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L'Iran ha chiuso lo spazio aereo per 5 ore: timori di attacco Usa, sospese le condanne a morte

FILE- Auto della polizia sostano davanti a un aereo della Iran Air all'aeroporto di Amburgo, lunedì 9 ottobre 2023.
FILE- Auto della polizia sostano davanti a un aereo della Iran Air all'aeroporto di Amburgo, lunedì 9 ottobre 2023. Diritti d'autore  Jonas Walzberg/(c) Copyright 2023, dpa (www.dpa.de). Alle Rechte vorbehalten
Diritti d'autore Jonas Walzberg/(c) Copyright 2023, dpa (www.dpa.de). Alle Rechte vorbehalten
Di Jeremiah Fisayo-Bambi Agenzie: AP
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La chiusura dello spazio aereo è avvenuta nelle prime ore di giovedì, facendo temere l'attacco militare minacciato a più riprese da Trump, Intorno alle 7 sono ripresi i voli nazionali e internazionali. Teheran e Washington confermano che le impiccagioni dei manifestanti per ora non avranno luogo

L'Iran ha chiuso il suo spazio aereo agli aerei commerciali per ore giovedì, senza fornire spiegazioni, mentre le tensioni per la repressione delle proteste rimangono alte dopo che un'azione militare statunitense è stata data per imminente nelle prossime ore.

Secondo quanto riferito da piloti e siti specializzati, come FlightRadar24, la chiusura è stata innescata da una Notam (Notice to Airmen) emessa dalle autorità iraniane, spingendo i vettori internazionali deviare verso nord e verso sud per aggirare il territorio del Paese.

"Diverse compagnie aeree hanno già ridotto o sospeso i servizi e la maggior parte dei vettori sta evitando lo spazio aereo iraniano", ha dichiarato il sito web SafeAirspace, che fornisce informazioni sulle aree di conflitto e sui viaggi aerei.

"La situazione potrebbe segnalare ulteriori attività militari o di sicurezza, tra cui il rischio di lancio di missili o l'inasprimento della difesa aerea, aumentando il rischio di errata identificazione del traffico civile", ha osservato il sito.

La chiusura dello spazio aereo, che ha colpito l'aviazione mondiale dato che l'Iran si trova su una rotta chiave est-ovest per le compagnie aeree, sembra essere terminata intorno alle 7 del mattino ora locale visto il decollo di diversi voli nazionali, dopo cinque ore di stop.

Anche Turkish Airlines ha annunciato la ripresa dei viaggi verso l'Iran sospesa da una settimana.

Manifestanti reggono cartelli con foto di vittime mentre manifestano a sostegno delle proteste antigovernative in Iran, davanti a Downing Street, a Londra, mercoledì 14 gennaio,
Manifestanti reggono cartelli con foto di vittime mentre manifestano a sostegno delle proteste antigovernative in Iran, davanti a Downing Street, a Londra, mercoledì 14 gennaio, Kin Cheung/Copyright 2026 The AP. All rights reserved

Usa ed Europa ordinano evacuazione basi militari in Medio Oriente

La restrizione dello spazio aereo in Iran potrebbe essere un segnale di un'escalation militare della crisi, minacciata dagli Stati Uniti, che hanno ordinato al personale di una base militare in Qatar e dell'ambasciata in Kuwait di evacuare, così come fatto per tutti i cittadini Usa presenti in Iran.

Anche l'Italia ha esortato i circa 600 connazionali presenti a lasciare il Paese e ha potenziato le difese dei quasi mille militari di stanza in Iraq e Kuwait. Misure analoghe sono state intraprese dalla Spagna e dalla Germania che ha limitato i voli per il Medio Oriente alle ore diurne.

Mercoledì, Donald Trump ha minacciato un'azione "forte" se il regime di Teheran procederà con l'esecuzione delle condanne a morte inflitte ai manifestanti. La prima impiccagione, prevista per mercoledì, non ha avuto luogo e la magistratura locale ha precisato che Erfan Soltani è in carcere per "collusione contro la sicurezza interna del Paese e propaganda contro il regime", un reato che non prevede la pena capitale.

Giovedì il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha confermato che non ci sarà alcuna "impiccagione oggi o domani". Il presidente degli Stati Uniti ha da parte sua confermato che le "uccisioni si sono fermate" e "che non c'è nessun piano per le esecuzioni".

In un'intervista a Fox News Araghchi ha dichiarato che "tra la guerra e la diplomazia, la diplomazia è una via migliore" e che i morti finora sono "centinaia, non migliaia". Il cambio di tono di Teheran è arrivato poche ore dopo che il capo della magistratura locale aveva esortato ad "agire rapidamente" per punire le migliaia di persone detenute.

Il blackout delle comunicazioni telefoniche e di Internet prosegue e ha superato le 150 ore, secondo l'azienda NetBlocks, per quanto attivisti parlano di numerosi ricevitori per connessioni satellitari Starlink inviati e attivi nel Paese.

La televisione di Stato iraniana, Irib, ha annunciato l'arresto di quasi 300 "terroristi o rivoltosi nelle ultime 72 ore", inclusa "una squadra terroristica sostenuta dalla monarchia (ovvero dal figlio dell'ultimo scià di Persia, Reza Pahlavi che ha appoggiato la protesta dagli Usa) che stava pianificando di sabotare la metropolitana di Mashhad", la seconda città più grande dell'Iran.

Secondo l'agenzia di stampa Human Rights Activists, con sede negli Stati Uniti, quasi 3500 persone sono state uccise nella repressione delle manifestazioni da parte delle forze di sicurezza iraniane. Il bilancio delle vittime, stimato da altre fonti fino a 15mila, supera quello di qualsiasi altra ondata di proteste in Iran negli ultimi decenni.

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