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L'Ue accelera sulle rinnovabili: 42,5% del consumo totale entro il 2030

Nel 2021 le energie rinnovabili, compresi i biocarburanti, costituivano circa il 16% del consumo dell'Ue
Nel 2021 le energie rinnovabili, compresi i biocarburanti, costituivano circa il 16% del consumo dell'Ue Diritti d'autore Armando Franca/AP
Diritti d'autore Armando Franca/AP
Di Gregoire LoryVincenzo Genovese
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Dopo una faticosa negoziazione, Consiglio e Parlamento europeo hanno trovato un accordo che prevede target specifici per vari settori e agevolazioni per le infrastrutture necessarie

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L'Unione europea deve accelerare sulle energie rinnovabili, che dovranno costituire il 42,5% del consumo totale entro il 2030

La sfida per le rinnovabili

L'obiettivo, legalmente vincolante, è stato concordato tra Consiglio e Parlamento europeo e dovrà ora essere ufficialmente confermato con un voto in entrambe le istituzioni.

Ma non si annuncia semplice, visto che al momento la quota di energia ottenuta da fonti rinnovabili si aggira sul 16%.

La direttiva in questione contiene anche target specifici di utilizzo di rinnovabili per vari settori. 

I trasporti, ad esempio, che dovranno ridurre le proprie emissioni di gas a effetto serra del 14,5% o utilizzare il 29% di rinnovabili entro il 2030.

L'industria invece è chiamata a incrementare l'impiego di fonti rinnovabili dell'1,6% ogni anno e il suo comsumo di idrogeno deve provenire al 42% da combustibili sintetici rinnovabili.

Per riscaldamento e raffrescamento degli edifici, si richiede una quota del 49% del totale entro il 2030, con aumenti a livello nazionale dello 0,8% all'anno fino al 2026 e dell'1,1% eni quattro anni successivi. 

Previste anche significative agevolazioni per accelerare le infrastrutture necessarie a produrre idrogeno, energia eolica e solare, come spiega a Euronews ilrelatore del testo per il Parlamento, il deputato del Partito popolare europeo Markus Pieper.

"Stiamo dicendo agli Stati: avete 12 mesi per approvare la costruzione di un parco solare o eolico, e se entro questo termine non valutate il progetto, viene autorizzato in automatico. Lo chiamiamo "silenzio assenso" e penso sia un ottimo strumento per accelerare le procedure di autorizzazione negli Stati membri”.

"Ci sono 12 mesi per approvare un parco solare o eolico, e se entro questo termine non avviene la valutazione, il progetto viene autorizzato in automatico"

Nelle fonti definite pulite dalla direttiva rientra anche la biomassa, materiale organico di origine animale o vegetale che può essere usato come combustibile

Le organizzazioni ambientaliste protestano, perché utilizzare ad esempio il legno per produrre energia potrebbe avere un impatto negativo sulle foreste, che catturano anidride carbonica e contribuiscono a preservare la biodiversità del pianeta.

Il nodo del nucleare

Ma sul compromesso incombe l'ombra dell'energia nucleare, il cui ruolo nella transizione ecologica non è ancora del tutto chiarito. 

La Francia assicura che il testo sancisce la possibilità di produrre idrogeno tramite energia atomica, ma alcuni deputati del Parlamento europeo propongono un'interpretazione completamente diversa. Come il tedesco dei Verdi/Ale Michael Bloss.

"Oggi non hanno vinto i francesi. Volevano mettere energie rinnovabili e nucleare allo stesso livello. Oggi non ce l'hanno fatta, ma credo lotteranno su tutti gli altri dossier e questo produrrà un conflitto continuo".

I dettagli dell'accordo saranno resi noti nei prossimi giorni, e in caso il compromesso raggiunto non sia gradito, sia gli Stati membri riuniti nel Consiglio dell'Ue che i deputati del Parlamento possono respingerlo.

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