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Accordo Italia-Albania sui migranti: dossier al vaglio della Commissione europea

Edi Rama e Giorgia Meloni. (Roma, 6.11.2023).
Edi Rama e Giorgia Meloni. (Roma, 6.11.2023). Diritti d'autore Roberto Monaldo/LaPresse
Diritti d'autore Roberto Monaldo/LaPresse
Di Redazione italiana di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Accordo siglato a Roma tra Giorgia Meloni e Edi Rama. Dalla primavera 2024, prevista l'apertura di due centri di accoglienza identificazione in Albania per gli immigrati salvati in mare dalle motovedette della Marina e della Guardia Costiera, ma non dalle navi delle Ong

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Ha suscitato molte reazioni, in Italia e in Europa, l'accordo siglato tra il governo italiano e l'Albania per trasferirvi i richiedenti asilo arrivati in Italia.

Il piano per “esternalizzare” la questione migranti è già finito sotto la lente d’ingrandimento dell**’Unione europea**.
Un portavoce di Bruxelles ha dichiarato: "Siamo a conoscenza dell'accordo operativo tra le autorità italiane e albanesi, ma non abbiamo ancora ricevuto informazioni dettagliate. Comprendiamo che questo accordo operativo dovrà ancora essere tradotto in legge dall'Italia e ulteriormente implementato. È importante che qualsiasi accordo di questo tipo rispetti pienamente il diritto comunitario e internazionale".

Due centri in Albania

Dalla primavera 2024 i migranti messi in salvo nel Mediterraneo dalle navi italiane saranno trasferiti in Albania.

L'accordo è stato annunciato lunedì 6 novembre, dopo che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato a Roma il primo ministro albanese, Edi Rama.

La firma dell'accordo è avvenuta alla presenza dell'ambasciatore italiano a Tirana, Fabrizio Bucci

Stretta di mano tra Edi Rama e Giorgia Meloni. (Roma, 6.11.2023)
Stretta di mano tra Edi Rama e Giorgia Meloni. (Roma, 6.11.2023)Roberto Monaldo/LaPresse

Secondo l'intesa, l'Italia userà il porto di Shengjin, all'altezza di Bari, e l'area di Gjader, 20 chilometri nell'entroterra, per realizzare, a proprie spese, due strutture: una di ingresso, per le procedure di sbarco e identificazione, e una di accoglienza temporanea di immigrati salvati in mare. 
"Ma non minori, donne in gravidanza e altri soggetti vulnerabili", ha precisato Giorgia Meloni. 

Meloni: "36-39.000 persone all'anno"

"Queste strutture potranno inizialmente accogliere fino a 3.000 persone, che rimarranno in questi centri per il tempo necessario a poter espletare celermente le procedure di trattamento delle domande di asilo e, eventualmente, per finalità di rimpatrio o ritorno. Una volta a regime, ci potrà essere un flusso annuale di 36-39.000 persone", ha dichiarato la premier italiana.

Il protocollo non si applica agli immigrati che giungono sulle coste e sul territorio italiani, ma a quelli salvati nel Mediterraneo da navi italiane, come quelle di Marina e Guardia costiera, ma non quelle delle ong.

Secondo Giorgia Meloni, l’iniziativa contribuirà ad alleviare il sovraffollamento cronico nei centri di prima asilo in Italia, come l'hotspot di Lampedusa, dove negli ultimi anni centinaia di migliaia di migranti sono arrivati dopo aver compiuto rischiosi viaggi in mare attraversando il Mediterraneo dalla Libia, Tunisia, Turchia e altri Paesi. 

Edi Rama e Giorgia Meloni. (Roma, 6.11.2023)
Edi Rama e Giorgia Meloni. (Roma, 6.11.2023)Roberto Monaldo/LaPresse

Le critiche dell'opposizione

L'opposizione, però, accusa il governo-Meloni di creare una "Guantánamo italiana" - definizione di Riccardo Magi di +Europa - fuori dall'Unione europea, senza possibilità di monitorare lo stato di detenzione delle persone rinchiuse.

"Il governo ha alzato bandiera bianca in Europa e trova rifugio in Albania", è il commento di Azione.

Critico anche il segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni: "Ci mancava solo la delocalizzazione in Albania dei naufraghi salvati". 

Italia-Albania come Regno Unito-Ruanda?

L'accordo Italia-Albania ricorda quello tra Regno Unito e Ruanda per la gestione dei migranti arrivati attraverso il Canale della Manica. 
Il progetto del governo britannico - l'accordo, siglato da Boris Johnson e dall'allora ministra dell'Interno, Priti Patel, è stato rinnovato dal premier Rishi Sunak - è attualmente bloccato in tribunale a causa di numerosi ricorsi, anche da parte di organizzazioni che si occupano dei diritti umani.

Secondo il piano britannico, le persone considerate immigrati illegali o richiedenti asilo nel Regno Unito dovrebbero essere trasferite in Ruanda in attesa che si esaminino le diverse richieste. 

Chi riuscirà a ottenere l'asilo, dovrebbero comunque rimanere nel Paese africano.

Euronews racconta

Quando fu lanciato l'accordo Regno Unito-Ruanda per i migranti.
Servizio del 20.5.2022

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