Mar Rosso, cosa c'è da sapere sulla crisi che mette a rischio il commercio mondiale

Un membro degli Houthi, a sinistra, e una nave da guerra israeliana nel Mar Rosso, a destra.
Un membro degli Houthi, a sinistra, e una nave da guerra israeliana nel Mar Rosso, a destra. Diritti d'autore Mohammed HUWAIS / AFP + CHRISTOPHER STACHYRA / DVIDS / AFP
Di Alessio Dell'Anna
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Gli attacchi dei ribelli yemeniti rischiano di mettere in ginocchio il settore dei trasporti marittimi, che solo nel Mar Rosso rappresenta il 12% del commercio mondiale, per un valore di 1,2 trilioni di dollari l'anno.

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Da più di un mese, un gruppo di ribelli yemeniti sta attaccando navi mercantili nel Mar Rosso.

Gli Houti, conosciuti anche come i Partigiani di Dio, hanno annunciato di voler entrare nella guerra tra Israele e Hamas al fianco del popolo palestinese, attaccando tutte le navi dirette verso Israele. 

I lanci missilistici dallo Yemen hanno di fatto aperto un altro fronte per Israele, che sta già tenendo testa ad  attacchi sul confine nord provenienti dal Libano.

Guerrieri Houthi al funerale di un loro compagno a Sana'a, Yemen, 24 novembre 2021
Guerrieri Houthi al funerale di un loro compagno a Sana'a, Yemen, 24 novembre 2021AP Photo

Chi sono gli Houthi?

Gli Houthi sono un gruppo islamista filo-sciita dello Yemen, supportato militarmente dall'Iran. Sono stati dichiarati organizzazione terroristica dal governo legittimo dello Yemen, dall'Arabia Saudita, dagli Emirati Arabi Uniti e dalla Malesia.

Al momento hanno in mano gran parte dello Yemen occidentale, inclusa la capitale Sana'a'. 

Nel 2015, una coalizione guidata dall'Arabia Saudita, di cui fa parte anche il governo yemenita, gli ha dichiarato guerra, scatenando un conflitto che ha causato centinaia di migliaia di morti. 

La guerra tra la coalizione araba e gli Houthi è ancora in corso, sebbene al momento sia stata stipulata una tregua.

Un commando di Houthi piomba sulla nave da carico israeliana Galaxy Leader, domenica 19 novembre 2023
Un commando di Houthi piomba sulla nave da carico israeliana Galaxy Leader, domenica 19 novembre 2023Houthi Media centre via AP

Cosa sta succedendo esattamente nel Mar Rosso?

Gli Houthi stanno lanciando missili e droni navali dai territori controllati in Yemen, incluso il porto of Hudaydah. 

Dall'inizio degli attacchi - il più eclatante dei quali ha visto addirittura il sequestro di un'intera nave israeliana - "più di duecento navi hanno dichiarato incidenti, e circa 180 vascelli sono state costretti a cambiare rotta", dice l'esperto di logistica della University of Bradford, Gokcay Balci.

Al netto di qualche leggero danno, nessuna nave è stata affondata né sono state riportate vittime.

Tuttavia, la concentrazione degli attacchi in uno stretto di mare largo appena 32 chilometri, tra lo Yemen e il Gibuti,  ha spinto la maggior parte degli armatori ad evitare la tratta.

Quali sono state le conseguenze?

Almeno 8 tra i 10 più grandi armatori del mondo - tra cui MSC e Maersk - hanno temporaneamente sospeso ogni viaggio per il Mar Rosso, decidendo di virare verso il Capo di Buona Speranza, in Sud Africa, per raggiungere l'Europa. 

Una deviazione di 9.000 chilometri, che comporta "tra i sei e i 14 giorni di viaggio in più" secondo Guy Platten, segretario generale dell'International Chamber of Shipping.  

Gli esperti sono concordi nel dire che queste enormi deviazioni non hanno avuto, per il momento, ricadute sostanziali sul prezzo delle merci. 

Sono aumentate però le polizze assicurative delle navi e, ovviamente, l'uso del carburante. In particolare, questo comporterebbe un incremento delle emissioni di anidride carbonica tra il 20% e il 35%, secondo Gokcay Balci. Alcune compagnie inoltre stanno pagare un sovrapprezzo tra i 500 e i 1000 dollari in più a cargo.

La portaerei americana USS Dwight D. Eisenhower attiva nel Golfo Persico il 26 novembre 2023
La portaerei americana USS Dwight D. Eisenhower attiva nel Golfo Persico il 26 novembre 2023US Navy via AP

Come sta reagendo l'occidente?

Il 19 dicembre, gli Stati Uniti hanno annunciato un'operazione chiamata 'Prosperity Guardian' per ristabilire l'ordine nel Mar Rosso. E' una coalizione internazionale di cui fanno parte, tra gli altri, anche Regno Unito, Francia, Italia, Spagna, Olanda, Norvegia, Australia e Seychelles. 

Il segnale è stato colto positivamente da alcuni armatori, tra cui Maersk, che, pochi giorni dopo l'arrivo delle prime navi americane nella zona, ha annunciato di voler riprendere la tratta del Mar Rosso "appena possibile".

Cosa potrebbe succedere adesso?

Nel caso gli Houthi non fermassero gli attacchi, gli Stati Uniti e la loro coalizione "potrebbero decidere di neutralizzare alcune posizioni dei ribelli", dice Chris Doyle, direttore del Counci for British-Arab Understanding, aggiungendo però che "non e’ un  facile colpirli tra le colline dello Yemen."

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Sostenitori degli Houthi sorreggono una bandiera palestinese durante una manifestazione a Sana'a, Yemen, 17 maggio 2021
Sostenitori degli Houthi sorreggono una bandiera palestinese durante una manifestazione a Sana'a, Yemen, 17 maggio 2021AP/Hani Mohammed

"Gli Houthi sono stati capaci di lanciare missili in Arabia Saudita, colpendo obiettivi vitali, come infrastrutture petrolifere, come negli Emirati Arabi. Hanno missili che possono viaggiare per più di 1,600 chilometri. E’ pericoloso, ma non fare nulla potrebbe essere altrettanto problematico, significherebbe lasciarli fare, oltre che mettere a rischio una tratta importante come quella del Mar Rosso.”

“Gli Houthi hanno dichiarato che questi attacchi continueranno finché Israele non fermerà le operazioni a Gaza. E’ un movimento che capta tutta la profonda rabbia causata dalla distruzione e dalle morti di questa guerra…provocati dai bombardamenti israeliani”.

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