Manifestazioni pro-Palestina in tutta Europa. Raduno a Parigi nonostante il divieto

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Di Michela Morsa
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Centinaia di migliaia di persone sono scese in strada nelle principali (e non) città europee per mostrare sostegno al popolo palestinese e chiedere un cessate il fuoco

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Giornata di manifestazioni pro-palestina in tutta Europa. Migliaia di persone sono scese in strada nel centro di Londra per il terzo fine settimana consecutivo per chiedere la fine del conflitto nella Striscia di Gaza e per mostrare sostegno al popolo palestinese, al 22esimo giorno di bombardamenti israeliani e di assedio totale. Sono in corso dimostrazioni in molte altre città del Regno Unito, tra cui Manchester e Glasgow. 

Anche le strade di Parigi si sono riempite di migliaia di manifestanti nonostante il raduno fosse stato vietato dalle autorità, mentre a Orleans e Montpellier si stanno svolgendo manifestazioni autorizzate. Gli attivisti parigini, riunitisi a Chatelet, non hanno potuto dirigersi, come previsto dal programma, verso Place de la Republique. Sono stati bloccati da un nutrito cordone di forze dell'ordine, che oltre ad aver verbalizzato molti dei presenti, avrebbero anche caricato coloro che cercavano di iniziare un corteo. 

Venerdì il collettivo "Urgence Palestine" aveva presentato ricorso contro la decisione del prefetto di vietare il corteo, respinto sabato dal Tribunale amministrativo di Parigi. Il prefetto Laurent Nunez aveva motivato la sua decisione dicendo di aver "constatato che le organizzazioni che hanno ideato la manifestazione sono organizzazioni che, per le dichiarazioni fatte, possono lasciar pensare ad un sostegno ad Hamas"

A Roma è stato indetto un corteo filo palestinese nazionale nemmeno 24 ore dopo l'imponente veglia organizzata venerdì sera da Amnesty Italia e altre 60 organizzazioni per chiedere la pace e la protezione di tutti i civili coinvolti nel conflitto. Ci sono stati momenti di tensione e scontri verbali con la Digos dopo che un manifestante si è arrampicato sul muro che costeggia il palazzo della Fao per rimuovere la bandiera israeliana. 

La Rete napoletana per la Palestina ha invece denunciato quello che ha definito un "atto di censura preventiva" da parte della polizia, che ha fermato e perquisito per circa due ore sette autobus di attivisti diretti a Roma per la manifestazione. Le forze dell'ordine hanno sequestrato solo "pochi cartelli ritenuti offensivi nei confronti del primo ministro israeliano Netanyahu" e quattro caschi, che secondo gli attivisti erano presenti sui pullman perchè quattro ragazzi avevano raggiunto i pullman con i loro motorini. 

"È chiaro che l'inaccettabile 'operazione di polizia e digos' ha avuto come obiettivo, oltre la censura preventiva, quello di ritardare l'arrivo dei 350 passeggeri dei bus al concentramento. Per noi l'ennesima dimostrazione del fatto che lo Stato italiano continua ad essere schierato con quello israeliano che in barba a tutti i principi e le leggi internazionali occupa da oltre 50 anni il territorio palestinese. Uno stato succube di Israele e Stati Uniti che non può tollerare il legittimo dissenso e solidarietà verso il popolo palestinese", si legge nel comunicato. 

La stessa prassi sarebbe stata applicata anche ai pullman provenienti da altre parti d'Italia e le forze dell'ordine, oltre ai sequestri, avrebbero chiesto anche l'elenco dei nomi di tutti i passeggeri.

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