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Resort Kushner-Trump, il primo ministro albanese parla di "guerra ibrida"

Il primo ministro albanese Edi Rama in un'intervista a Euronews
Il primo ministro albanese Edi Rama in un'intervista a Euronews Diritti d'autore  Euronews
Diritti d'autore Euronews
Di Marina Stoimenova & Maria Tadeo
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Il resort di lusso, che riguarda un’isola protetta e un tratto di lungomare sulla costa meridionale dell'Albania, ha suscitato l’opposizione di ambientalisti e critici del primo ministro Edi Rama, che parla di ingerenze esterne

Il premier albanese Edi Rama ha dichiarato a Euronews che l'opposizione a un progetto immobiliare sulla costa meridionale del Paese, legato alla famiglia Trump-Kushner, è a suo avviso amplificata da bot, narrazioni antisemite e forze esterne ostili a Tirana, il cui intento è alimentare le tensioni.

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"Nemici di Israele e dell'Albania hanno inventato un accordo segreto tra me e Netanyahu"

Parlando dal Montenegro, dove venerdì i leader dell'Unione europea hanno incontrato i Paesi candidati dei Balcani occidentali, il capo di governo ha affermato che l'Albania è finita nel mirino di un attacco coordinato da attori esterni (senza precisare quali) intenzionati a sfruttare il malcontento della popolazione.

Le sue dichiarazioni arrivano mentre attivisti e gruppi ambientalisti continuano a protestare contro i piani legati ad Affinity Partners, la società d'investimenti fondata da Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, per la realizzazione di un resort di lusso al largo della costa albanese. Rama ha aggiunto che narrazioni antisemite vengono alimentate dai "nemici di Israele e dell'Albania". Inclusa quella che ha definito una falsa speculazione online su un presunto accordo segreto tra Israele e il suo governo per facilitare lo spostamento dei palestinesi nella nazione europea.

"C'è una narrativa secondo cui si tratterebbe di un accordo occulto tra me e Bibi Netanyahu, attraverso Jared Kushner, per portare i palestinesi in quell'area, il che è pura fantasia", ha affermato. Aggiungendo che il suo Paese "ha una storia di grande orgoglio nel salvare gli ebrei, nel non aver mai nutrito sentimenti antisemiti", e descrivendo i musulmani albanesi come "incredibilmente tolleranti".

"Le proteste non influenzeranno le decisioni sul settore turistico"

Interpellato sulla legittimità delle preoccupazioni dei manifestanti, Rama ha riconosciuto le loro motivazioni, ma ha sostenuto che le loro ansie "in buona fede" vengono "sfruttate come un'arma" da attori ostili che impiegano una strategia coordinata online per sfruttare la sensibilità dell'opinione pubblica sulla tutela dell'ambiente e sui rapporti dell'Albania con Israele. "È pieno di bot, di profili falsi, di attacchi che arrivano da ogni parte", ha detto Rama. "L'ho visto questa settimana sui social media. Come è successo in altri Paesi, ora lo vedo nel mio".

Le proteste si sono intensificate questa settimana: i manifestanti sfilano con cartelli raffiguranti fenicotteri rosa, un riferimento all'habitat naturale dell'isola, che secondo loro potrebbe essere danneggiato in modo irreversibile se i lavori andassero avanti.

Nonostante le tensioni, Rama ha fatto capire che le sole manifestazioni non basteranno a influenzare le decisioni sugli investimenti nel settore turistico, in pieno sviluppo, dell'Albania. "Questo non accadrà mai. Non finché ci sarò io", ha dichiarato.

Rama afferma che ancora non è stato presentato al governo di Tirana alcun progetto definitivo

Rama ha anche respinto le critiche al progetto in sé, sostenendo che alle autorità albanesi non è ancora stata presentata alcuna proposta definitiva. "C'è una manifestazione di interesse a realizzare un progetto? Sì. Esiste un progetto? No", ha spiegato a Euronews. "Gli investitori ci stanno lavorando. Dobbiamo vedere quando sarà presentato".

Ha aggiunto poi che qualsiasi proposta sarà sottoposta a procedure di valutazione e approvazione prima dell'avvio dei lavori. I manifestanti sostengono però che sull'isola, da maggio, siano già stati avvistati segnali di attività edilizia, tra cui macchinari pesanti ed escavatori.

Il progetto è finito sotto i riflettori, mettendo in luce le crescenti tensioni tra gli sforzi del Paese per attirare investimenti esteri e la necessità di tutelare l'ambiente. Rama ha assicurato che il resort potrebbe rappresentare una svolta per l'Albania, che punta ad affermarsi come polo turistico, in linea con i grandi sviluppi immobiliari lungo la costa adriatica nei Paesi vicini, come Croazia e Montenegro.

Le organizzazioni ambientaliste temono per la sorte degli ecosistemi naturali

Le organizzazioni ambientaliste insistono che grandi opere edilizie in aree costiere sensibili potrebbero mettere a rischio habitat protetti e modificare in modo irreversibile gli ecosistemi, a beneficio di una ristretta cerchia di investitori e capitali stranieri. Rama sostiene però che le informazioni che circolano online siano esagerate.

"Sui social media sono state diffuse molte immagini di progetti che non hanno nulla a che vedere con questo, di fenicotteri morenti, di tartarughe depresse. Non esiste", ha indicato, ribadendo che il resort è ancora in una fase iniziale di progettazione.

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