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La Commissione europea teme la disinformazione russa

Věra Jourová è vice-presidente della Commissione europea dal 2019
Věra Jourová è vice-presidente della Commissione europea dal 2019 Diritti d'autore Johanna Geron/AP
Diritti d'autore Johanna Geron/AP
Di Maria Psara
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La vice-presidente della Commissione europea Věra Jourová ha espresso i suoi timori per la disinformazione russa in vista delle elezioni nazionali ed europee

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La **vice-presidente, con delega ai Valori e alla Trasparenza,**è convinta che il Cremlino cercherà attivamente di manipolare il voto e rivolge un invito alle le piattaforme digitali che hanno firmato il codice di condotta sulla disinformazione.

"Le piattaforme più grandi devono affrontare questo rischio, soprattutto perché il Cremlino e altri siano attivi prima delle elezioni europee. Mi aspetto che le aziende firmatarie ne tengano conto. 

Si tratta di una guerra condotta contro di noi nello spazio dell'informazione: con le elezioni alle porte, attori malintenzionati cercheranno di utilizzare le caratteristiche delle piattaforme per manipolarle. Le prossime elezioni nazionali ed europee saranno un importante test per il codice, che le piattaforme non devono fallire".

Un codice contro la disinformazione

I firmatari del codice, cioè Google, Meta, Microsoft e TikTok hanno pubblicato un primo rapporto sulle misure messe in atto per ridurre la diffusione della disinformazione. A loro dire, sono stati disattivati milioni di account falsi e limitati contenuti fuorvianti.

Non partecipa invece al progetto X, il social network prima chiamato Twitter, di proprietà di Elon Musk, a cui Jourová lancia un messaggio chiaro.

"Il signor Musk sa di non essere fuori dai nostri radar con l'abbandono del codice di condotta. Perché ora è pienamente in vigore il Digital Services Act e lo faremo rispettare. Abbiamo un'unità molto ben attrezzata, che controllerà e supervisionerà le piattaforme. Dato che Twitter è stato catalogato fra le grandi piattaforme online, la legge prevede obblighi specifici. 

"Il mio messaggio per Twitter è: rispettate la legge, vi teniamo d'occhio"
Věra Jourová
Vice-presidente della Commissione europea, con delega ai Valori e alla Trasparenza

I rischi dell'Intelligenza artificiale

Una difficoltà aggiuntiva per il controllo della disinformazione è rappresentata dall'intelligenza artificiale, con sistemi in grado di generare molto rapidamente contenuti visuali e testuali simili a quelli autentici. 

Per Yiannis Kompatsiaris, direttore dell'Istituto per le tecnologie dell'informazione al Certh di Atene, le politiche europee per combattere la disinformazione non sono sufficienti.

"Ci troviamo di fronte a una contraddizione. Da un lato, le piattaforme vogliono contenuti che generino interazioni. I contenuti fuorvianti spesso le generano, creando quindi i benefici e i profitti che le società desiderano.

Il codice è un elemento importante nella lotta contro la disinformazione, ma ci sono altri aspetti rilevanti, come l'educazione: fin da piccoli i cittadini devono essere formati per acquisire una visione critica dei media digitali".

La stessa intelligenza artificiale, comunque, potrebbe regalare un antidoto ai suoi veleni, come le tecnologie che individuano automaticamente le fake news.

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