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La capo economista della Bers: l'inflazione potrebbe aumentare a causa delle tensioni nel Mar Rosso

La redattrice di Euronews Angela Barnes parla con la capo economista della BERS Beata Javorcik
La redattrice di Euronews Angela Barnes parla con la capo economista della BERS Beata Javorcik Diritti d'autore Euronews
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Di Angela BarnesIndrabati Lahiri
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Beata Javorcik, capo economista della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, sottolinea che le continue tensioni nel Mar Rosso e le interruzioni del trasporto marrittimo potrebbero alimentare ulteriormente l'inflazione quest'anno

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La corrispondente di Euronews Angela Barnes ha parlato con la capo economista della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) Beata Javorcik, in occasione del vertice del World economic forum di Davos, dei principali rischi economici per il 2024.

Evidenziando l'inflazione come uno dei rischi maggiori, Javorcik ha ritenuto che le interruzioni del trasporto marittimo in corso nel Mar Rosso a causa degli attacchi degli Houthi yemeniti potrebbero potenzialmente continuare a infiammare i prezzi quest'anno.

Diverse compagnie di navigazione come Maersk, Mediterranean shipping company (Msc) e Hapag-Lloyd hanno già sospeso i viaggi attraverso il Mar Rosso e il Canale di Suez. Le rotte alternative prevedono il giro del continente africano, con un notevole aumento dei tempi e dei costi di viaggio.

A causa dell'aumento dei tempi di attesa e dei costi delle materie prime, diversi produttori potrebbero essere costretti ad aumentare i prezzi dei prodotti finali. In questo caso, i prezzi dell'energia potrebbero essere tra i più colpiti. In prospettiva, ciò potrebbe erodere i progressi compiuti finora nel contenere l'inflazione, alimentando invece maggiormente i prezzi al consumo.

In che modo le banche centrali intendono affrontare l'inflazione nel 2024?

Negli ultimi mesi l'inflazione complessiva è scesa notevolmente in diverse economie principali, soprattutto grazie al ritorno dei prezzi dell'agricoltura, del gas naturale e dell'energia ai livelli precedenti al conflitto ucraino.

Tuttavia, Javorcik osserva che "le banche centrali continuano a essere molto caute. Non vogliono dichiarare prematuramente la vittoria sull'inflazione". Ciò è dovuto principalmente al fatto che l'inflazione della maggior parte dei Paesi è ancora un po' al di sopra dell'obiettivo generalmente accettato del 2%.

Anche l'inflazione di fondo in molte economie rimane fastidiosamente alta, e Javorcik ha sottolineato che il contenimento dell'inflazione di fondo può essere un processo molto più lungo e complicato. Anche gli sviluppi del conflitto mediorientale e il loro impatto sul trasporto marittimo possono cambiare rapidamente la traiettoria dell'inflazione.

Potrebbe tornare la volatilità sui mercati delle materie prime

Nel febbraio 2022, all'inizio del conflitto tra Russia e Ucraina, diverse materie prime hanno registrato un aumento della volatilità e un'impennata dei prezzi, traducendosi in un aumento dell'inflazione per l'economia globale. Si trattava di petrolio e gas, carbone, grano, mais e metalli come il gol, l'argento e il palladio.

All'epoca, dopo aver ridotto le importazioni di gas russo, l'Europa dipendeva fortemente dagli Stati Uniti per le forniture di gas naturale liquefatto (Gnl). Quest'anno, tuttavia, l'Europa sarà probabilmente molto più attrezzata, con riserve di gas naturale praticamente piene all'inizio dell'inverno 2023/2024. Un inverno più caldo del solito e maggiori investimenti nel risparmio energetico e nelle energie rinnovabili hanno favorito una maggiore sicurezza energetica.

Quest'anno, però, le tensioni mediorientali potrebbero potenzialmente riportare la volatilità nei mercati delle materie prime, soprattutto se un maggior numero di Paesi venisse coinvolto, portando a un conflitto regionale più ampio. Con l'Iran che già sostiene gli Houthi yemeniti e una serie di attacchi aerei difensivi congiunti da parte di Stati Uniti, Regno Unito e diversi Paesi europei, le tensioni geopolitiche in corso rischiano di esplodere.

Paesaggio invernale a Davos, Svizzera
Paesaggio invernale a Davos, SvizzeraEuronews

I progressi dell'intelligenza artificiale possono minacciare i processi elettorali

A ciò si aggiunge il fatto che i rapidi progressi dell'intelligenza artificiale, un tema chiave del World economic forum di quest'anno, rappresentano un altro potenziale rischio. Ciò è dovuto alle numerose campagne di disinformazione alimentate dall'intelligenza artificiale che sono già state lanciate da numerosi attori, tra cui individui, aziende e governi. Queste includono immagini deepfake e tentativi di manipolazione dei mercati.

Come sottolinea Javorcik, "credo che la preoccupazione più immediata riguardo all'IA sia che questo è un anno in cui 70 Paesi hanno importanti elezioni. Quindi credo che la maggior parte degli osservatori riconosca la possibilità che l'IA venga usata per interferire con le elezioni attraverso la disinformazione". Ciò può avvenire in vari modi, ad esempio con false campagne diffamatorie, per danneggiare la reputazione dei candidati, e con la manipolazione di dati e numeri elettorali.

"Credo che la domanda chiave che tutti si pongono sia: le democrazie liberali saranno in grado di sopravvivere a questa minaccia?", incalza Javorcik. 

Le prospettive per l'economia europea nel 2024

Per quanto riguarda la posizione dell'Europa nell'economia alla luce delle elezioni di quest'anno, Javorcik afferma che l'economia europea sarà probabilmente meglio posizionata quest'anno rispetto all'anno scorso, ma rimangono delle difficoltà.

"Dobbiamo ricordare che i prezzi del gas naturale in Europa rimangono cinque volte superiori a quelli degli Stati Uniti, e questo sta erodendo la sua competitività". Anche la deindustrializzazione rimane una minaccia molto forte per l'economia europea.

Altre minacce globali sono rappresentate dall'impennata dei tassi d'interesse e dagli alti costi dei prestiti pubblici, con gli investitori che chiedono una maggiore compensazione per i rischi geopolitici in corso.

Per la Bers, una delle priorità del prossimo anno sarà la promozione della transizione verde in Europa, con oltre il 50% degli investimenti dell'anno scorso destinati all'economia green.

Video editor • Joanna Adhem

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