Nato: l'Ungheria ratifica la richiesta d'adesione della Svezia. Budapest era l'ultimo ostacolo

Il primo ministro Orban durante la sessione parlamentare in cui sè stata approvata l'adesione della Svezia alla Nato
Il primo ministro Orban durante la sessione parlamentare in cui sè stata approvata l'adesione della Svezia alla Nato Diritti d'autore Denes Erdos/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
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Di Ilaria CicinelliEuronews
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Dopo mesi di attesa, il parlamento ungherese ha ratificato la richiesta di adesione della Svezia alla Nato, eliminando l'ultimo grande ostacolo tra il Paese nordico e l'ingresso nell'Alleanza atlantica. Il premier svedese: "Giornata storica, la Svezia si lascia alle spalle 200 anni di neutralità"

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Il Parlamento ungherese ha votato lunedì per ratificare la richiesta di adesione della Svezia alla Nato, ponendo fine a più di 18 mesi di ritardi.

Il voto, passato con 188 voti a favore e sei contrari, è arrivato al culmine di mesi di sforzi, internazionali e nazionali, per convincere il governo nazionalista a rimuovere il blocco all'adesione della Svezia. 

Il governo del primo ministro Viktor Orbán aveva presentato i protocolli per l'approvazione dell'ingresso della Svezia nella Nato nel luglio 2022, ma la questione si era arenata in parlamento per l'opposizione dei deputatidel partito di governo, Fidesz. 

Per l'ammissione di nuovi Paesi all'Alleanza atlantica è necessario il sostegno unanime di tutti i membri e l'Ungheria era l'ultimo dei 31 Stati della Nato a dover dare il suo appoggio, dopo che la Turchia ha ratificato la richiesta il mese scorso.

Le reazioni, il primo ministro svedese: è una "giornata storica"

Il primo ministro svedese Ulf Kristersson l'ha definita "una giornata storica". "La Svezia si lascia alle spalle 200 anni di neutralità e non allineamento. È un grande passo. Dobbiamo prenderlo sul serio", ha detto il premier.

"Siamo pronti ad assumerci la nostra parte di responsabilità per la sicurezza della Nato", ha scritto poi Kristersson in un post su X.

Anche la Nato ha accolto con favore la ratifica. Il segretario generale Jens Stoltenberg ha dichiarato che l'adesione della Svezia "ci rende tutti più forti e più sicuri". 

"La Svezia porta forze molto capaci, un'industria della difesa di prima classe e spende il 2% del Pil per la difesa. Questo dimostra anche che la porta della Nato è aperta, che il presidente (russo) (Vladimir) Putin non è riuscito nel suo tentativo di chiudere la porta dell'Alleanza", ha detto Stoltenberg. 

Meno netta la posizione degli svedesi, che sembrano avere sentimenti contrastanti sull'adesione del loro Paese alla Nato. Se qualcuno è convinto che sia "la strada giusta", "perché in questa nuova era è meglio far parte di un'alleanza piuttosto che essere indipendenti", altri si preoccupano di quali effetti potrebbe avere la perdita della storica neutralità. 

A causare i ritardi sul voto le critiche alla democrazia ungherese

La Svezia aveva chiesto per la prima volta di entrare a far parte dell'Alleanza nel maggio 2022, pochi mesi dopo l'inizio dell'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia. Lo aveva fatto congiuntamente alla Finlandia, che ha incontrato meno ostacoli all'adesione, avvenuta lo scorso aprile

Inizialmente aostacolare la richiesta di adesione svedese era la Turchia, che accusava Stoccolma di avere un atteggiamento troppo indulgente nei confronti dei rifugiati curdi, considerati da Ankara membri di gruppi terroristici. 

Poi, come affermato da Orbán, le critiche mosse da alcuni politici svedesi all'Ungheria in merito all'erosione dello Stato di diritto hanno inasprito le relazioni tra i due Paesi e portato alla riluttanza dei deputati del partito di governo Fidesz a votare in favore della Svezia. 

Rivolgendosi ai deputati prima del voto, Orbán ha dichiarato che "La cooperazione militare tra Svezia e Ungheria e l'adesione della Svezia alla Nato rafforzano la sicurezza dell'Ungheria".

Venerdì scorso Kristersson ha incontrato Orbán nella capitale ungherese, Budapest, dove i due sembrano aver raggiunto una riconciliazione decisiva dopo mesi di tensioni diplomatiche con la firma di un accordo sulla difesa. 

"Essere un membro della Nato insieme a un altro Paese significa essere pronti a morire l'uno per l'altro", ha detto Orbán. "Un accordo sulla difesa e sulle capacità militari aiuta a ricostruire la fiducia tra i due Paesi".

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