Il presidente palestinese Mahmoud Abbas non è stato vittima di un attentato

il presidente palestinese Mahmoud Abbas
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Il video diffuso sul web mostra in realtà un raid della polizia contro trafficanti di droga nel campo profughi di Jalazone

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Un post diffuso su X, la piattaforma social prima nota come Twitter, e visualizzato da milioni di utenti mostrerebbe le immagini di un attentato al convoglio su cui viaggiava il presidnete dell'Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas.

La notizia dell'attentato è stata ripresa anche da alcuni mezzi di informazione internazionali, tra cui l'emittente bielorussa Nexta e l'agenzia di stampa Russa Tass, nel cui lancio si legge che la guardia del corpo del presidente palestinese è rimasta uccisa nella sparatoria.

Il presidente Mahmood Abbas

Mahmoud Abbas ha guidato l'Autorità Nazionale Palestinese per 18 anni, ma esercita solo un controllo limitato sulla Cisgiordania e nessuno su Gaza, dove il suo governo è stato violentemente estromesso da Hamas nel 2007.

Il leader 88enne è considerato da molti inadatto al ruolo che ricopre e non gode di un sostegno diffuso da parte della popolazione. Il 78% dei palestinesi vorrebbe le sue dimissioni, secondo un sondaggio pubblicato a settembre dal Palestinian Centre for Policy and Survey Research.

Ma la sua impopolarità non ha provocato un attentato nei suoi confronti. Siamo certi che questi video non abbiano nulla a che fare con Abbas. Sono stati girati il 7 novembre e mostrano un raid della polizia contro i trafficanti di droga nel campo profughi di Jalazone, vicino a Ramallah, in Cisgiordania.

Queste informazioni corrispondono alla dichiarazione del portavoce delle forze di sicurezza palestinesi che ha confermato che "6 membri del personale di sicurezza sono stati feriti, uno dei quali in modo grave, durante l'inseguimento di una persona ricercata per casi di droga e aggressione aggravata a Jalazone".

Secondo le Nazioni Unite, il campo profughi di Jalazone è stato fondato nel 1949 e attualmente ospita più di 16mila rifugiati palestinesi. Estrema povertà, disoccupazione e sovraffollamento sono problemi diffusi.

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