EventsEventiPodcasts
Loader
Find Us
PUBBLICITÀ

Biennale d'Arte Contemporanea di Lione, dove la fragilità diventa produzione artistica

La Biennale d'Arte Contemporanea a Lione
La Biennale d'Arte Contemporanea a Lione Diritti d'autore Frédéric Ponsard, euronews
Diritti d'autore Frédéric Ponsard, euronews
Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto:Copy to clipboardCopied

"A Manifesto of Fragility": è il tema della Biennale d'Arte Contemporanea di Lione, che resterà aperta fino al 31 dicembre

PUBBLICITÀ

È l'elogio della fragilità che diventa arte quello che la Biennale d'Arte Contemporanea di Lione propone nei locali, un tempo destinati alla produzione, delle fabbriche lionesi.

"A Manifesto of Fragility", è il tema attuale, liquido, mai consolatorio ma sempre stimolante che i curatori hanno affrontato in questa edizione, ponendo l’attenzione su una forma generativa di resistenza che si rifà al passato, influenza il presente e guarda al futuro.

Till Fellrath, co-curatore, spiega in che modo si è sviluppato il percorso espositivo della Biennale: "La fragilità è davvero un tema che è all'attenzione di tutti in questo momento e, infatti, quando siamo stati nominati curatori di questa edizione della Biennale, appena un paio di settimane più tardi è iniziata la pandemia e tutte le frontiere si sono chiuse. Quindi, non siamo nemmeno potuti tornare fisicamente a Lione. È stato in questo contesto che abbiamo iniziato a parlare con gli artisti e ci siamo resi conto che davvero c'è qualcosa che ci unisce tutti, in questo momento".

Una delle installazioni più impressionanti è stata realizzata dall'artista belga Hans Op de Beeck, "We Were the Last to Stay", (''Siamo stati gli ultimi a restare''): un'intera città ripensata in versione post-apocalittica. Forse una distopia artistica, certo un'opera d'impatto.

"La nostra intenzione era quella di creare questo confronto tra artisti e partner inaspettati - racconta il co-curatore,Sam Bardaouil - In un certo senso gli artisti sono sempre stati contemporanei, hanno sempre cercato di riflettere sul momento attuale e di creare opere che parlassero di un certo tempo, di una certa questione. Questi moulages rappresentano questo. Allo stesso tempo, portarli negli spazi della Biennale a Lione parla anche di continuità".

Molti musei della città, rinascimentali, archeologici, religiosi o di storia naturale, sono associati alla Biennale e permettono ai visitatori di avere una panoramica sul patrimonio artistico.

88 artisti provenienti da 39 Paesi possono essere scoperti a Lione fino al 31 dicembre.

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

La Biennale d'arte di Venezia esplora le sfide del nostro tempo

"Tutto del Classic Violin Olympus è unico!": l’intervista a Pavel Vernikov

In mostra alla Saatchi Gallery il volto mutevole della fotografia di moda