James Gray e il suo "Armageddon Time": la nostra Apocalisse personale

James Gray al "Festival Lumiére".
James Gray al "Festival Lumiére".   -   Diritti d'autore  Euronews   -  
Di Cristiano Tassinari  & Da Lione: Fred Ponsard - Edizione italiana: Cristiano Tassinari

Il regista americano James Gray (53 anni), questa settimana, è a Lione, in Francia, per l'omaggio che gli rende il "Festival Lumière", proprio nel luogo in cui i fratelli Lumière hanno inventato il Cinématographe.

Per Gray, una retrospettiva dei suoi film, una masterclass per gli studenti di cinema e l'anteprima della sua ultima pellicola presentata a Cannes, "Armageddon Time - Il tempo dell'Apocalisse", con Anthony Hopkins e Anne Hathaway come protagonisti.

Un'occasione per la redazione Cultura di Euronews per incontrare uno dei più grandi autori del cinema americano contemporaneo.

"Incasso al botteghino o forma d'arte"?

"È un errore pensare che una forma d'arte esista per sempre, giusto?", si domanda James Gray.
"La storia del cinema è una forma d'arte così giovane... Parte del problema del cinema è quando il mercato diventa Dio e non c'è niente che possa competere con il risultato del botteghino. Le grandi case di produzione consolidano il loro potere e coinvolgono tutti quelli che vivono attorno al cinema. E, dico sfortunatamente, in qualche modo, il sistema di Hollywood ha fatto un lavoro fantastico, dal suo punto di vista, convincendo tutti dell'importanza dell'incasso di un film piuttosto di quale è, spesso, l'idea del cinema nel resto del mondo".

Il riferimento, forse nemmeno troppo causale, è al mezzo flop del precedente film di James Gray, "Ad Astra", con Brad Pitt: uscito nel 2019, ha incassato meno delle aspettative. Solo 113 milioni di dollari, a fronte di un costo di produzione di 87 milioni di dollari. Forse Gray, stavolta, sente la pressione di fare centro al botteghino...

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James Gray durante l'intervista realizzata a Lione.Euronews

"Armageddon Time" è un tuffo semi-autobiografico, da parte di James Gray, nella New York dei primi anni '80.

Il film racconta la storia di un adolescente di una famiglia ebrea nel Queens che fa amicizia con un giovane studente nero, pieno di grandi sogni, ma per il quale "l'ascensore sociale" non salirà mai.

Uno sguardo alla disuguaglianza sociale, alla segregazione, all'antisemitismo e al liberalismo americano, negli Usa dell'allora presidente Ronald Reagan: un passato che, in realtà, è ancora molto presente.

"Tutti contribuiamo alla catastrofe collettiva"

"Forse la distanza del passato ci permette di vedere le cose più chiaramente oggi. La storia è come staccare lo strato di una cipolla, non si arriva mai alla fine.... E quindi non ho cercato di dare la colpa a nessuno, non si tratta di quello, tutti facciamo le nostre piccole cose per contribuire alla catastrofe collettiva".

"Armageddon Time" è l'ottavo film di James Gray. 
Da "Little Odessa" (1994) con Tim Roth, il suo primo film, fino ad "Ad Astra", oltre a quattro film che hanno lanciato la carriera di Joaquin Phoenix: James Gray è indubbiamente un regista "top level" sulla scena internazionale. 

"Armageddon Time" - che sarà sicuramente un successo commerciale, come quelli che non ama particolarmente James Gray (eppure li fa...) - uscirà in Europa in novembre.