Qatargate, Borrell: "No all'impunità per la corruzione". Il Marocco respinge ogni accusa

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Di Debora Gandini
Nasser Bourita, Ministro degli Esteri del Marocco
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Le accuse di corruzione al Parlamento europeo hanno messo in ombra la visita dell'alto rappresentante europeo Josep Borrell in Marocco, la prima occasione per discutere del Qatar-gate. 

Secondo indiscrezioni stampa, anche Rabat avrebbe cercato di influenzare con mezzi illeciti i processi decisionali del Parlamento mentre la giustizia belga ora ha chiesto la revoca dell'immunità dell’eurodeputato italiano, Andrea Cozzolino, che si occupa di Paesi del Magreb. Dopo il faccia a faccia colloqui, il ministro degli Esteri marocchino ha respinto ogni accusa e ha detto che stanno mettendo in pericolo i legami con l'UE.

Dopo il faccia a faccia con Borrell, il ministro degli Esteri marocchino ha smentito di voler mettere in pericolo i legami con Bruxelles.

Nasser Bourita, Ministro degli Esteri marocchino: “Questa partnership con l’Unione europea deve affrontare continue vessazioni legali. Deve affrontare i ripetuti attacchi dei media. Questo partenariato deve anche affrontare i diversi attacchi nelle istituzioni europee e in particolare all'interno del Parlamento, attraverso questioni di cui il Marocco è l'oggetto e che sono orientate ben calcolate e destinate a danneggiare questo partenariato.”

Negli ultimi anni, il Marocco ha firmato accordi importanti e talvolta controversi con Bruxelles, come quello sulla pesca. C’è poi il sospetto che diversi eurodeputati stiano cercando di minimizzare le violazioni dei diritti umani nel paese nordafricano. Ora Borrell si aspetta la collaborazione di tutti per chiarire le accuse: "La posizione dell'Unione europea è chiara: non può esserci impunità per la corruzione. Per questo dobbiamo attendere l'esito delle indagini in corso da parte dell'Autorità Giudiziaria, che deve fare chiarezza su quanto accaduto.”

L'alto rappresentante europeo ha elogiato il Marocco per aver condannato l’annessione illegale delle province ucraine da parte della Russia, affermando poi che l’Unione europea ha quasi del tutto ridotto la propria dipendenza energetica dalla Russia.