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Armi all'Ucraina: dall'Ue altri due miliardi

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kouleba ha accolto con favore il nuovo finanziamento dell'Ue
Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kouleba ha accolto con favore il nuovo finanziamento dell'Ue Diritti d'autore AP Photo/Libkos
Diritti d'autore AP Photo/Libkos
Di Efi KoutsokostaVincenzo Genovese
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Trovato l'accordo tra i ministri degli Esteri dei 27 Paesi. Per la prima volta c'è anche un piano di acquisto comune. La prime consegne il 31 maggio

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I ministri degli Esteri dell'Unione europea hanno raggiunto un accordo sullo stanziamento di altri due miliardi di euro per l'acquisto e la consegna di munizioni di artiglieria all'Ucraina.

Accordo in tre parti

Il piano d'azione approvato era stato presentato ai Paesi europei lo scorso otto marzo da Josep Borrell, Alto rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri, e prevede tre parti.

Un miliardo di euro sarà utilizzato per rimborsare gli Stati membri che forniranno a Kiev munizioni prelevate dai propri arsenali, ad un prezzo che va da mille a 1.300 euro a proiettile (secondo l'agenzia France Presse un proiettile di artiglieria vale oggi 4mila euro a prezzi di mercato). Le forniture saranno consegnate entro il 31 maggio.

Un altro miliardo verrà utilizzato per acquisti congiunti di munizioni da 155 millimetri destinate all'Ucraina. La firma dei contratti è prevista a settembre e i tempi di consenga stimati in 6-8 mesi.

La terza parte del piano mira ad aumentare le capacità di produzione dell'industria militare dell'Ue, per "ricostituire le scorte dei Paesi e continuare a rifornire le forze ucraine".

I due miliardi di euro necessarri verranno prelevati dall'European Peace Facility,  lo strumento europeo che finanzia le operazioni militari in Paesi terzi, e da cui sono già stati stanziati finora 3,6 miliardi per l'Ucraina. 

Il fondo, creato ad hoc dagli Stati membri nel 2021 con una dotazione di cinque miliardi, è stato utilizzato in gran parte per supportare le forze armate di Kiev. Finora è stato impegnato l'86% del budget totale previsto fino al 2027 e per questo i ministri degli Esteri hanno raggiunto un accordo per immettere altri 3,5 miliardi nello strumento.

L'accordo non è ancora ufficiale: sarà ora sottoposto ai 27 capi di Stato e di governo dell'Ue durante il prossimo Consiglio europeo, in progamma giovedì 24 e venerdì 25 marzo.

Una svolta significativa

"Abbiamo trovato un accordo politico per inviare all'Ucraina un milione di proiettili da 155 millimetri. Ci sono ancora molti dettagli da risolvere, ma se c'è la volontà politica si trova sempre un modo", ha commentato a caldo il ministro della Difesa estone Hanno Pevkur, che per primo aveva caldeggiato l'idea di un'acquisto comune di munizioni.

Ci sono ancora molti dettagli da risolvere, ma se c'è la volontà politica si trova sempre un modo"
Hanno Pevkur
ministro della Difesa estone

Ma non tutti i suoi omologhi sono dello stesso parere: 

Il ministro ungherese Péter Szijjártó ha annunciato l'astensione nella decisione di finanziare nuovi invii di armi e spiegato che l'Ungheria "non parteciperà alle consegne di armamenti", ma che la sua quota dell'European Peace Facility verrà impiegata per altri progetti, come la stabilizzazione dell'area dei Balcani occidentali.

Il progetto di acquisto comune include anche un accordo sottoscritto al momento soltanto da alcuni Paesi europei (17) più la Norvegia, che conta sulla collaborazione dell'Agenzia europea per la Difesa.

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kouleba, che ha partecipato in videoconferenza alla riunione dei suoi omologhi europei, ha accolto con favore l'accordo.

"Più munizioni di artiglieria per l'Ucraina il prima possibile. Questo era l'obiettivo principale del Consiglio Affari Esteri Ue di oggi", ha scritto su Twitter. Questo accordo "rafforzerà le capacità dell'Ucraina sul campo di battaglia". Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, del resto, aveva fatto un appello per ottenere queste forniture da parte dell'Unione lo scorso 9 marzo.

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