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La legge sul ripristino della natura salva per un voto

La discussione nella commissione parlamentare Ambiente sulla legge sul ripristino della natura è rinviata al 27 giugno
La discussione nella commissione parlamentare Ambiente sulla legge sul ripristino della natura è rinviata al 27 giugno Diritti d'autore Emilio Morenatti/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
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Di Jorge LiboreiroVincenzo Genovese
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La votazione per rigettarla alla commissione Ambiente del Parlamento europeo è finita in parità: 44 a 44. La proposta approderà quindi in aula, ma gli emendamenti al testo saranno votati il prossimo 27 giugno

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Era il banco di prova del Green Deal europeo e la prova si può dire, almeno in parte, superata: la "legge sul ripristino della natura" è sopravvissuta al voto che ne proponeva il respingimento in toto alla commissione Ambiente (Envi) del Parlamento europeo. Gli eurodeputati, tuttavia, non hanno fatto in tempo ad approvare il testo finale, dopo che la discussione sugli emendamenti si è protratta oltre il tempo consentito.

Pareggio e rinvio

La mozione di rigetto era stata presentata dal Partito popolare europeo, il più numeroso dell'emiciclo comunitario, e appoggiata dagli altri gruppi politici di destra. 

Per essere approvata (e quindi comportare la bocciatura della legge), serviva la maggioranza dei voti: ma gli 88 eurodeputati della commissione si sono equamente divisi tra il Sì e il No, 44 contro 44. Il risultato è stato accolto dagli applausi dei parlamentari di sinistra.

La situazione di pareggio si è replicata in molte delle votazioni sugli emendamenti, tanto che dopo più di tre ore, gli eurodeputati si sono resi conto di non avere il tempo di terminare la seduta e votare sul'intero testo, passaggio necessario perché approdasse in sessione plenaria per il voto definitivo. 

Il presidente della commissione Envi, il francese Pascal Canfin, ha deciso allora di rinviare la pratica al 27 giugno.

L'annuncio del rinvio di Pascal Canfin

Una legge contestata

La legge sul ripristino della natura (Nature Restoration Law) è stata presentata dalla Commissione europea nel giugno 2022, a seguito degli obiettivi fissati nell'ambito del Green Deal europeo e della strategia per la biodiversità.

Mira a ripristinare gli habitat e le specie animali e vegetali danneggiate dall'attività umana e dai cambiamenti climatici, stabilendo obiettivi giuridicamente vincolanti.

Determinati standard di "ripristino naturale", dalla presenza di insetti impollinatori allo stato degli ecosistemi marini dovrebbero essere presenti in almeno il 20% delle aree terrestri e marine dell'Ue entro il 2030. Tra i provvedimenti inclusi, la riduzione dell'uso di pesticidi chimici del 50% entro il 2050.

Anche per questo il Ppe afferma che la legge, nella sua forma attuale, comporterà perdite economiche disastrose per agricoltori e pescatori, metterà in pericolo le catene di approvvigionamento europee, aumenterà i prezzi dei prodotti alimentari per i consumatori e ostacolerà lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Affermazioni contestate da partiti di sinistra e Organizzazioni non governative, secondo cui il ripristino della natura è compatibile con l'attività economica e può anzi garantire la vitalità e la produttività a lungo termine del suolo.

Il primo confronto al Parlamento europeo si è concluso con un sostanziale pareggio, ma la sfida sulla Nature Restoration Law è solo all'inizio.

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