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Chi è Erfan Soltani, il primo manifestante condannato a morte in Iran che potrebbe essere impiccato

Irfan Soltani
Irfan Soltani Diritti d'autore  سازمان حقوق بشر ایران در نروژ
Diritti d'autore سازمان حقوق بشر ایران در نروژ
Di یورونیوز فارسی
Pubblicato il
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L'esecuzione del 26enne è fissata per mercoledì. Lo ha comunicato la famiglia ad attivisti per i diritti, parlando di un incontro in carcere in giornata a Karaj, poco lontano da Teheran

Le autorità giudiziarie hanno informato la famiglia del Erfan Soltani, uno dei manifestanti arrestati durante le proteste in corso in Iran, che la sua condanna a morte sarà eseguita questo mercoledì, secondo l'organizzazione per i diritti umani Hengaw.

Soltani, 26 anni, è stato arrestato in casa a Fardis il 18 gennaio scorso. Solo quattro giorni dopo il suo arresto, è stato annunciato alla famiglia la sua condanna a morte.

Si ritiene che i giovane sia attualmente detenuto nella prigione di Qazl-Hisar a Karaj a nord-ovest di Teheran.

La famiglia dovrebbe visitarlo in carcere in queste ore e la concomitanza con la data dell'esecuzione ha aumentato i timori che si tratti dell'ultimo incontro concesso ai familiari prima dell'esecuzione.

Hengaw, che ha sede in Norvegia, ha specificato che "non ci sono ancora informazioni precise sulle sue attuali condizioni a causa della perdita di contatti e dell'impossibilità di contattare la sua famiglia, a causa del blocco di Internet e delle gravi restrizioni alle comunicazioni.

Gli attivisti denunciano che il caso di Soltani si sia svolto senza il rispetto dei requisiti minimi di equità e giustizia, essendogli stato negato l'accesso a un avvocato difensore di sua scelta e altri diritti sin dal momento del suo arresto.

Una fonte vicina alla famiglia ha detto a Hengaw che la sorella di Soltani, un'avvocata, ha chiesto di accettare l'incarico di difendere il fratello, ma le autorità lo hanno impedito.

"Erfan è il primo manifestante a essere condannato a morte, ma non sarà l'ultimo: l'ondata di esecuzioni contro questi manifestanti è ufficialmente iniziata. Il mondo non deve rimanere in silenzio di fronte alle azioni malvagie del regime della Repubblica Islamica", ha esortato il Dipartimento di Stato Usa sul suo profilo X in Farsi

Nei giorni scorsi il dipartimento ha invitato tutte le persone con passaporto statunitense a lasciare l'Iran per motivi di sicurezza.

Le organizzazioni per i diritti umani, esprimendo grave preoccupazione per la possibile istituzione di "tribunali di emergenza" e l'uso della pena di morte come mezzo per reprimere le proteste, hanno chiesto agli organismi internazionali di intervenire per fermare immediatamente la sentenza.

Gholamhossein Mohseni Ezhai, a capo della magistratura iraniana, ha sottolineato a una Tv statale, come già in passato, che l'apparato giudiziario non ha "commesso alcun tipo di interferenza" nei confronti degli "agitatori" e che le punizioni agli arrestati dovranno essere somministrate "rapidamente" per "essere efficaci", incluse quelle capitali.

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