Un’inchiesta del Guardian rivela che l’esercito israeliano ha usato bulldozer per distruggere parti di cimiteri nella Striscia di Gaza contenenti tombe storiche di soldati della Prima e Seconda Guerra Mondiale
Secondo un’inchiesta pubblicata dal quotidiano Guardian, l’esercito israeliano ha raso al suolo parti di un cimitero militare nella Striscia di Gaza, contenente le tombe di soldati morti durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale.
Le immagini satellitari visionate dal giornale mostrano un’estesa opera di demolizione nell’area di al-Tuffah, a Gaza City, dove intere file di lapidi sono state rimosse e il terreno completamente livellato.
Issam Jarada, ex guardiano del cimitero, ha dichiarato di aver assistito a due distinte operazioni di bulldozer, prima che i lavori si estendessero “all’area che va dalla panchina dove si sedevano i visitatori stranieri al monumento commemorativo”.
Un portavoce dell’esercito israeliano ha confermato le operazioni, spiegando che erano state eseguite per “neutralizzare le minacce identificate”, considerando il sito all’epoca una “zona di combattimento attivo”.
Danni storici e precedenti
Non è la prima volta che il cimitero subisce danni. Nel 2006, un missile israeliano aveva parzialmente distrutto l’area, costringendo lo Stato ebraico a pagare un risarcimento di 90.000 sterline.
Nel 2009, circa 350 lapidi erano state riparate dopo un nuovo attacco. Nel 2025, l’allora ministro britannico per gli Affari dei Veterani, Al Carnes, aveva stimato che il 10 per cento delle lapidi nei cimiteri di Gaza e Deir al-Balah fosse stato danneggiato.
Il cimitero di Gaza contiene 3.217 tombe, di cui 781 non identificate, inclusi resti di soldati britannici, australiani e altre nazionalità, e 30 militari sepolti dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Accesso negato e giustificazioni militari
I residenti e i giornalisti locali non hanno potuto ispezionare le condizioni del cimitero di Deir al-Balah. Israele giustifica l’abbattimento dei cimiteri con motivazioni di sicurezza, sostenendo che aree di combattimento attive richiedono la rimozione di infrastrutture sospette o l’apertura di strade per il dispiegamento delle forze. In alcuni casi, i militari suggeriscono senza prove che i cimiteri possano nascondere armi o tunnel.
Recentemente, durante la ricerca del corpo dell’ostaggio Ran Gwili, l’esercito israeliano ha esumato più di 200 tombe in un cimitero nel nord della Striscia, traendo preoccupazione tra attivisti e comunità internazionali.
Normativa internazionale e protezione culturale
I cimiteri militari storici sono protetti dal diritto internazionale umanitario e dalla Convenzione dell’Aia per la protezione dei beni culturali (1954), che considera i siti come beni di valore culturale, garantendo protezione anche in tempo di guerra. La distruzione di tali luoghi solleva interrogativi sulla tutela delle memorie storiche e sui limiti delle operazioni militari in contesti urbani densamente popolati.