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Terremoto in Turchia: 7 miliardi dai donatori internazionali

Terremoto in Turchia: 7 miliardi dai donatori internazionali
Diritti d'autore Virginia Mayo/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
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Di Euronews
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L'Ue supporterà la ricostruzione turca con un miliardo e promette 108 milioni anche per la Siria

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Sette miliardi di euro sono stati messi a disposizione da donatori internazionali nella conferenza organizzata dall'Unione europea e dedicata al terremoto che ha colpito la Turchia e la Siria all'inizio di febbraio. Lo ha annunciato il premier svedese, Ulf Kristersson.

L'impegno dell'Europa

L'Unione europea stanzierà un miliardo per la ricostruzione in Turchia e promette di mettere a disposizione anche 108 milioni di euro per la Siria, per l'assistenza umanitaria e i primi passi della ricostruzione post-sisma. Come ha reso noto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, una conferenza dedicata esclusivamente alla Siria si terrà il 14 giugno.

"Non è solo supporto teorico, ma concreto, che verrà tradotto presto per ricostruire scuole, ospedali, infrastrutture, e che porterà crescita e lavoro nella regione", dice a Euronews il commissario all'Allargamento e al Vicinato Olivér****Várhelyi.

"I problemi avvicinano le persone. Penso che l'unico elemento positivo di questo terremoto sia il miglioramento delle nostre relazioni", afferma Várhelyi in relazione ai rapporti con la Turchia.

Secondo il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan i danni causati dal sisma che ha colpito il sud-est del suo Paese uccidendo oltre 50mila persone, ammontano a 104 miliardi di dollari

"Non è possibile per una singola nazione affrontare da sola una crisi di questa dimensione", le sue parole in un video messaggio proiettato durante la conferenza internazionale.

Il capo del Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite (Undp) Achim Steiner ha rimarcato l'importanza di un'azione immediata. "Dobbiamo iniziare con i bisogni più elementari. Perché ci sono 600mila abitazioni distrutte, 900 scuole crollate solo in Turchia. Questa è la situazione oggi".

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