"Rischio alto di un incidente nucleare a Zaporizhia"

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Di Méabh Mc Mahon
Rafael Mariano Grossi è direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica dal 2019
Rafael Mariano Grossi è direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica dal 2019   -   Diritti d'autore  AP/OIEA

Il pericolo di un incidente nucleare in Ucraina è ancora molto alto, confessa a Euronews il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica Rafael Grossi, reduce da un viaggio per verificare di persona la situazione attorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Che rimane molto  precaria: mentre russi e ucraini combattono nella regione, l'agenzia cerca un accordo per delimitare una zona di sicurezza.

"Potrebbe accadere in qualsiasi momento"

"Un incidente potrebbe accadere in qualsiasi momento. In alcune circostanze, questa struttura è stata bombardata, attaccata direttamente. E cu sono ancora molte attività militari nei paraggi. Quindi non si può escludere che ciò accada di nuovo", dice Grossi.

"Questa è una guerra vera. Quindi purtroppo noi possiamo pure concordare qualcosa ai tavoli diplomatici e poi là fuori, potrebbe succedere qualcos'altro. Ecco perché siamo così preoccupati. Penso che sia estremamente urgente passare alla creazione di una zona di protezione intorno alla struttura".

L'Aiea ha una manciata di addetti sul campo per monitorare la più grande centrale nucleare d'Europa, che al momento non produce energia ma rimane operativa a scartamento ridotto. 

Un dialogo complicato

Il direttore è in contatto con i governi di Mosca e Kiev, per evitare un'escalation sul sito nucleare e visiterà la capitale russa a febbraio. Ma il dialogo con il Cremlino è complicato.

"È ovvio che bisogna parlare con entrambe le parti in conflitto. Questa è una struttura ucraina, ma è sotto il controllo russo. Quindi devo assicurarmi che tutti capiscano cosa deve essere fatto e cosa non dovrebbe essere fatto", spiega Grossi. 

"Ma penso che non sia impossibile mettersi d'accordo sul fatto che un incidente nucleare non conviene a nessuno".

L'altro fronte nucleare

La discussione sul tema è arrivata anche a Bruxelles, come pure il dibattito sul nucleare iraniano. L'Agenzia per l'energia atomica è garante dell'accordo raggiunto fra l'Iran e i Paesi occidentali nel 2015, poi poi ricusato dagli Stati Uniti nel 2018 e ora in stallo. Grossi è determinato a mantenere il dialogo aperto.

"Spero davvero che l'Iran accolga il nostro appello e mi permetta di entrare nel Paese e impegnarmi nuovamente a livello politico per assicurarmi che non accada nulla che possa destabilizzare una regione già instabile".

Intanto però la repressione violenta delle manifestazioni anti-governative in corso nel Paese rende ogni trattativa più complessa, con l'Unione Europea pronta a varare un nuovo pacchetto di sanzioni nei confronti del governo di Teheran.