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Governo approva decreto sicurezza e misure per sblocco del Ponte sullo Stretto

La premier Meloni e il ministro dell'Interno Piantedosi in uno dei primi confronti in Parlamento sulla sicurezza poco dopo l'entrata in carica del governo nell'ottobre 2022
La premier Meloni e il ministro dell'Interno Piantedosi in uno dei primi confronti in Parlamento sulla sicurezza poco dopo l'entrata in carica del governo nell'ottobre 2022 Diritti d'autore  AP Photo
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Di Gabriele Barbati
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il Consiglio dei ministri si è riunito giovedì. Nel pacchetto approvato l'"accertamento" per i manifestanti e uno scudo penale per le forze dell'ordine. In discussione anche un piano contro disagio giovanile e la stretta sulle armi bianche. Passa anche il decreto procedere con il Ponte sullo Stretto

Il governo ha approvato giovedì il decreto sicurezza, il pacchetto di norme tra cui il fermo preventivo in vista di manifestazioni per persone segnalate e il cosiddetto "scudo penale" per le forze dell'ordine, su cui la maggioranza ha accelerato dopo gli scontri tra dimostranti e polizia a Torino lo scorso sabato.

Il consiglio dei Ministri si è riunito questo giovedì anche su altri provvedimenti tra cui un decreto per il Ponte sullo Stretto, il primo a essere dibattuto e varato nel pomeriggio, e un decreto legislativo sulla parità retributiva tra donne e uomini.

"Abbiamo approvato il decreto legge e il decreto legislativo di 33 e 29 articoli", ha esordito in conferenza stampa il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, illustrando le decisioni raggiunte dall'esecutivo.

"Abbiamo avuto un'interlocuzione proficua con il Quirinale", ha proseguito il ministro, "il testo rimane invariato" per quanto riguarda le misure di prevenzioni di reati. Piantedosi ha confermato che il fermo preventivo è stato approvato come "accompagnamento di sospetti da parte delle forze dell'ordine" e di accertamenti fino a 12 ore, "che non sono una misura liberticida".

Nella stessa conferenza il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha voluto precisare che non bisogna parlare di uno "scudo" penale per le forze dell'ordine. "Essere iscritti nel registro degli indagati deve essere una forma di garanzia, non di condanna anticipata", ha detto il Guardasigilli, "qui non c'é impunità per nessuno".

Nel caso di un agente dunque "che spara per legittima difesa", ha usato come esempio Nordio, "oggi deve essere iscritto nel registro degli indagati per godere delle garanzie delle indagini", mentre il governo ha deciso ora "di iscriverlo in un modello separato".

"Ma questo vale per tutti i cittadini", ha aggiunto, "anche per un medico che sia stato vittima di una situazione in si ritiene ci si stato un errore medico" o per "un cittadino che dormiva tranquillamente, è stato aggredito e si è difeso".

"Una norma estremamente importante: se ti sei legittimamente difeso, non vieni automaticamente iscritto nel registro degli indagati, pur mantenendo tutte le tutele previste dalla legge", ha dichiarato Giorgia Meloni su X.

"Rafforziamo gli strumenti per combattere la criminalità diffusa", ha scritto la premier nel suo post, "lo Stato non gira la testa dall'altra parte".

Cosa c'é nel pacchetto sicurezza

Il testo è stato al centro di lunghe riunioni all'interno della maggioranza e di una trattativa con il Quirinale, che ha vagliato la compatibilità di ogni singola proposta con la Costituzione.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto mercoledì il sottosegretario Alfredo Mantovano, e chiesto modifiche al fermo preventivo di 12 ore senza convalida della magistratura e alla norma che evita l'iscrizione automatica nel registro degli indagati per gli agenti che abbiano agito per legittima difesa o nell'adempimento del proprio dovere (possibile la creazione di un registro speciale degli indagati per gli accertamenti di questi casi).

Dopo un incontro tra la premier Giorgia Meloni e il vice Matteo Salvini, mercoledì, si è deciso di accogliere i rilievi nel pacchetto di maggioranza: il fermo preventivo è diventato un "accertamento" sui sospetti su cui sussista "un fondato motivo" che possano mettere i pericolo lo svolgimento pacifico di una manifestazione e comunque con notifica all'autorità giudiziaria.

Sul tavolo dell'esecutivo sono arrivate le ipotesi di multe per chi non rispetta il percorso autorizzato di una protesta e di arresto "in flagranza differita" per chi danneggia beni e luoghi pubblici durante un corteo.

Quanto allo scudo penale si dovrebbe discutere piuttosto di un ampliamento delle garanzie sulla legittima difesa valido per tutti i cittadini che "sono uguali di fronte alla legge" sulla base dell'art. 3 della Costituzione.

Sanzioni per possesso e vendita di coltelli, più sicurezza nelle stazioni

Si tratta di una sessantina di articoli in tutto, divisi tra un decreto legge e un disegno di legge. Il primo include "disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell'autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle forze di polizia e del Ministero dell'interno, nonché di immigrazione e protezione internazionale" .

Il secondo prevede "disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle forze di polizia e del Ministero dell'interno".

Nei provvedimenti - che una volta licenziati dovranno affrontare l'iter parlamentare - rientra la stretta sui coltelli e sulle armi bianche con reclusione per chi gira con lame appuntite oltre gli 8 centimetri e sanzioni amministrative tanto per chi le vende ai minori quanto per i "soggetti che esercitano la responsabilità genitoriale" si legge nella bozza del decreto sul tavolo del governo.

Figurano anche l'istituzione di zone rosse attorno alle stazioni ferroviarie (per cui si prevedono 50 milioni di euro nel 2026), la reclusione per chi non si fermi a un controllo stradale causando pericolo e il blocco navale per interdire fino a 6 mesi l'attraversamento delle acque territoriali in casi di minacce terroristiche o di flussi migratori.

Non sono state inserite invece la cauzione da richiedere agli organizzatori di una protesta, promossa da una parte della maggioranza, e la norma sulla riconsegna agli Stati di origine di persone ritenute pericolose (subito ribattezzata al-Masri, dal nome del generale libico arrestato e rilasciato un anno fa), poiché in contrasto con i trattati internazionali firmati dall'Italia.

Le altre misure: dal Ponte alla parità di genere nei salari

Tra i 29 gli articoli del disegno di legge sulla sicurezza, si discutono anche l'inasprimento delle pene per le occupazioni abusive e le aggressioni sui treni, una specifica circostanza aggravante per i reati contro l'incolumità e la libertà morale commessi ai danni di giornalisti e l'istituzione di una "rete territoriale" tra famiglie, scuole e istituzioni sportive per prevenire il disagio giovanile.

Sul Ponte il governo ha cercato di ovviare ai rilievi presentati dalla Corte dei Conti sul progetto di collegamento tra Calabria e Sicilia che di fatto ha bloccato l'opera.

Il testo approvato contiene disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni per l'avvio della costruzione del Ponte.

Sulla questione migranti, il governo ha rinviato ogni decisione, probabilmente alla prossima settimana. Al vaglio la possibilità di dare al ministero dell'Interno fino alla fine del 2028 la facoltà di derogare alla normativa vigente al fine di operare su "costruzione, l'acquisizione, il completamento, l'adeguamento, la ristrutturazione delle strutture e infrastrutture destinate all'assistenza, all'accoglienza e al trattenimento dei cittadini stranieri".

Nell'agenda dei lavori dei ministri c'é infine l'attuazione della direttiva Ue del 2023, volta a rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza retributiva e i relativi meccanismi di applicazione.

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