Il Consiglio europeo approva un nuovo invio di armi all'Ucraina

Il governo del cancelliere tedesco Olaf Scholz spinge per escludere i veicoli alimentati a carburanti sintetici dal divieto di vendita a partire dal 2035
Il governo del cancelliere tedesco Olaf Scholz spinge per escludere i veicoli alimentati a carburanti sintetici dal divieto di vendita a partire dal 2035 Diritti d'autore Euronews
Di Jorge LiboreiroVincenzo Genovese
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I leader dell'Ue concludono la prima giornata di discussioni adottando le conclusioni su competitività, commercio, energia e migrazioni, a cui è stato dedicato un dibattito molto breve. Bilaterale fra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron

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I capi di Stato e di governo dell'Unione Europea riuniti a Bruxelles hanno ribaditoil loro sostegno all'Ucraina, in particolare approvando idue miliardi di euro di aiuti militari a Kiev già concordati dai ministri degli esteri.

Guerra ed economia

Per la prima volta è compreso un piano di acquisto comune di armi, tramite cui fornire a Kiev un milione di munizioni: scelta molto apprezzata dal primo ministro belga Alexander De Croo.

"Penso sia un buon affare impegnarsi ad acquistare insieme. Ci aiuterebbe a spendere di meno. In realtà si tratta di un primo passo, il prossimo deve essere non solo comprare insieme ma anche produrre insieme."

Nella parte delle conclusioni sulla guerra in Ucraina, si legge la rinnovata richiesta alla Russia di mettere fine all'aggressione e ritirare le sue truppe, ma anche di concedere il ritorno a casa degli ucraini deportati.

Sul tavolo c'era anche la nuova strategia industriale per la transizione ecologica, dopo la presentazione del Net Zero Industry Act da parte della Commissione europea.

Sul tema gli Stati membri non sembrano completamente allineati: la Francia ad esempio vorrebbe includere l'energia nucleare nei settori toccati da incentivi e facilitazioni, mentre alti governi si oppongono. Particolarmente contrario si è detto Xavier Bettel, primo ministro del Lussemburgo.

"L'energia nucleare non è rapida da sviluppare, non è economica e non è nemmeno rispettosa del clima. Punto. Lo dico da anni. Ognuno ha il mix energetico che preferisce, ma replicarlo a livello europeo sarebbe un errore".

Il nodo irrisolto dei motori a combustione

Un altro argomento controverso, che ufficialmente non era nemmeno all'ordine del giorno, riguarda il divieto di vendita dal 2035 per le auto a combustione. Alcuni Paesi mantengono bloccato il provvedimento: la Germania chiede un'esenzione per i carburanti sintetici, l'Italia per i biocarburanti.

"Fermi restando gli obiettivi della transizione, che condividiamo, non riteniamo che l'Unione debba occuparsi anche di stabilire quali siano le tecnologie con le quali arrivare a quegli obiettivi", ha detto al suo arrivo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

"Non riteniamo che l'Ue debba stabilire con quali tecnologie raggiungere gli obiettivi della transizione ecologica"

"Anche perché ci sono delle tecnologie sulle quali l'Italia, e dunque l'Europa, sono potenzialmente all'avanguardia e decidere di legarsi a tecnologie che invece sono di fatto detenute da nazioni esterne all'Unione, secondo me è una scelta che non favorisce la competitività del nostro sistema. Mi pare una tesi di buon senso: e quindi confidiamo che possa passare anche per quello che riguarda i biocarburanti".

Breve dibattito sulle migrazioni

Verso la fine della prima giornata di discussioni si è tenuto anche un dibattito di meno di un'ora sul tema migratorio, in cui la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha presentato ai leader le misure intraprese o da intraprendere per governare il fenomeno. La verifica dell'efficacia di queste misure sarà valutata nel prossimo Consiglio europeo a fine giugno.

Come rivelano fonti comunitarie, la presidente del Consiglio italiana è intervenuta ringraziando la Commissione per il lavoro svolto su impulso del Consiglio europeo di febbraio e per la lettera a seguito della tragedia di Cutro, evidenziando come occorrano azioni rapide e concrete per evitare una situazione in cui le organizzazioni criminali controllano i traffici umani sulle rotte del Mediterraneo. 

Meloni ha anche espresso preoccupazione per la situazione in Tunisia, considerando fatto che gli arrivi via mare in Italia sono triplicati rispetto al 2022 e che se questo trend continuerà, questa estate la situazione sarà fuori controllo.

Il summit si era aperto con una discussione tra i leader europei e il segretario generale dell'Onu António Guterres, che ha sollevato il problema delle carenze di cibo in molti paesi in via di sviluppo, sottolineando l'importanza della sicurezza alimentare. 

Mentre al termine della prima giornata di lavori, la presidente del Consiglio italiana ha incontrato il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron per un bilaterale: secondo fonti della diplomazia di Parigi, si è parlato del sostegno all'Ucraina, delle scelte di politica industriale necessarie per garantire la competitività delle aziende europee e di temi energetici. Anche in questo caso, uno spazio più limitato è stato dedicato ad altri temi come la migrazione o la cooperazione spaziale.

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