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"Cinquemila euro e una scatola di dolci per riavere i morti": le voci dall’Iran scuotono Roma

Manifestazione a Roma in solidarietà col popolo iraniano
Manifestazione a Roma in solidarietà col popolo iraniano Diritti d'autore  Euronews
Diritti d'autore Euronews
Di Stefania De Michele & Fanuel Morelli
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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A Roma sit-in davanti all’ambasciata dell’Iran per sostenere i manifestanti iraniani. Focus sulla comunità iraniana in Italia e sulla mobilitazione politica

Sit-in, manifestazioni, presidi: una scena che si replica nelle diverse capitali dell'Occidente, travolto dalle immagini - sfuggite alla censura - della brutale repressione delle proteste in Iran.

Anche a Roma, davanti all’ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran in via Nomentana, un gruppo di giovani e dirigenti di Forza Italia Giovani, organizzazione giovanile del partito del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha dato vita a un sit‑in simbolico per esprimere solidarietà al popolo iraniano. All’iniziativa, promossa dal segretario nazionale Simone Leoni, hanno preso parte anche parlamentari ed esponenti di partito.

I partecipanti chiedono all’Italia e all’Unione europea di attivare ogni canale diplomatico utile per fermare omicidi e torture e di sostenere senza ambiguità le nuove generazioni iraniane nella loro lotta per diritti e libertà.

Le voci degli studenti iraniani

Gli universitari iraniani riportano storie raccapriccianti. Dice una studentessa che in alcune testimonianze dall'Iran, arrivate tramite Starlink, la gente denuncia che "il regime chiede 5.000 euro per la restituzione delle salme delle persone uccise. I familiari devono portare pure una scatola di dolci per ringraziare".

"Vengono uccisi in massa, sapete? Ci sono i miei amici, i miei fratelli - racconta una ragazza - Non avete idea di quanto brutale può essere questo regime: è qualcosa che il cuore europeo non può immaginare".

"Hanno ucciso più di 12.000 persone, ma noi non abbiamo niente da perdere. Noi non abbiamo più niente" spiega un altro studente iraniano.

Il sit-in di sabato

La mobilitazione si inserisce in un quadro più ampio di iniziative civiche e politiche che in questi giorni si stanno moltiplicando in diverse città italiane: c’è chi guarda alla protesta di Roma come a un primo punto fermo di una possibile mobilitazione nazionale, e chi invece sottolinea come la risposta della società civile sia ancora frammentata e disallineata.

Un altro appuntamento è già fissato. Sabato 17 gennaio, a partire dalle ore 10, Roma ospiterà una manifestazione in Piazzale Ostiense, area Piramide, promossa dal Partito Radicale. All’iniziativa hanno annunciato la loro partecipazione anche Azione e il Partito Liberaldemocratico. Un tassello che inizia a dare forma a una mobilitazione comune, mentre il quadro complessivo resta ancora in evoluzione e sul fronte del centrodestra continuano a emergere iniziative diverse.

Manifestazione a Roma in solidarietà con il popolo iraniano
Manifestazione a Roma in solidarietà con il popolo iraniano Jose Luis Magana/AP

La comunità iraniana in Italia: numeri e dinamiche

La presenza iraniana nel nostro Paese, pur non essendo tra le più numerose, è significativa soprattutto in ambito accademico e urbano. Secondo dati elaborati da Istat e fonti statistiche aggiornate, i residenti provenienti dalla Repubblica Islamica dell’Iran in Italia sono oltre 23.000 (dato al 1 gennaio 2025), distribuiti in particolare in Lombardia, Piemonte e nel Lazio.

Questa comunità rappresenta circa lo 0,44 per cento degli stranieri residenti in Italia e negli ultimi anni ha registrato una crescita significativa in diverse regioni.

Un fenomeno degno di nota riguarda gli studenti: gli iraniani rappresentano il più numeroso gruppo di studenti stranieri nelle università italiane, con oltre 13.000 iscritti nell’anno accademico 2023-2024, più del doppio rispetto ad altri Paesi come Turchia o Cina.

Questa presenza giovane e spesso attiva nelle città universitarie contribuisce a creare legami sociali e culturali più profondi, ma allo stesso tempo rende la diaspora iraniana in Italia particolarmente sensibile e partecipe alle dinamiche politiche in corso nel paese di origine, come dimostrano le recenti tensioni e le mobilitazioni di sostegno alle proteste in Iran.

Quali rapporti tra Italia e Iran

I rapporti tra Italia e Iran si fondano su una storia lunga più di un secolo di scambi diplomatici, economici e culturali, ma negli ultimi anni sono stati segnati da significative tensioni geopolitiche e sanzioni internazionali.

I due Paesi hanno stabilito relazioni diplomatiche già alla fine del XIX secolo, e per decenni l’Italia è stata uno dei principali partner commerciali europei dell’Iran, con relazioni che coinvolgevano energia, macchinari e prodotti chimici.

Prima dell’intensificarsi delle sanzioni, l’interscambio commerciale tra i due Paesi superava i 5-7 miliardi di euro all’anno e l’Italia era il primo partner europeo di Teheran, soprattutto nel settore della meccanica e dei beni strumentali.

Tuttavia, le misure restrittive imposte da Stati Uniti e Unione europea negli ultimi anni hanno ridotto drasticamente volumi e intensità degli scambi, portandoli oggi a livelli molto più bassi - si stima che l’interscambio complessivo si aggiri attorno ai 600/700 milioni di euro recenti, con l’export italiano che continua a privilegiare macchinari, prodotti chimici e farmaceutici.

Sul fronte culturale, esiste un Trattato di cooperazione culturale firmato nel 1958 e successivi protocolli che hanno favorito lo scambio linguistico, artistico e accademico tra i due Paesi, con programmi di scambio e iniziative congiunte nel campo dell’istruzione, della lingua e delle arti. Oggi permangono strutture come la Camera di Commercio e Industria Italo‑Iraniana, che mira a favorire contatti economici e culturali e a sostenere imprese italiane interessate al mercato iraniano.

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