paese. Oltre al turismo, la mancanza di petrolio ha un impatto negativo anche su altri servizi di base, come i generatori per gli ospedali e altre strutture essenziali.
Il Cile annuncia che invierà aiuti umanitari a Cuba
Sempre giovedì, il governo cileno ha annunciato che si unirà al Messico nell'invio di aiuti umanitari a Cuba a fronte dell'inasprimento delle sanzioni statunitensi contro i Paesi che forniscono petrolio all'isola.
Il ministro degli Esteri cileno, Alberto van Klaveren, ha descritto la situazione come un "dramma umanitario" e ha spiegato che l'assistenza sarà fornita attraverso organizzazioni multilaterali e agenzie delle Nazioni Unite.
Le pressioni di Washington, che includono dazi su coloro che forniscono carburante a Cuba, hanno aggravato i blackout e la carenza di servizi di base, portando persino alla temporanea sospensione dei voli dal Canada e dalla Russia.
La decisione arriva in un clima politico delicato per il Cile, con il governo di Gabriel Boric che ha criticato sia il blocco statunitense sia la natura autoritaria del regime cubano, una posizione che ha generato tensioni con il Partito Comunista cileno.