Rivoluzione blu a tavola: cresce la domanda di alghe coltivate in mare

Rivoluzione blu a tavola: cresce la domanda di alghe coltivate in mare
Diritti d'autore  Illustration: Euronews   -  
Di Denis Loctier

Nelle acque della Svezia occidentale, non lontano da Göteborg, decine di chilometri di corde sono sospese appena sotto la superficie dell'acqua. Si tratta di una piantagione di lattuga di mare, o ulva, un alga coltivata dall'azienda Nordic Seafarm: una coltura sperimentale, che in genere non viene coltivata in mare.

"Durante la stagione della semina piantiamo in acqua nuove alghe per farle crescere, ma sono già commestibili - dice Gaëtan Zackrisson, sviluppatore che lavora alle coltivazioni per Nordic Seafarm -. All'inizio sono piccole, ma quando crescono raggiungono dimensioni di 20, 30 o 50 centimetri".

Ogni anno, in Europa, compaiono sempre più piantagioni di questo tipo. Nella maggior parte, però, vengono prodotte alghe zuccherine o altre varietà più comuni. La lattuga di mare ha più proteine ed è meno salata, il che la rende più gustosa e facile da cucinare. Ma la sua coltivazione qui rimane un'eccezione: i metodi di produzione su larga scala in mare non sono ancora stati completamente sviluppati.

I vantaggi della coltivazione in mare

Nordic Seafarm ritiene di essere sulla strada giusta. La piantagione pilota è cresciuta di 100 volte in un anno. I titolari prevedono di raccogliere 20 tonnellate di lattuga di mare in un paio di mesi. Il progetto, sostenuto dall'Unione europea, è nato in ambito universitario. Göran Nylund, uno dei co-fondatori di Nordic Seafarm, è un ricercatore che lavora con le alghe da 20 anni. Il successo della coltivazione in acque aperte dipende in gran parte dalla selezione scientifica e dalla preparazione del materiale di semina.

In alcune regioni più soleggiate le alghe sono coltivate in vasche sulla terraferma. Ma per Paesi come la Svezia la coltivazione in mare presenta numerosi vantaggi: non occupa terreni, non richiede infrastrutture o fertilizzanti costosi e può essere facilmente scalata.

"Le nostre coltivazioni in mare sono il risultato della ricerca condotta in laboratorario - dice Nylund -. In passato, quando abbiamo lavorato con l'ulva, non siamo mai riusciti a farlo su questa scala. Ora stiamo cercando di trovare un metodo per produrla su larga scala".

La coltivazione di alghe risponde alla crescente domanda di alternative alimentari più sostenibili. Nordic Seafarm rifornisce di alghe diversi ristoranti della zona. Thomas Sjögren, un famoso chef svedese, era solito andare al mare a raccogliere alghe fresche ogni mattina, ma ora il menù del suo ristorante comprende alghe e pesce di allevamento, e verdure coltivate localmente.

Le alghe sono un elemento fondamentale della cucina asiatica, ma sono relativamente poco conosciute dai consumatori europei. Molti, però, ritengono che la situazione stia per cambiare. Sempre più ristoranti utilizzano alghe coltivate localmente. Con la svolta nelle tecnologie di coltivazione, il settore prevede quella che viene definita una "rivoluzione blu", che sposterà buona parte della produzione alimentare dalla terra al mare.

"Al momento è tutto piuttosto decentralizzato, ognuno fa le proprie cose e le normative sono diverse nei vari Paesi - dice Jonatan Gerrbo, business developer di Nordic Seafarm -. Noi vogliamo creare una rete di aziende agricole certificate che ci permetta di massimizzare l'impatto positivo che possiamo avere e di rendere più facile per i clienti scegliere il prodotto giusto".

Spirulina fresca, l'alga antiossidante che non sa di mare

Per dare ulteriore impulso al settore la Commissione europea ha elaborato una serie di misure per aumentare la produzione sostenibile, il consumo sicuro e l'uso innovativo delle alghe. A Riga una piccola azienda lettone, SpirulinaNord, ha trovato un modo innovativo per produrre la spirulina, una piccola alga blu-verde utilizzata in tutto il mondo come integratore alimentare.

Fondata da due ingegneri e sostenuta da Bruxelles, SpirulinaNord vende l'alga come un alimento con benefici per la salute clinicamente provati. "Ha una composizione davvero unica - dice Kristine Vegere, co-proprietaria dell'azienda -. Ci sono molti antiossidanti, vitamine del gruppo B, ferro, calcio e così via: più di 200 elementi preziosi per il nostro corpo".

Al contrario della spirulina secca, nota per il suo sapore poco gradevole, la spirulina fresca non ha questo svantaggio. L'azienda mescola i raccolti giornalieri con succhi biologici locali e li vende come bevande salutari o sciroppi. "È davvero importante che le persone provino i nostri prodotti - dice Vegere -. Solo dopo averli provati capiscono che sono molto più validi e hanno un gusto migliore".

L'azienda lettone spera di convincere sempre più persone a includere questo integratore alimentare piuttosto costoso nella loro dieta regolare. Uno dei gruppi target sono i clienti dei centri sportivi e di benessere, nonché le cliniche specializzate. Studi clinici dimostrano una serie di effetti benefici: gli integratori di spirulina aiutano a contrastare l'affaticamento e le infiammazioni, ridurre l'obesità, abbassare il colesterolo e la pressione sanguigna.

Un altro mercato promettente sono i negozi al dettaglio: SpirulinaNord vende bevande, sciroppi e spirulina congelata in una dozzina di punti vendita in Lettonia e in altri Stati baltici. I clienti sono disposti a pagare un po' di più per prodotti sani ed ecologici. Lo scoglio principale è convincerli che non tutta la spirulina ha il sapore forte dell'integratore in polvere.

Al momento la maggior parte della clientela è costituita da donne, anche se non mancano gli uomini che conducono uno stile di vita sportivo. "Al momento il 90% dei clienti sono donne, di tutte le età, ma soprattutto giovani mamme - dice Agnese Stunda-Zujeva, co-proprietaria di SpirulinaNord -. Le giovani mamme devono andare al lavoro e poi giocare con i bambini, preparare la cena e fare tutto. Quindi hanno bisogno di un po' di energia in più". L'azienda è pronta a scalare la produzione con l'aumento della clientela.