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Astronauti internazionali verso la ISS dopo la prima evacuazione medica della NASA

L'equipaggio della missione 12: da sinistra il pilota Jack Hathaway, il cosmonauta russo Andrei Fedyaev, la comandante Jessica Meir e l'astronauta Esa Sophia Adenot, francese,
Gli astronauti dell'equipaggio 12 da sinistra: il pilota Jack Hathaway, cosmonauta russo Andrei Fedyaev, la comandante Jessica Meir e l'astronauta Esa Sophia Adenot, francese Diritti d'autore  AP Photo/John Raoux
Diritti d'autore AP Photo/John Raoux
Di Pascale Davies & AP
Pubblicato il
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«A quanto pare venerdì 13 è un giorno molto fortunato», ha comunicato via radio il controllo di lancio di SpaceX quando gli astronauti hanno raggiunto l’orbita.

Un nuovo equipaggio di astronauti è decollato venerdì a bordo di un razzo SpaceX diretto verso la Stazione spaziale internazionale. Dovranno dare il cambio ai colleghi rientrati sulla Terra nella prima evacuazione medica dall’orbita mai effettuata dalla NASA.

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L’agenzia spaziale statunitense ha chiesto di anticipare il lancio per colmare rapidamente i posti lasciati vacanti dagli astronauti evacuati.

Il nuovo equipaggio, composto da astronauti di Stati Uniti, Francia e Russia, resterà in orbita per otto-nove mesi, fino all’autunno. Il loro arrivo è previsto per sabato e riportarà la stazione al numero completo di membri a bordo.

Una volta raggiunta l’orbita, dal Controllo Lanci di SpaceX hanno scherzato: “A quanto pare, venerdì 13 è un giorno molto fortunato”. La comandante della missione, Jessica Meir, ha risposto entusiasta: “Che corsa!”.

Nel mese in cui la stazione ha operato con un equipaggio ridotto, la NASA ha sospeso le attività extraveicolari e rinviato varie operazioni in attesa dei sostituti. Gli statunitensi Jessica Meir e Jack Hathaway, la francese Sophie Adenot e il russo Andrei Fedyaev si uniranno ora al ristretto equipaggio di tre astronauti – un americano e due russi – che ha garantito il funzionamento della stazione nel frattempo.

La NASA ha spiegato di non aver ritenuto necessari ulteriori controlli medici pre-lancio né apparecchiature diagnostiche speciali, dicendosi fiduciosa nelle procedure già in vigore a bordo della stazione. Tuttavia un apparecchio a ultrasuoni, di solito usato per la ricerca, è stato impiegato con urgenza il 7 gennaio per visitare il membro dell’equipaggio che non stava bene.

L’agenzia ha rifiutato di identificare l’astronauta o di fornire dettagli sulle sue condizioni. Tutti e quattro i membri dell’equipaggio rientrato sono stati ricoverati subito dopo l’ammaraggio nel Pacifico, al largo di San Diego.

Un razzo SpaceX Falcon 9 con a bordo quattro astronauti sulla capsula Dragon decolla dalla rampa 40 della Cape Canaveral Space Force Station, a Cape Canaveral, Florida, il 13 febbraio
Un razzo SpaceX Falcon 9 con a bordo quattro astronauti sulla capsula Dragon decolla dalla rampa 40 della Cape Canaveral Space Force Station, a Cape Canaveral, Florida, il 13 febbraio AP Photo/John Raoux

È la prima volta in 65 anni di voli spaziali con equipaggio che la NASA interrompe una missione in anticipo per motivi medici.

Soddisfatta delle procedure mediche già previste, la NASA non ha disposto ulteriori controlli per l’equipaggio prima del decollo, né ha caricato nuove apparecchiature diagnostiche.

Un ecografo già presente a bordo per scopi scientifici è stato utilizzato in modo intensivo il 7 gennaio per esaminare l’astronauta malato. L’agenzia non ha reso nota l’identità né il problema di salute dell’astronauta. Tutti e quattro i membri dell’equipaggio rientrato sono stati trasferiti direttamente in ospedale dopo l’ammaraggio nel Pacifico, vicino a San Diego.

Con missioni sempre più lunghe, la NASA è costantemente alla ricerca di miglioramenti per le attrezzature mediche della stazione spaziale, ha spiegato la vice responsabile del programma, Dina Contella.

“Ma ci sono molte cose che semplicemente non sono pratiche da fare lassù, ed è allora che bisogna riportare gli astronauti a casa”, ha detto all’inizio della settimana.

In vista delle future missioni sulla Luna e su Marte, dove l’assistenza sanitaria sarà ancora più complessa, i nuovi arrivati testeranno un filtro progettato per trasformare l’acqua potabile in soluzione endovenosa d’emergenza. Proveranno inoltre un sistema ecografico che si affida all’intelligenza artificiale e alla realtà aumentata, invece che agli esperti a Terra, ed eseguiranno ecografie sulle vene giugulari nell’ambito di uno studio sulla formazione di coaguli di sangue.

Dovranno anche dimostrare le loro capacità di atterraggio sulla Luna in una prova simulata.

Adenot è soltanto la seconda donna francese a volare nello spazio. Aveva 14 anni quando Claudie Haigneré raggiunse la stazione russa Mir nel 1996, ispirandola a diventare astronauta. Haigneré è andata a Cape Canaveral per sostenerla al lancio.

“Pensavo sarebbe stata una gioia tranquilla, fatta di orgoglio per Sophie, ma è stato invece un momento di enorme emozione vederla partire con un lancio riuscito”, ha raccontato Haigneré.

Hathaway, come Adenot, è al suo primo volo nello spazio, mentre per Meir e Fedyaev si tratta della seconda missione sulla stazione. Poco prima del decollo, Fedyaev ha guidato l’equipaggio nel grido “Poyekhali” – in russo, “Andiamo!” – la parola pronunciata al lancio dal primo uomo nello spazio, il sovietico Yuri Gagarin, nel 1961.

Nel suo primo volo, nel 2019, Meir partecipò alla prima attività extraveicolare composta esclusivamente da donne. L’altra protagonista di quella passeggiata spaziale, Christina Koch, fa parte dei quattro astronauti di Artemis II in attesa di volare intorno alla Luna a partire da marzo. È previsto un collegamento radio tra le due navicelle e i rispettivi equipaggi.

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