Gaza al buio, ospedali al collasso attivano i generatori di emergenza. Altri 51 morti nella notte

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Di Michela Morsa
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La situazione nella Striscia peggiora di minuto in minuto. Le Nazioni unite chiedono l'accesso agli aiuti umanitari. A Tel Aviv l'ok a un governo di unità nazionale. Atteso in giornata il segretario di Stato Antony Blinken

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Nella notte sono continuati i bombardamenti di Israele sulla Striscia di Gaza, ormai quasi incessanti da sabato. Il ministero della Salute ha dichiarato che almeno 51 persone sono state uccise dagli attacchi aerei notturni su Gaza City e centinaia sono state ferite. Il bilancio delle vittime sale ad almeno 1.200, lo stesso raggiunto dagli israeliani uccisi durante il brutale attacco di Hamas del 7 ottobre. I feriti superano ampiamente i 5mila, gli sfollati sono più di 300mila. 

Nel frattempo la situazione umanitaria nell'enclave palestinese, assediata da Israele, peggiora di minuto in minuto. Il blocco imposto da Tel Aviv, che impedisce l'accesso di cibo, acqua, carburante, elettricità e qualsiasi altro bene essenziale, anche le forniture mediche, sta portando la popolazione allo stremo. 

Gli ospedali, che già lavoravano in condizioni critiche, sovraccarichi di feriti, sono sull'orlo del collasso, costretti a fare affidamento sulle loro scorte di carburante - sufficienti al massimo per qualche giorno - per alimentare i generatori, dal momento che l'unica centrale elettrica della Striscia ha smesso di funzionare mercoledì. La notizia è stata confermata sia dal governo di Hamas che da quello israeliano: Gaza è al buio. 

Le Nazioni unite, che hanno condannato l'assedio imposto da Israele, proibito dal Diritto internazionale, continuano a chiedere l'accesso umanitario alla Striscia e la creazione di corridoi umanitari per evacuare i civili. 

"È necessario consentire l'ingresso a Gaza di forniture cruciali per la vita, tra cui carburante, cibo e acqua. Abbiamo bisogno di un accesso umanitario rapido e senza ostacoli", ha dichiarato il segretario generale Antonio Guterres. 

Unità nazionale

Centinaia di migliaia di truppe israeliane si stanno ammassando al confine con la Striscia di Gaza pronte, dicono, "a eseguire la missione che è stata loro affidata".

Mercoledì l'ex ministro della Difesa Benny Gantz, rivale politico del primo ministro Benjamin Netanyahu e a capo del principale partito di opposizione, ha infine accettato di far parte di un governo di unità nazionale, formato per far fronte alla lotta contro Hamas. 

Nella serata di mercoledì, c'è stato il primo incontro del nuovo governo, al termine del quale Netanyahu ha tenuto un discorso molto duro, paragonando Hamas all'Isis: "Ogni membro di Hamas è un uomo morto. Hamas è l'Isis, e sarà schiacciato ed eliminato proprio come il mondo ha schiacciato ed eliminato l'Isis". 

Netanyahu ha anche detto che il popolo di Israele e la sua leadership sono uniti. "Abbiamo messo da parte tutte le differenze perché è in gioco il destino del nostro Stato", ha dichiarato.

Ha preso la parola anche Gantz, che ha assicurato il suo partito che non appoggerà alcuna politica o legge non correlata alla guerra. "La nostra partnership non è politica, è un destino condiviso. In questo momento siamo tutti soldati di Israele", ha detto Gantz. 

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha detto di aver parlato di nuovo con Netanyahu mercoledì, la quarta conversazione negli ultimi giorni, e gli ha detto che Israele dovrebbe seguire le regole di guerra nella sua risposta contro Hamas. 

Mediazione

Intanto Biden ha inviato in Israele il segretario di Stato Antony Blinken, atteso in giornata, per dimostrare il sostegno di Washington, ma anche svolgere un ruolo di mediazione nel rilascio degli ostaggi e impedire un'escalation del conflitto. 

Blinken dovrebbe incontrare il primo ministro Netanyahu e discutere con lui di eventuali maggiori aiuti a Israele da parte degli Stati Uniti. Mercoledì è arrivato in Israele il primo aereo con munizioni da Washington, che potrebbe inviare anche una seconda portaerei.

Il segretario di Stato visiterà anche la Giordania e la Cisgiordania. Lo ha reso noto il governo palestinese della West Bank, che ha dichiarato che Blinken inconterà venerdì Mohmoud Abbas, presidente dell'Autorità palestinese. 

Gli Stati Uniti stanno lavorando anche con l'Egitto per creare un corridoio umanitario che permetta almeno l'arrivo nella Striscia di beni di prima necessità. 

Nel frattempo anche la Turchia è impegnata in un lavoro di mediazione. Un importante funzionario turco ha detto in forma anonima all'agenzia di stampa francese Afp che il governo turco avrebbe iniziato a discutere con esponenti di Hamas ad Ankara per negoziare la liberazione delle circa 150 persone prese in ostaggio dopo l'attacco di sabato.

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