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La legge sul ripristino della natura bloccata dalla commissione Ambiente del Parlamento europeo

La plenaria del Parlamento europeo voterà ora sul respingimento della legge
La plenaria del Parlamento europeo voterà ora sul respingimento della legge Diritti d'autore Petr David Josek/AP
Diritti d'autore Petr David Josek/AP
Di Vincenzo GenoveseEuronews
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Ancora un pareggio, 44-44 nel voto sulla proposta modificata. Ora l'Eurocamera voterà in seduta plenaria il respingimento della legge

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Potrebbe essere un pareggio a sancire la prima sconfitta del Green Deal al Parlamento europeo. La legge sul ripristino della natura è infatti a un passo dalla bocciatura definitiva.

Prova non superata, l'Italia esulta

Il testo emendato non ha superato il voto nella commissione Ambiente dell'emiciclo comunitario, finito in parità 44-44. L'annuncio del risultato ha suscitato un misto di applausi e fischi all'interno dell'aula, rispecchiando la netta divisione fra gli eurodeputati sul tema.

Ora l'Eurocamera nel suo complesso dovrà decidere, probabilmente già nella sessione plenaria di luglio, se respingere la proposta in toto

È la prima volta che la commissione Ambiente (Envi) del parlamento europeo respinge un elemento del Green Deal, il pacchetto di misure pensato per raggiungere la neutralità climatica nell'Ue entro il 2050. In precedenza altre due commissioni competenti, Agricoltura (Agri) e Pesca (Pech), avevano bocciato il testo.

"Alla base c'era una proposta pessima", commenta a Euronews **Christine Schneider, eurodeputata tedesca del Ppe "**Non sappiamo cosa sarebbe successo nei diversi Stati membri, non c'è una chiara valutazione d'impatto per la sicurezza alimentare". 

"Una buona proposta per il ripristino della natura deve poggiare su basi solide - prosegue la deputata - e mi rattrista dover arrivare a constatare che il vice-presidente Timmermans non si è reso conto negli ultimi nove mesi di aver fatto un pessima proposta. La riprenda in mano e la migliori".

Reazioni positive anche dal governo italiano: “Il voto della commissione Ambiente conferma che le riserve espresse dall’Italia erano fondate e condivise”, afferma in una nota il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto. “Siamo stati tra i pochi paesi, in sede di Consiglio Ue, a votare contro il testo ritenendolo inadeguato e per molti versi inattuabile". 

Una legge controversa

La legge sul ripristino della natura (Nature Restoration Law), presentata dalla Commissione europea nel giugno 2022, è stata al centro di un aspro dibattito nella politica comunitaria.

Il testo punta a ripristinare gli habitat e le specie animali e vegetali danneggiate dall'attività umana e dai cambiamenti climatici, stabilendo obiettivi giuridicamente vincolanti, cioè determinati standard di "ripristino naturale", dalla presenza di insetti impollinatori allo stato degli ecosistemi marini, che dovrebbero essere presenti in almeno il 20% delle aree terrestri e marine dell'Ue entro il 2030 (una soglia alzata al 30% nella versione della proposta modificata dal Parlamento). La misura è necessaria, dato che secondo la Commissione, l'81% degli habitat naturali nell'Ue si trova in condizioni problematiche.

La legge impone agli Stati membri dell'Ue di stilare piani a lungo termine per raggiungere gli obiettivi: piantumazione di alberi, allargamento delle aree verdi urbane e protezione delle zone umide sono fra le azioni contemplate per il ripristino della natura.

Il Partito popolare europeo si è fortemente opposto, dando vita a una campagna mediatica centrata sulla difesa degli agricoltori e della sicurezza alimentare. La legge, sostiene il gruppo dei popolari, comporterebbe perdite economiche disastrose per agricoltori e pescatori, metterebbe in pericolo le catene di approvvigionamento europee, aumenterebbe i prezzi dei prodotti alimentari per i consumatori e ostacolerebbe lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Insieme al Ppe, hanno votato contro i gruppi di destra, Conservatori e riformisti europei e Identità e democrazia, ma anche alcuni fra i liberali di Renew Europe.

"Oggi Manfred Weber ha manipolato il voto, impedendo ai deputati del Ppe favorevoli alla legge sul ripristino della natura di votare in commissione Ambiente"
Pascal Canfin
Eurodeputato di Renew Europe, relatore per la legge sul ripristino della natura

Verso la resa dei conti

A favore della legge ci sono i partiti di sinistra dell'emiciclo e una parte dei liberali, tra cui il relatore, l'europarlamentare francese Pascal Canfin. Secondo loro ripristino della natura è compatibile con l'attività economica e può anzi garantire la vitalità e la produttività a lungo termine del suolo.

Proprio Canfin lancia la sfida sul voto finale, accusando il presidente del Ppe Manfred Weber di aver "manipolato il voto", con la sostituzione dei deputati del suo gruppo alla commissione Envi con altri più "allineati" alla sua posizione. "Sono ottimista per il voto in plenaria - scrive Canfin su Twitter - lì Weber non potrà sostituire gli eurodeputati".

Jutta Paulus, eurodeputata dei Verdi tedeschi, invece, teme per gli obiettivi ambientali dell'Ue, come spiega a Euronews.

"Penso che il Green Deal sia in pericolo. Non raggiungeremo gli nostri obiettivi dell'agricoltura sostenibile né quelli climatici. Perché circa il 10% della riduzione delle emissioni prevista dalla legge sul clima dovrebbe provenire da ecosistemi che assorbono CO2. Se non li proteggiamo e li rafforziamo, non raggiungeremo i nostri obiettivi climatici".

Tra accuse incrociate di manipolazione del voto (al presidente del Ppe Manfred Weber) e di influenze indebite (al vice-presidente della Commissione Frans Timmermans), la battaglia politica continua: la resa dei conti finale avverrà a Strasburgo, probabilmente già nella sessione plenaria di luglio.

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