Cina, il Congresso nazionale del popolo si chiude compatto dietro Xi. Crescita Pil fissata al 5%

La reazione del presidente cinese Xi Jinping dopo aver bevuto da una tazza durante la seduta conclusiva del Congresso nazionale dal popolo a Pechino, 11 marzo 2024
La reazione del presidente cinese Xi Jinping dopo aver bevuto da una tazza durante la seduta conclusiva del Congresso nazionale dal popolo a Pechino, 11 marzo 2024 Diritti d'autore Ng Han Guan/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
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Di Michela Morsa
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Il Parlamento cinese si è riunito come d'abitudine per una settimana per votare una serie di risoluzioni. I quasi tremila delegati hanno approvato tutte le proposte quasi all'unanimità. Eliminata la tradizionale conferenza stampa del primo ministro

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Il Congresso nazionale del popolo, il Parlamento cinese, ha concluso questo lunedì la sua sessione annuale a Pechino. I quasi tremila delegati hanno approvato quasi all'unanimità una serie di risoluzioni, tra cui quella sulle linee guida economiche del 2024, mostrando unità intorno alla visione di "grandezza nazionale" del presidente Xi Jinping. 

L'appuntamento, durato una settimana e ricco di incontri accuratamente programmati per non riservare soprese, ha evidenziato come la politica cinese sia sempre più accentrata sulla figura di Xi.  Durante la cerimonia di chiusura è stato riaffermato l'impegno a lottare per "un Paese socialista moderno" e per il "grande ringiovanimento della nazione cinese" sotto la guida di Xi.

Tra le risoluzioni approvate c'è appunto il "rapporto di lavoro del governo", presentato martedì scorso dal primo ministro Li Qiang, in cui sono illustrati gli obiettivi economici per l'anno in corso. Li ha annunciato che l'obiettivo di crescita del Pil è fissato a "circa il 5 per cento", che "non sarà facile" da raggiungere considerato che l'economia cinese da qualche mese è alle prese con la crisi immobiliare, i consumi stagnanti e un'elevata disoccupazione giovanile. 

Il Congresso ha approvato anche il progetto di revisione della Legge organica del Consiglio di Stato, ossia il governo centrale cinese, sempre più sotto pressione per il crescente ruolo e il maggior peso nella gestione statale da parte del Partito comunista.

Per la prima volta dopo trent'anni il primo ministro non ha tenuto la tradizionale conferenza stampa alla chiusura del Congresso. Era l’unica occasione concessa ai giornalisti stranieri per porre domande - seppur concordate, selezionate e accettate in anticopo - al numero due del sistema politico cinese. Nessuna domanda questa volta e nemmeno per i prossimi anni, "a meno di circostanze speciali", ha annunciato oggi il portavoce governativo. Una mossa chesegna un’ulteriore chiusura da parte di Pechino.

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