Manfred Weber invoca una svolta storica: ambasciate Ue aperte in Iran per proteggere i manifestanti. Il paragone è con la caduta del Muro di Berlino
È il momento dell’Iran, ora che il muro della paura sta crollando. Con un appello destinato a far discutere, Manfred Weber, leader del Partito popolare europeo e politico tedesco della Csu, chiede all’Unione europea di aprire immediatamente tutte le ambasciate Ue in Iran a chi cerca protezione dalla repressione del regime dei mullah.
Il paragone evocato è potente e carico di significato storico: l’autunno del 1989, quando migliaia di cittadini della Germania Est cercarono rifugio nelle ambasciate occidentali per sfuggire alla DDR, contribuendo al collasso del regime comunista e alla caduta del Muro di Berlino.
Il precedente storico: la crisi dell’ambasciata di Praga
Nel 1989, mentre l’Europa orientale era attraversata da profondi sconvolgimenti politici, migliaia di cittadini della Repubblica Democratica Tedesca tentarono la fuga verso l’Ovest. Quando le vie di fuga attraverso l’Ungheria e la Cecoslovacchia divennero sempre più difficili, molti trovarono rifugio nelle ambasciate occidentali.
L’ambasciata della Germania Ovest a Praga divenne il simbolo di quella disperazione. Migliaia di persone si accamparono nei suoi giardini, cercando protezione dalle forze di sicurezza della DDR. La situazione degenerò rapidamente, trasformandosi in una crisi diplomatica internazionale: secondo il diritto internazionale, infatti, le ambasciate sono inviolabili e il governo cecoslovacco fu costretto a proteggere i rifugiati.
La cosiddetta “crisi dell’ambasciata di Praga” culminò il 30 settembre 1989, quando il ministro degli Esteri Hans-Dietrich Genscher annunciò dal balcone dell’ambasciata il trasferimento dei rifugiati nella Germania Ovest. Fu uno dei momenti più iconici del percorso che portò, poche settimane dopo, alla caduta del Muro di Berlino.
Weber: “Apriamo le ambasciate Ue come rifugi”
Oggi, secondo Weber, l’Iran vive una fase storica simile. In un’intervista al quotidiano Bild, il politico tedesco ha dichiarato: “L’Europa è fermamente al fianco del popolo iraniano. Nulla può giustificare la violenza mortale del regime dei mullah contro manifestanti pacifici. La coraggiosa opposizione in Iran merita il nostro pieno sostegno”.
E ha aggiunto un appello diretto ai governi europei: “Dobbiamo proteggerli dal regime terroristico. Apriamo tutte le ambasciate dei Paesi dell’Ue in Iran come rifugi, affinché i manifestanti pacifici possano trovarvi protezione”.
Metsola e la linea dura contro Teheran
Sulla stessa linea si muove la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, che ha invitato i governi dell’Ue a rafforzare in modo deciso il sostegno alle proteste contro la leadership iraniana. In un’intervista esclusiva a Euronews, Metsola ha sottolineato che l’Europa non dovrebbe attendere una mossa degli Stati Uniti.
Già nei giorni scorsi, la presidente del Parlamento europeo aveva vietato l’ingresso a Strasburgo a tutti i rappresentanti ufficiali della Repubblica islamica dell’Iran, segnando un ulteriore irrigidimento dei rapporti diplomatici.