L'agenzia meteorologica spagnola prevede un possibile El Niño all'inizio dell'estate. Il fenomeno è rappresentato dal riscaldamento delle acque del Pacifico, il che provoca inondazioni in alcune regioni e siccità in altre
Il possibile arrivo del fenomeno "El Niño" all'inizio dell'estate ha riacceso il dibattito sul suo impatto sulle alte temperature in Spagna.
Tuttavia, l'Agenzia Meteorologica Statale (Aemet) ha invitato alla cautela e ha sottolineato che, sebbene ci sia una significativa probabilità che faccia la sua comparsa, i suoi effetti diretti sul Paese saranno limitati.
Secondo le previsioni, c'è circa il 61 per cento di probabilità di condizioni calde nel Pacifico tra maggio e luglio, il che suggerisce un possibile avvio del fenomeno. Tuttavia, gli esperti avvertono che l'incertezza aumenta quanto più si allontana l'orizzonte temporale e che le previsioni sono meno affidabili in primavera.
L'agenzia meteorologica ha così risposto ad alcuni rapporti che indicavano un'estate particolarmente calda in Spagna per questo motivo. "È molto probabile che El Niño avrà poca influenza, poiché sarà nella sua fase incipiente", ha affermato l'Aemet in un post su X.
Cos'è El Niño e perché altera le temperature in tutto il mondo
El Niño è una delle fasi del fenomeno climatico noto come Enso. Questo si verifica quando le acque superficiali del Pacifico equatoriale diventano più calde del solito a causa dell'indebolimento degli alisei, i venti tropicali. Questo cambiamento altera la circolazione atmosferica globale e può causare siccità in alcune regioni e inondazioni in altre.
L'Aemet sottolinea che questo fenomeno può avere effetti globali significativi, come un aumento della temperatura media del pianeta di qualche decimo di grado.
"El Niño provoca un riscaldamento su scala globale", spiega l'agenzia, che aggiunge che questo effetto si aggiunge al riscaldamento provocato dall'uomo.
Tuttavia, nel caso della Spagna, la relazione non è diretta. "Non esiste una correlazione chiara e diretta tra il verificarsi di El Niño e i suoi effetti nel nostro Paese", insiste l'Aemet, che sottolinea l'influenza di altri fattori atmosferici sul clima peninsulare.
Anche nelle estati più calde registrate di recente, come quella del 2025, il fenomeno non è stato presente.
Un fenomeno globale con effetti disomogenei
La comunità scientifica concorda sul fatto che El Niño può intensificare le ondate di calore nelle regioni tropicali e modificare i modelli di precipitazioni su scala globale. Tuttavia, il suo impatto in Europa è più diffuso e variabile, dipendendo da molteplici interazioni atmosferiche.
In questo senso, l'Aemet sottolinea che il riscaldamento globale e le dinamiche dell'atmosfera alle medie latitudini sono ancora i fattori principali che spiegano le estati estreme in Spagna.
Per ora, i meteorologi insistono sul fatto che è troppo presto per stabilire scenari specifici per l'estate e che sarà necessario attendere i prossimi mesi per affinare le previsioni.