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Gaza, recuperati i cadaveri di tre ostaggi israeliani: aiuti Ue nella Striscia grazie a nuovo molo

Il fumo si alza dal nord della Striscia di Gaza per gli intensi bombardamenti e combattimenti a Jabalia tra esercito israeliano e miliziani di Hamas e Jihad islamico
Il fumo si alza dal nord della Striscia di Gaza per gli intensi bombardamenti e combattimenti a Jabalia tra esercito israeliano e miliziani di Hamas e Jihad islamico Diritti d'autore Tsafrir Abayov/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Tsafrir Abayov/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Di Gabriele Barbati
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Recuperati i cadaveri di tre ostaggi israeliani a Gaza, tra cui Shani Louk, che aveva anche cittadinanza tedesca. Aiuti dalla Ue e dal Regno Unito sono entrati nella Striscia venerdì grazie al nuovo molo allestito dagli Usa sulla costa di Gaza

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Sono stati trovati e recuperati dall'esercito i corpi di tre ostaggi israeliani, tutti morti dopo essere stati portati da Hamas a Gaza, ha fatto sapere venerdì il portavoce militare di Israele, Daniel Hagari. 

Si tratta di due donne Amit Buskila, di 28 anni e Shani Louk, di 23 con doppia cittadinanza tedesca e israeliana, e del 56enne Itzhak Gelerenter che come loro partecipava al festival musicale Supernova attaccato dai miliziani di Hamas il 7 ottobre.

Dopo il sequestro e il trasferimento a Gaza erano riusciti a scappare, ma sono stati rintracciati e uccisi, ha detto il portavoce.

Primi aiuti dall'Ue grazie a molo ancorato a spiaggia di Gaza

È stato consegnato il primo carico di aiuti umanitari tramite il molo che gli Usa hanno allestito sulla costa di Gaza. Si tratta di 8500 kit di emergenza forniti dalla Gran Bretagna, che invierà anche tende a breve ha confermato il Foreign Office, ma anche di aiuti della Romania.

"L'arrivo della prima spedizione di aiuti dell'Ue al nuovo molo statunitense di Gaza attraverso il corridoio marittimo è un'ottima notizia. Forniture alimentari rumene sono state convogliate attraverso il Meccanismo di protezione civile dell'Ue. Questo dimostra lastrada da seguire, ha commentato su X la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

Gli aiuti arrivano prima al porto e poi approdano al molo su una chiatta, senza il coinvolgimento di soldati statunitensi, ha fatto sapere il Comando Centrale statunitense (Centcom).

Idf, uccisi 60 combattenti palestinesi a Jabaliya nel nord di Gaza

L'esercito israeliano (chiamato Forze di Difesa di Israele, o Idf nell'acronimo inglese, Tsahal in quello ebraico), ha annunciato di aver ucciso oltre sessanta miliziani palestinesi negli ultimi giorni a Jabalia, nel nord della Striscia. Neicombattimenti è morto anche un paracadutista israeliano di 20 anni. 

Testimoni palestinesi hanno parlato ad Al Jazeera di almeno sei morti civili nel campo profughi della città e di un'infermiera uccisa nel sud, a Khan Younis.

L'esercito israeliano ha dichiarato anche che circa 75 razzi sono stati lanciati dal territorio libanese verso il nord di Israele. Secondo uno dei servizi nazionali di emergenza, due persone sono rimaste e sono ricoverate a Safed.

Israele replica alle accuse di genocidio alla Corte dell'Aia

La Striscia di Gaza "sarà liberata dal regime omicida di Hamas" solo con il "rovescio" militare di Hamas", ha dichiarato venerdì Gilad Noam, uno degli avvocati che rappresenta Israele nella causa intentata a gennaio dal Sudafrica presso la Corte internazionale di Giustizia dell'Onu.

"Continueremo a batterci sul fronte legale, politico e militare fino a che i nostri 132 ostaggi a Gaza non siano tornati a casa dai loro cari", ha rincarato il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz.

"Il Sudafrica, che serve da braccio legale degli assassini e degli stupratori di Hamas, ripete una bugia cento volte nella speranza che diventi vera", ha aggiunto il ministro riguardo alla ripresa del dibattimento giovedì presso il tribunale nei Paesi Bassi.

Ministri Esteri di 13 Paesi tra cui l'Italia: "No a offensiva a Rafah"

"Ribadiamo la nostra opposizione ad un'operazione militare su vasta scala a Rafah e il nostro appello per un piano credibile e attuabile per proteggere la popolazione civile" si legge in una lettera indirizzata da tredici Paesi a Katz, dopo una riunione dei rispettivi ministri degli Esteri sulla crisi di Gaza.

La lettera è firmata da Antonio Tajani per l'Italia e dai colleghi di Canada, Danimarca, Francia, Finlandia, Germania, Giappone, Nuova Zelanda, Olanda, Regno Unito, Svezia, Australia e Corea del Sud.

Il numero dei profughi palestinesi che avevano trovato rifugio nella città più meridionale della Striscia e che ora la stanno abbandonando è salito a 630mila secondo l'agenzia Onu per i palestinesi (Unrwa).

La comunità internazionale spinge per una cessazione immediata delle ostilità e per un piano anche per il dopoguerra a Gaza, di cui tuttavia non si hanno contorni nitidi. 

Venerdì il quotidiano Yehdioth Ahronoth ha pubblicato i costi stimati di un'eventuale occupazione militare israeliana della Striscia a lungo termine: potrebbe costare circa 20 miliardi di shekel all'anno (quasi cinque miliardi di euro), per almeno 400 funzionari e almeno cinque divisioni dell'esercito da dispiegare nel territorio.

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