Lo “Stabilicum”, la proposta di riforma della legge elettorale, fa insorgere le opposizioni che parlano di mossa legata al referendum sulla giustizia. Gli esperti avvertono: liste bloccate e premio di maggioranza, rischiano di concentrare troppo potere nelle mani dei partiti
Nella serata di mercoledì i capigruppo del centrodestra hanno firmato l’intesa sullo “Stabilicum”, la nuove legge elettorale, che nelle intenzioni dell’esecutivo, dovrebbe superare il Rosatellum entro l'estate.
La bozza di quella che si preannuncia la quinta riforma in 33 anni, è stata depositata in Parlamento, ma gli emendamenti al testo approdato alla prima Commissione della Camera per l’inizio dell’iter, sono destinati ad aumentare.
“Siamo pronti al dialogo con tutti per migliorare il testo” fa sapere Donzelli con la maggioranza che parla di una legge pensata per “Stablità e pluralismo”, ma il malcontento e la preoccupazione da parte delle opposizioni crescono.
Le tempistiche con cui è stata depositata la bozza della legge in Parlamento fanno infatti supporre che ci sia un legame con il referendum sulla Giustizia di marzo.
L’ipotesi è che Palazzo Chigi abbia ritenuto opportuno presentare la proposta in anticipo, per evitare che venisse legata all’esito referendario.
In caso di vittoria per l’esecutivo infatti, la riforma potrebbe essere letta come una legittimazione del potere del governo, in caso contrario come una sorta di "ritorsione".
Cosa cambia rispetto al Rosatellum
La distanza con la legge elettorale attualmente in vigore, il Rosatellum è netta, tanto che le simulazioni fatte sulla base dei sondaggi, parlano di un esito delle elezioni completamente diverso.
Ma quali sono le novità dello Stabilicum? innanzitutto sparirebbero i collegi uninominali, sostituiti da collegi plurinominali, con un nuovo sistema proporzionale su base nazionale per la Camera e su base regionale per il Senato con un premio di governabilità.
Quest’ultimo corrisponde a 70 seggi per la Camera dei deputati e 35 per il Senato della Repubblica. Questo viene attribuito alla lista o alla coalizione che avrà superato il 40%.
Se nessuno otterrà il 40%, scatterà un ballottaggio tra i primi due schieramenti purchè abbiano superato il 35%.
La soglia di sbarramento resta al 3%, non ci saranno più le preferenze, mentre il nominativo per l’incarico di Presidente del Consiglio sparisce dalle schede per essere presentato obbligatoriamente insieme alle liste.
Cosa accadrebbe sa andassimo a votare oggi
Stando ad una simulazione realizzata da You Trend per Skytg24, realizzata sulla base dei sondaggi del momento, lo scenario sarebbe molto diverso rispetto a quello attuale.
Se dovessimo utilizzare il Rosatellum oggi, nessuno dei vari schieramenti, da intendersi come centro destra e campo largo, con Futuro Nazionale e Azione che corrono da soli, otterrebbero la maggioranza in Parlamento.
Con il nuovo sistema invece, il centro destra otterrebbe circa 228 seggi alla Camera e 113 al Senato pari a circa il 57% del totale.
Ovviamente un eventuale sorpasso da parte del centro sinistra al momento del voto, produrrebbe un effetto ribaltato e quindi favorevole per il campo opposto.
Un modo che, secondo il governo, come ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, consentirebbe a “chi vince di governare”.
La risposta delle opposizioni
Pd e + Europa sono stati tra i più duri nel condannare la proposta della maggioranza, sottolineando che la tempistica segnala una “preoccupazione per l’esito referendario”.
Così si è espressa la leader del Partito Democratico Schlein che ha parlato di “elementi inaccettabili”.
Riccardo Magi di + Europa, l’ha definita una “legge truffa”, mentre il leader del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, ha sottolineato come le priorità del Paese siano altre.
Il Professor Gianfranco Pasquino, politologo e tra i massimi esperti della materia, rispondendo a La Stampa ha fatto notare che le democrazie “che funzionano bene, non cambiano spesso sistema di voto”.
I dubbi degli esperti
Per il Professor Lorenzo Sio, Ordinario Di Scienza Politica alla Luiss, ci sono varie osservazioni da fare.
“Una cosa negativa di questa legge, commenta ad Euronews, è quella di aver sostituito il sistema maggioritario, perché, spiega, quando si crea una maggioranza grande attraverso le vittorie nei collegi uninominali, si tratta di vittorie legittime perché è la vittoria di coloro che si sono presentati nei collegi.
Questo, continua, è un meccanismo che aiuta anche a mantenere dei buoni candidati. Con la nuova proposta invece, il premio di maggioranza può scattare anche per pochissimi voti”.
“L’altro grande problema, aggiunge Sio, sono le liste bloccate, gli eletti vengono scelti dai vertici di partito, e questo sistema rafforza la questione.
Ci troviamo infatti davanti a pochi leader di partito che hanno in mano un’intera maggioranza parlamentare di un Paese, senza che i cittadini abbiamo la possibilità di scegliere e selezionare la classe politica”.
“Infine, aggiunge Sio, con il sistema attuale, come si vede dalle simulazioni, questa maggioranza può arrivare vicinissima e superare il 60%, che è una soglia sufficiente per eleggere i giudici costituzionali. Quindi una maggioranza che si forma in questo modo può avere un’influenza importante sul sistema giudiziario”.