Gaza: Cina, Iran e Iraq denunciano Israele davanti ai giudici della Gig: "Basta omicidi di massa"

Distruzione a Gaza
Distruzione a Gaza Diritti d'autore Fatima Shbair/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
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Di Ilaria Cicinelli
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Alla Corte di giustizia dell'Aia la Cina, l'Iran e l'Iraq sono intervenuti per discutere della legalità delle azioni di Israele a Gaza e nei territori occupati, chiedendo la fine della violenza e dei crimini di guerra. Intanto Tel-Aviv preannuncia l'offensiva di terra a Rafah

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La Cina e l'Iran si sono rivolti giovedì alla più alta corte delle Nazioni Unite (Onu) per discutere della legalità delle politiche di Israele nella Striscia di Gaza e nei territori occupati della Cisgiordania.

Giovedì è stato il quarto giorno di udienze presso la Corte internazionale di giustizia dell'Aia in merito alla richiesta dell'Assemblea generale di un parere consultivo non vincolante sul decennale conflitto israelo-palestinese che coinvolge i territori occupati.

Cina: il conflitto tra Israele e i palestinesi deriva dall'occupazione prolungata da parte di Tel Aviv

Il consulente legale della Cina per il ministero degli Affari esteri ha affermato che l'ultima guerra di Gaza fa parte di decenni di "oppressione israeliana dei palestinesi".

"Il conflitto palestinese-israeliano deriva dall'occupazione prolungata del territorio palestinese da parte di Israele e dall'oppressione di lunga data del popolo palestinese", ha dichiarato Ma Xinmin.

Ha poi aggiunto che i palestinesi che cercano uno Stato indipendente sostengono "azioni giuste per ripristinare i diritti legittimi, il diritto all'autodeterminazione".

L'Iran denuncia i crimini di Israele a Gaza, Iraq chiede di fermare "omicidi di massa" di Israele

L'Iran, nel frattempo, ha denunciato i "continui crimini del regime israeliano nella Striscia di Gaza".

L'udienza arriva un giorno dopo che gli Usa hanno chiesto alla Corte di non emettere un parere consultivo in cui si afferma che Israele dovrebbe ritirarsi dai territori eventualmente destinati a uno Stato palestinese. 

Anche l'Iraq, tramite il suo rappresentante legale Hayder Shiya al Barrak, si è rivolto alla Corte chiedendo di fermare gli "omicidi di massa di Israele".
"L'Iraq è estremamente preoccupato per le sofferenze umanitarie inflitte ai palestinesi nella Striscia di Gaza. Israele deve essere ritenuto responsabile di crimini di guerra come gli attacchi aerei e missilistici contro i civili". Al Barrak ha poi chiesto alla Corte di prendere decisioni che salvaguardino le vite dei palestinesi. 

La situazione nella Striscia di Gaza

I carri armati israeliani hanno continuato a sparare su Gaza. Gli attacchi hanno ucciso almeno 48 persone nelle aree meridionali e centrali della Striscia durante la notte, metà delle quali donne e bambini.

 Secondo quanto riferito dal ministro della Difesa di Tel-Aviv Yoav Gallant, citato dal quotidiano israeliano Haaretz, Israele si sta preparando a intensificare le operazioni di terra.

Benny Gantz, ex capo militare e ministro della Difesa, ha ribadito che se Hamas non accetterà di rilasciare gli ostaggi rimanenti, Israele lancerà un'offensiva di terra nella città più meridionale di Gaza, Rafah, durante il mese sacro musulmano del Ramadan, il cui inizio è previsto il 10 marzo.

Più della metà dei 2,3 milioni di abitanti di Gaza è ammassata a Rafah dopo essere fuggita dai combattimenti e dai bombardamenti in altre zone del territorio. Israele ha detto che li evacuerà prima di attaccare ma non è chiaro dove dovrebbero andare, dato che gran parte del resto della minuscola enclave mediterranea è consumata dai combattimenti.

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