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La Corte suprema d'Israele deciderà se salvare se stessa dagli "attacchi" di Netanyahu

Un momento storico: i 15 giudici della Corte Suprema riuniti tutti insieme. (Gerusalemme, 12.9.2023)
Un momento storico: i 15 giudici della Corte Suprema riuniti tutti insieme. (Gerusalemme, 12.9.2023) Diritti d'autore Debbie Hill/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Debbie Hill/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Di Cristiano TassinariEuronews - Associated Press
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Dopo nove mesi di proteste popolari contro la riforma della Giustizia, in Israele siamo alla resa dei conti. I 15 giudici della Corte suprema dovranno decidere sull'emendamento della "clausola di ragionevolezza", approvato dal Parlamento, che potrebbe aumentare il potere del governo di Netanyahu

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La Corte Suprema di Israele salverà se stessa?
Per il momento, ha iniziato a esaminare le petizioni per abolire una legge che limita i suoi stessi poteri.

Per la prima volta nella storia del Paese, infatti, tutti i 15 giudici che compongono la Corte si sono riuniti insieme per discutere otto ricorsi alla cosiddetta "clausola di ragionevolezza”, approvata dalla Knesset, il Parlamento israeliano, a luglio.

Questione di "ragionevolezza"

Con 64 voti favorevoli su 120, il 24 luglio scorso il Parlamento ha approvato l'emendamento alla "clausola di ragionevolezza", una norma che consente alla Corte suprema di Israele di bloccare le decisioni del governo ritenute irragionevoli, appunto. 
L'emendamento alla clausola, di fatto limita l'autorità della Corte suprema di annullare le decisioni del governo.

Si tratta del primo tassello del piano più ampio - una vera e propria riforma della Giustizia - del governo del primo ministro Benjamin Netanyahu, con l'obiettivo di indebolire la Corte suprema e dare più potere all'esecutivo.

Per la decisione della Corte, ci vorranno settimane, se non mesi.

Screenshot AP Video
Tre membri della Corte Suprema d'Israele. (Gerusalemme, 12.9.2023)Screenshot AP Video

Fuori dal tribunale di Gerusalemme, non è mancato l'appoggio popolare al governo di  Netanyahu (al sesto mandato), formato da una coalizione tra il suo partito Likud e gli alleati ebrei di estrema destra e ultra-ortodossi.
Netanyahu sostiene che i cambiamenti legislativi riequilibreranno tra i poteri dello Stato. 

Ohad Zwigenberg/Copyright 2023 The AP All rights reserved
Protesta di militari riservisti israeliani contro la riforma della giustizia. (Modiin, 11.9.2023)Ohad Zwigenberg/Copyright 2023 The AP All rights reserved

La protesta continua

Da nove mesi la riforma della Giustizia è contestata  con oceaniche manifestazioni, da una parte sempre più ampia della popolazione israeliana: nel mirino, lo stesso Netanyahu, che è sotto processo con accuse di corruzione, frode e abuso di potere. 
Non a caso, la nuova legge - con l'emendamento alla clausola di "ragionevolezza" - potrebbe annullare possibili sentenze di colpevolezza contro lo stesso primo ministro.

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