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Marocco, tra polemiche e aiuti è corsa contro il tempo per salvare vite umane e patrimonio

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Diritti d'autore Mosa'ab Elshamy/AP Photo
Di euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Sono arrivati anche gli aiuti internazionali di Spagna, Gran Bretagna, Qatar e EAU, bloccati invece quelli di Francia, USA e Israele. Rabat spiega

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È corso contro il tempo per i soccorsi in Marocco; a oltre 48 ore dal sisma che ha squassato il Paese, il bilancio dei morti si aggrava di ora in ora e adesso è di circa 2500 vittime.

I soccorritori lavorano senza sosta nel disperato tentativo di salvare chi è ancora vivo sotto le maceri.

Nel frattempo sono giunti anche gli aiuti internazionali, Rabat ha dato l'ok all'ingresso per le squadre di Spagna, Gran Bretagna, Qatar e Emirati Arabi Uniti. 

La Spagna ha inviato una squadra di 86 persone accompagnate da cani specializzati nella ricerca delle vittime, mentre un volo umanitario del Qatar è decollato domenica sera dalla base aerea di Al-Udeid a Doha.

Sfiorata la crisi diplomatica, ma Parigi smentisce

Altre offerte potrebbero essere accettate in futuro "se le esigenze cambieranno", ha aggiunto il ministero dell'Interno, che coordina gli aiuti, e che ha voluto così spegnere la polemica innescata in alcuni Paesi , come la Francia, dove il mancato nullaosta, in modo particolare per gli aiuti d'urgenza, è stato vissuto quasi come una mezza crisi diplomatica.

 Oltre la Francia, hanno offerto il proprio aiuto anche Stati Uniti e Israele. 

La ministra degli Esteri francese, Catherine Colonna, ha comunque annunciato un aiuto di 5 milioni di euro per le Ong che sono attualmente "sul posto" in Marocco. Questo aiuto finanziario è stato sbloccato attraverso il fondo di riserva del ministero degli Esteri di Parigi. 

La ministra ha invitato a "rispettare" le decisioni del Marocco, che è"un paese sovrano", che ha deciso di "dare la priorità all'arrivo degli aiuti, rivolgendosi ai Paesi disponibili caso

per caso e non ricevendo aiuti che non corrisponderebbero alle sue necessità ". La Colonna ha ribadito che la Francia "resta a  disposizione" del regno di Mohammed VI, il sovrano con il quale Macron ha avuto "contatti a più riprese".

La giustificazione di Rabat

 Rabat ha "effettuato una valutazione precisa delle esigenze sul campo" e "in questa fase specifica" della drammatica emergenza provocata dal terremoto "ha risposto favorevolmente alle offerte di sostegno di Paesi amici, vale a dire da Spagna, Qatar, Regno Unito ed Emirati Arabi Uniti". È quanto segnala una nota del ministero dell'Interno marocchino, con la quale il governo del Paese  punta a porre fine alle polemiche suscitate dal rifiuto di aiuti, sollevate soprattutto da parte francese.

Il ministero dell'Interno marocchino ha chiarito nella nota di aver accettato l'aiuto offerto solo da quattro paesi "in questa fase specifica", giustificando la sua decisione "perché

  la mancanza di coordinamento in tali situazioni potrebbe essere controproducente". In ogni caso, il governo non esclude di chiedere aiuto ad altri Paesi, se necessario: "Con l'avanzamento delle operazioni di intervento, la valutazione dei possibili bisogni potrebbe evolversi, il che consentirebbe di sfruttare le offerte di sostegno presentate da altri Paesi amici, secondo le esigenze specifiche di ogni fase". 

I primi campi per gli sfollati

 Intanto nella zona delle montagne di Atlante,dove interi villaggi sono stati distrutti, è stato allestito un campo tende per accogliere gli sfollati.

Un paesaggio apocalittico è quello che si presenta ai soccorritori a nella provincia di Al-Haouz, epicentro del sisma a sud di   Marrakech.

A Tikht, un piccolo paesino vicino ad Adassil, un minareto e una manciata di case di argilla sono rimaste intatte mentre intorno è il disastro totale. 

"La vita qui è finita", dice  Mohssin Aksum, un residente di 33 anni. "Il villaggio è morto".

Poco lontano, le forze di sicurezza marocchine stanno scavando le fosse per sepellire le vittime Il terremoto, che ha colpito nella tarda serata di venerdì e di magnitudo di 6.8 è stato il più forte mai misurato in Marocco.

I danni alla Medina

La Croce rossa internazionale ha avvertito della necessità di aiuti umanitari. Le "prossime 24-48 ore sono  critiche ma gli aiuti non dovranno arrestarsi, "ne avremo bisogno per  mesi e forse per anni".

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Oltre alla perdita di vite umane e alla distruzione di villaggi, il patrimonio architettonico del regno ha subito un duro colpo. A Marrakech, intorno alla Medina, la città vecchia, i danni sono a tratti impressionanti.

I bastioni del XII secolo che circondano la città imperiale, fondata intorno al 1070 dalla dinastia degli Almoravidi, sono  parzialmente  danneggiati.

"Possiamo già dire che i danni sono molto più estesi di quanto ci aspettassimo. Abbiamo visto grosse crepe nel minareto della Koutoubia, la struttura più emblematica, così come la distruzione quasi completa del minareto della moschea Kharbouch" sulla piazza Jemaa el-Fna, osserva Eric Falt, direttore regionale dell'Unesco per il Maghreb. 

Nel 1960 il terremoto che aveva colpito Agadir fece oltre 15 mila morti, circa un terzo degli abitanti della città.

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