Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Perdita irreversibile: come il cambiamento climatico minaccia le civiltà sommerse d'Europa

Il Parco Archeologico Sommerso di Baia, in Italia, custodisce le meraviglie dei Campi Flegrei.
Il Parco Archeologico Sommerso di Baia, in Italia, custodisce le meraviglie dei Campi Flegrei. Diritti d'autore  Euronews/European Commission, 2018
Diritti d'autore Euronews/European Commission, 2018
Di Rebecca Ann Hughes
Pubblicato il
Condividi Commenti
Condividi Close Button

Questi cambiamenti sarebbero «irreversibili nei prossimi decenni e secoli», avvertono i ricercatori.

Il cambiamento climatico sta mettendo a rischio la salute degli oceani europei. E non è solo la vita marina a farne le spese.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Un nuovo studio avverte che il prezioso patrimonio culturale sommerso è minacciato dall'acidificazione degli oceani.

La ricerca ha scoperto che i materiali che compongono molti tesori archeologici rischiano di deteriorarsi quando il pH dell'acqua diminuisce.

Acidificazione degli oceani, grave minaccia per la tutela del patrimonio culturale subacqueo

Lo studio, coordinato dall'Università di Padova in Italia, ha esaminato in che modo l'acidificazione degli oceani, conseguenza diretta del cambiamento climatico, possa accelerare il degrado dei siti archeologici sommersi.

Gli scienziati hanno analizzato la velocità con cui i materiali storici si deteriorano, per dissoluzione e degrado biologico, negli ambienti marini. Poi, spiega il ricercatore principale Luigi Germinario, hanno integrato questi risultati con i grandi modelli climatici.

I risultati destano preoccupazione. Se in epoca preindustriale il degrado della pietra era minimo e oggi resta relativamente contenuto, l'aumento delle emissioni potrebbe innescare un incremento esponenziale dei tassi di deterioramento.

Questi cambiamenti sarebbero «irreversibili nei prossimi decenni e secoli, influenzati dalle proprietà dei materiali e dalle dinamiche mutevoli della biocolonizzazione», cioè la crescita di microrganismi sulla superficie delle strutture sommerse, ha dichiarato Germinario al quotidiano La Repubblica.

Lo studio (fonte in inglese), pubblicato sulla rivista Communications Earth & Environment, avverte che «l'acidificazione degli oceani rappresenterà una grave sfida per la tutela del patrimonio culturale subacqueo, rendendo le politiche di conservazione e adattamento più urgenti che mai».

Simulazioni in acque naturalmente acide mostrano il rischio di degrado

I ricercatori hanno effettuato prove sul campo in immersione per simulare i futuri scenari di acidificazione.

Il team ha lavorato nelle acque al largo dell'isola italiana d'Ischia, dove il sottosuolo vulcanico genera «sfiati» naturali di CO₂ che emettono quasi solo anidride carbonica a temperatura ambiente, trasformando l'area in un vero laboratorio naturale per lo studio dell'acidificazione degli oceani.

«È un ambiente naturale che ci permette di osservare come appaiono concretamente gli scenari previsti per i prossimi decenni e secoli, anche a livelli estremi di acidificazione», ha spiegato Germinario.

Il team ha immerso pannelli con campioni di diversi materiali lapidei, tipici del patrimonio culturale.

I pannelli sono stati collocati in vari punti attorno agli sfiati di CO₂, esponendoli a un'ampia gamma di livelli di pH e di condizioni di acidificazione.

In laboratorio, i ricercatori hanno utilizzato un profilometro ottico, uno strumento ad alta risoluzione che crea modelli tridimensionali delle superfici, per visualizzare e misurare gli effetti dei diversi livelli di pH su dissoluzione ed erosione.

«Questo ci ha permesso di simulare che cosa potrebbe accadere a un manufatto in pietra in un sito archeologico sommerso, sia oggi sia in futuro», ha affermato Germinario.

Il Parco archeologico sommerso di Baia, in Italia, potrebbe essere uno dei siti a rischio a causa dell'acidificazione degli oceani.
Il Parco archeologico sommerso di Baia, in Italia, potrebbe essere uno dei siti a rischio a causa dell'acidificazione degli oceani. Euronews/European Commission, 2018

Anche un degrado superficiale minimo può comportare una perdita irreversibile di informazioni

I risultati delineano un futuro preoccupante per il patrimonio culturale sommerso dell'Europa.

I manufatti più vulnerabili sono quelli ricchi di carbonato di calcio, come marmi e calcari, soprattutto quando sono molto porosi o a grana fine.

«Questi materiali hanno una composizione chimica simile a quella dei coralli, la cui vulnerabilità al cambiamento climatico è riconosciuta da tempo dalla comunità scientifica e dall'opinione pubblica», osservano i ricercatori.

Lo studio ha rilevato che i manufatti più a rischio sono quelli il cui valore storico o artistico dipende da dettagli minuti e raffinati, come elementi scultorei, incisioni e mosaici.

In Italia si trovano spettacolari tesori sommersi, come il Parco archeologico di Baia, con mosaici e pavimenti in marmo di un'antica città romana, e il porto romano di Egnazia, in Puglia.

«Anche un degrado superficiale che sembra minimo può tradursi in una perdita di informazioni irreversibile», ha sottolineato Germinario.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

Traghetti 'volanti' e successi nella conservazione: storie ambientali positive dal 2026

Canzoni d’amore gracchianti: il clima rende più seducenti i richiami dei maschi di rana?

Perdita irreversibile: come il cambiamento climatico minaccia le civiltà sommerse d'Europa