L’ex presidente della Commissione Ue avverte da Davos che l'Europa è pronta a rispondere alle minacce di Trump sulla Groenlandia. Intervistato da Europe Today, Jean-Claude Juncker evoca lo strumento anti-coercizione di Bruxelles per difendere gli interessi europei da comportamenti neocoloniali
Se Donald Trump ha cercato di rasserenare i leader mondiali al Forum economico mondiale di Davos, ritrattando sui dazi annunciati verso alcuni Paesi europei, l'ex presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha rinnovato l'invito a usare la mano dura contro il presidente degli Stati Uniti.
Intervenendo venerdì al programma Europe Today, Juncker ha raccomandato di perseguire la diplomazia per risolvere le tensioni con gli Stati Uniti, ma "utilizzando tutti gli strumenti a disposizione in grado di danneggiare profondamente l'economia statunitense", se necessario, incluso il cosiddetto strumento anti-coercizione.
Soprannominato "bazooka", si tratta di un meccanismo adottato nel 2023 che consente all'Ue di punire i Paesi ostili per ricatto economico limitando le licenze commerciali e chiudendo l'accesso al mercato unico.
Juncker e la difesa degli interessi europei contro il "neocolonialismo"
Il politico lussemburghese ha esperienza nel trattare con il presidente statunitense. Nel 2018, quando era alla guida della Commissione Ue e si profilava una guerra commerciale, riuscì a stemperare il conflitto con Trump.
Il "contesto è ora molto diverso" però e Trump "non credo sia, per il momento, in una modalità di ascolto", ha detto Junker durante il programma del mattino di Euronews, aggiungendo che è diventato sempre più difficile parlare con lui in modo amichevole.
L'Ue dovrebbe essere dunque più assertiva, dimostrando che "siamo pronti a difendere gli interessi europei", ha proseguito Junker precisando che "l'Unione non può essere soggetta a nessun tipo di comportamento neocoloniale".
Secondo l'ex premier del Lussemburgo, "l'Ue non è schiava degli Stati Uniti d'America", un fatto di cui Trump sarebbe consapevole ma che non terrebbe in considerazione pubblicamente.
Junker: "A rischio l'alleanza transatlantica"
Juncker ha descritto il discorso di Trump a Davos come "meno aggressivo" del previsto, ma comunque "non rassicurante".
Pur escludendo un attacco militare alla Groenlandia, il presidente degli Stati Uniti ha ribadito infatti la necessità di prenderla in consegna attraverso i negoziati, definendola però un "gigantesco pezzo di ghiaccio" e chiamandola ripetutamente "Islanda".
Oggi consigliere del suo successore alla guida dell'esecutivo Ue, Ursula von der Leyen, Juncker ha dichiarato a Euronews che le minacce di Trump potrebbero portare alla fine dell'alleanza transatlantica.
"Se un alleato della Nato attacca o minaccia un altro alleato della Nato, questo inaugura un processo alla fine del quale potremmo assistere a una rottura della Nato", ha concluso.