I candidati del campo largo Roberto Fico e Antonio Decaro vincono in Campania e Puglia, mentre la Lega rispetta il pronostico in Veneto eleggendo Alberto Stefani. Dato molto negativo per l'affluenza: 43,64 per cento, quattordici punti in meno rispetto al 2020
Elezioni regionali senza sorprese. Terminato lo scrutinio, le "mid-term italiane" vedono la vittoria del centrosinistra in Campania, con Roberto Fico, e in Puglia, con Antonio Decaro, mentre il Veneto resta in mano al centrodestra che elegge Alberto Stefani.
Molto alto e preoccupante il dato dell'astensionismo, 14 punti percentuali in meno rispetto alle precedenti regionali, al voto meno della metà dei 13 milioni di elettori chiamati alle urne.
In Campania, Roberto Fico eletto presidente con il 60,63 per cento dei voti. Battuto il candidato del centrodestra, Edmondo Cirielli, che si ferma poco sotto il 36 per cento.
L'ex presidente della Camera dei Deputati rispetta il pronostico. A suo sostegno, tutto il campo largo, con il Partito Democratico primo partito della coalizione, seguito dal Movimento 5 Stelle. Ottimo risultato per la lista A Testa Alta ispirata al presidente uscente Vincenzo De Luca.
Nel centrodestra sconfitto, Fratelli d'Italia si conferma primo partito.
In Puglia, il centrosinistra allunga i due decenni di governo con Antonio Decaro, europarlamentare del Pd sostenuto anche da Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, Azione, Italia Viva, Più Europa e da tre liste civiche.
All'ex sindaco di Bari vanno il 63,9 per cento dei voti lasciando all'imprenditore Luigi Lobuono, candidato da Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati al 35 per cento.
Centrodestra che trionfa in Veneto, dove il leghista Alberto Stefani vince nettamente con il 64,4 per cento dei voti. Sconfitto il rivale del campo largo Giovanni Manildo sostenuto da Pd, Avs, M5S e alcune liste civiche.
La Lega è stato il partito più votato (36 per cento), doppiato Fratelli d'Italia (18 per cento). Una vittoria trainata dal governatore uscente Luca Zaia, candidato capolista della Lega in tutte le province, che ha ottenuto il numero record di quasi 200mila preferenze.
Curiosa in questa regione la performance elettorale di Riccardo Szumski, dottore no-vax nato in Argentina e radiato dall'Ordine dei Medici, che ha ricevuto circa il 5 per cento delle preferenze.
I primi commenti da governatore di Stefani, Fico e Decaro
"Grazie Veneti! Con grande emozione ho ricevuto l'onore di rappresentarvi. Sento dentro di me una forte responsabilità e anche una grande energia. Voglio essere chiaro: metterò al primo posto i bisogni delle persone", ha scritto sui social il neopresidente del Veneto Stefani che, a 33 anni, è il più giovane governatore in carica.
"Un risultato elettorale straordinario, oltre ogni aspettativa, sento il peso però di questo risultato, quindi da domani devo mettermi a lavorare per meritarmi la fiducia di chi mi ha votato e recuperare quella di chi non è andato a votare", ha commentato invece Antonio Decaro, a cui lo sfidante per la presidenza della Puglia, Lobuono, ha concesso la vittoria in una telefonata.
Sulla stessa linea le parole di Fico, che parlando al suo comitato elettorale ha detto che sarà "il presidente di tutti" alla Regione Campania. "Oggi questa maggioranza batte il governo Meloni", ha commentato il politico dell'M5s facendo riferimento al cosiddetto "campo largo" delle sinistre che lo ha sostenuto.
Gli ha fatto eco la segretaria del Pd Elly Schlein che, da Napoli accanto al governatore eletto, ha esortato: "Uniti si vince".
In un voto che era considerato decisivo anche per la tenuta della maggioranza di governo e per le ambizioni delle opposizioni in vista delle elezioni politiche del 2027, Giorgia Meloni ha mandato complimenti e auguri di buon lavoro al nuovo governatore del Veneto.
"Congratulazioni anche ad Antonio Decaro in Puglia e a Roberto Fico in Campania per la loro elezione. Che possano svolgere al meglio il loro mandato, nell'interesse dei cittadini che andranno a rappresentare", ha scritto la premier italiana.
Dove si è votato e chi sono i candidati: affluenza in calo
Si è votato per rinnovare i Consigli regionali e i presidenti che, mai come in questo caso, erano tre pesi massimi non solo della politica locale: Vincenzo De Luca, Michele Emiliano e Luca Zaia.
Inversamente proporzionale l'affluenza rispetto i candidati e al contesto del voto, visto che cinque anni fa si votava al termine del primo anno di Covid-19, con una certa voglia di partecipazione politica. Il dato è il 43,64 per cento di circa 13 milioni di elettori nelle tre regioni**, rispetto al 57,6** complessivo di cinque anni fa.
Secondo i dati del ministero dell'Interno, in Campania ha votato il 44,06 per cento degli aventi diritto (55,52 alle elezioni precedenti), il 44,64 in Veneto (61,16 cinque anni fa) e il 41,83 in Puglia (56,43 nel 2020).
In Campania il confronto tra i candidati Fico e Cirielli è stato soprattutto su sanità e condoni edilizi. La Puglia ha visto De Caro e l'ex presidente della Fiera del Levante Lobuono dibattere soprattutto del futuro dell'ex Ilva, tra nuove e costose ipotesi di rilancio e una dismissione definitiva che costerebbe migliaia di posti di lavoro.
A tenere banco in Veneto è stata più che altro l'eredità del governatore Luca Zaia, per cui a lungo si è cercato di modificare la regola sul terzo mandato. Stefani e Manildo si sono confrontati su un tema sentito da decenni nel Nordest, l'autonomia regionale.
Come sono andate le altre elezioni regionali di quest'anno
Il bilancio appare come un pareggio tra le forze politiche dietro il governo di Giorgia Meloni, entrato in carica tre anni fa, e i partiti di opposizione in vista delle prossime politiche.
Il mese scorso la Toscana è andata al centrosinistra con Eugenio Giani mentre il centrodestra ha riconfermato i propri governatori: nelle Marche, Francesco Acquaroli, e in Calabria, Roberto Occhiuto.
In Val d'Aosta a fine settembre si era affermato un partito autonomista seguito dalle forze del centrodestra. Un anno fa Emilia-Romagna e Umbria avevano eletto governatori di centrosinistra.