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Gaza, superati i 12mila morti. Ora Israele ordina di evacuare anche il sud della Striscia

Soldati israeliani a Gaza
Soldati israeliani a Gaza Diritti d'autore Israel Defense Forces/AP
Diritti d'autore Israel Defense Forces/AP
Di Ilaria Cicinelli
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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I combattimenti e i raid aerei non si fermano. Sospese le consegne di aiuti umanitari per mancanza di carburante. Israele ordina di evacuare anche il sud della Striscia ma i civili sono in trappola

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Il braccio armato di Hamas, le Brigate al-Qasam, ha smentito le accuse secondo cui il gruppo avrebbe tenuto prigionieri gli ostaggi negli ospedali di Gaza city. Israele ha anche affermato di aver trovato decine di granate in un asilo nido, nonché alcune armi in una scuola elementare nel nord della Striscia.

Intanto gli ospedali continuano a essere saturi. Il responsabile dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per i territori palestinesi occupati, Richard Peeperkorn, ha avvertito della "necessità immediata" di trasferire i pazienti in Egitto per alleggerire il la pressione sulle strutture sanitarie. Peeperkorn aggiunge che gli ospedali nella Striscia di Gaza devono essere protetti, ma le strutture crollano sotto gli attacchi israeliani. Il 75% degli ospedali non è più operativo, secondo l'Oms.

L'esercito israeliano aveva affermato di aver scoperto un tunnel di Hamas sotto all'ospedale di al Shifa e un veicolo contenete armi. Le forze di difesa hanno anche pubblicato video e fotografie a supporto della dichiarazione. Tuttavia, un medico dell'ospedale, Ahmed El Mokhallalati, ha dichiarato all'agenzia Reuters che l'esercito non ha trovato né armi, né combattenti. "Non hanno trovato nulla. Non hanno trovato resistenza". Dichiarazioni che l'agenzia britannica non è stata in grado di verificare. 

Onu: Gaza: Il numero di strutture mediche operative è inadeguato a soddisfare gli enormi bisogni della popolazione civile. 47 dei 72 centri di assistenza sanitaria primaria non sono più funzionanti, mentre quasi il 75% degli ospedali è inutilizzabile, secondo l'Oms

Proprio ad al Shifa sono morti nelle scorse ore quattro bambini nati prematuramente. E si teme che altri cinque possano morire a breve a causa della mancanza di ossigeno e carburante per le incubatrici. Israele dice di aver offerto delle incubatrici all'ospedale ma il personale medico e il ministero della Sanità di Gaza, del governo di Hamas, negano quanto riferito.

Aiuti umanitari ostacolati

La scia di distruzione e di morti lasciata dai bombardamenti israeliani continua a crescere e la situazione si aggrava. Le agenzie che si occupano di aiuti umanitari hanno dovuto sospendere la consegna di beni a Gaza, a causa della mancanza di carburante. Il gabinetto di guerra di Israele ha accettato di far entrare nella Striscia solo due autocisterne di carburante al giorno.

Il consigliere per la sicurezza nazionale di Israele, Tzachi Hanegbi, ha detto che il carburante sarà inviato per alimentare il sistema di comunicazione di Gaza e per tenere attivi i servizi idrici e fognari. Una quantità che lui stesso ha definito "estremamente ridotta", pari a circa il 2-4 per cento della normale quantità di carburante che entrava a Gaza prima dello scoppio della guerra. La decisione sarebbe stata presa per "soddisfare le richieste degli Stati Uniti", secondo quanto riporta Le Monde. 

L'Unrwa: Senza carburante non ci sono panetterie. Senza carburante non ci sono ospedali. Senza carburante non c'è acqua. Senza carburante non ci sono comunicazioni. Il carburante è necessario per tutte queste esigenze di base a Gaza

Poco dopo il via libera, l'Autorità nazionale palestinese ha annunciato che 17mila litri di carburante sono stati consegnati a Gaza, per alimentare i generatori della società di telecomunicazioni palestinese, Paltel. Proprio la società, il 16 novembre, aveva annunciato la "sospensione di tutti i servizi di telecomunicazione", a causa della mancanza di combustibile. Secondo le Nazioni unite, prima del 7 ottobre entravano nella Striscia circa 50 camion di benzina al giorno.

Secondo Pedro Arrojo Agudo, relatore speciale delle Nazioni Unite su acqua e servizi igienico sanitari, la mancanza di accesso all’acqua potabile potrebbe comportare un costo umanitario altrettanto devastante, quanto i bombardamenti sui civili. Agudo ricorda che tagliare i beni di prima necessità come l'acqua è un crimine contro l'umanità, come stabilito dall'articolo 7 dello Statuto di Roma. 

Nuovi ordini di evacuazione

Il bilancio delle vittime a causa delle bombe israeliane ha superato quota12mila, di cui almeno 5mila bambini. Sono decine di migliaia i feriti. 

Israele ha diffuso dei volantini che intimano ai residenti di Khan Younis, città nel sud della striscia, di evacuare per dirigersi verso la località costiera di Mawasi, che ha una superficie di appena 14 chilometri quadrati. Nelle settimane scorse un milione e mezzo di persone, tra cui bambini, anziani e donne incinte, sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni nel nord, e per questo il sud della Striscia risulta già sovraffollato. L'organizzazione non governativa per la difesa dei diritti umani Amnesty international ha esortato Israele a revocare l'ordine.

Crescono, dunque, i timori per le persone che al momento sono rifugiate nel sud di Gaza. Con questo avvertimento l'esercito israeliano sembra prepararsi ad estendere le sue operazioni miliari oltre le aree settentrionali, finora teatro principale degli scontri.

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