Lo dicon tutte: "La Venere del Botticelli era una mia antenata"

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Di Euronews
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Simonetta Cattaneo Vespucci, la donna più bella del Rinascimento, è stata la regina dell'arte nella Firenze dei Medici, la modella di Botticelli, l'icona di un'estetica che sarebbe tornata in tante epoche diverse per raccontare ancora il miracolo della bellezza mortale

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Volete vedere gli occhi di una donna che ha fatto l'amore? La leggenda non svela se fu l'artista, Botticelli, o il marito Vespucci o un amante della famigla de' Medici ad accendere gli occhi di Simonetta Cattaneo Vespucci, in arte la Venere del Botticelli e poi la Primavera, nel miracolo della bellezza mortale, vestita di tutti i colori di flora.

La più bella donna del mondo

Simonetta Vespucci, nata Cattaneo, vissuta nel XV nota come la più bella donna del Rinascimento, figlia del Doge di Genova, andata in sposa a sedici anni al banchiere Marco Vespucci, morta giovanissima ad appena ventitré anni (probabilmente di peste)....quando Simonetta, dopo le nozze a Porto Venere giunse a Firenze la città intera s'inchinò davanti alla sua bellezza.

Esiste una vera discendente di Simonetta?

Oggi forse una remota discendente della bellissima Simonetta cerca di rinverdire i sui quarti di nobiltà. Simonetta Sancristoforo Cattaneo, manager italiana a Londra, si dichiara l'ultima discendente vivente della Venere del Botticelli e sostiene di aver scoperto di essere tale quando aveva 10 anni, su impulso di una remota genealogia e di un sogno di fanciulla che non si riesce ad abbandonare neanche ora.

Firenze e Botticelli

Custodite a Firenze le opere del Botticelli sono le uniche depositarie della vera bellezza che fa parte di un paesaggio dell'anima e che non ha più eredi in terra.

I canoni di bellezze di Simonetta si ripetono nel corso dei secoli

Certo la fisionomia dell'autentica Cattaneo Vespucci non ha mancato di definire i canoni della bellezza anche in altre epoche, una bellezza nordeuropea fatta da capelli biondi, occhi azzuri e piccoli seni. Le bellezze dell'arte fiamminga e i canoni settecenteschi di beltà ricordano da vicino tutto il fulgore di Simonetta.

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