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Condanna unanime del colpo di Stato in Niger: l'Ue taglia ogni ponte con il Paese

I sostenitori dei soldati ammutinati manifestano a Niamey, in Niger, giovedì 27 luglio 2023
I sostenitori dei soldati ammutinati manifestano a Niamey, in Niger, giovedì 27 luglio 2023 Diritti d'autore Fatahoulaye Hassane Midou/AP
Diritti d'autore Fatahoulaye Hassane Midou/AP
Di Michela Morsa
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Domenica la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale si riunirà in via emergenziale per discutere della situazione nella regione, vittima dei continui colpi di Stato. L'Unione africana chiede il ripristino dell'"autorità costituzionale" entro 15 giorni

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È unanime la condanna del colpo di Stato che mercoledì ha gettato di nuovo nell'insicurezza il Niger. 

I leader del golpe - capitanati dal generale Abdourahamane Tchiani, comandante della guardia presidenziale dal 2011 e ora autoproclamatosi "presidente del Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria" - hanno organizzato un primo incontro con i funzionari del governo, hanno sospeso la Costituzione del Paese e hanno messo in guardia da un possibile intervento militare straniero.

L'Occidente, in particolare l'Unione europea, ha condannato con forza le azioni di Tchiani. "L'Unione europea non riconosce e non riconoscerà le autorità risultanti dal putsh" e sospende immediatamente, oltre a tutti gli aiuti al bilancio, "tutte le attività di cooperazione nel campo della sicurezza", ha dichiarato sabato l'Alto rappresentante per gli affari esteri dell'Unione Josep Borrell. 

Le Nazioni Unite hanno dichiarato che continuano e continueranno a fornire aiuti umanitari sul territorio nonostante il colpo di Stato, ma per il momento i voli di assistenza umanitaria sono stati sospesi a causa della chiusura dello spazio aereo del Paese. Anche gli Stati Uniti hanno condannato l'accaduto. Il segretario di Stato statunitense, Antony Blinken, ha dichiarato che il legittimo presidente, Mohamed Bazoum, può contare sul "sostegno incondizionato" degli USA. 

L'Unione africana ha chiesto il ripristino dell'"autorità costituzionale" entro 15 giorni dal colpo di Stato. Il Consiglio per la pace e la sicurezza dell'UA "chiede che i militari rientrino immediatamente e senza condizioni nelle loro caserme e ristabiliscano l'autorità costituzionale entro un periodo massimo di quindici giorni", si legge in un comunicato stampa diramato dopo una riunione dell'organismo venerdì.

Domenica, nella capitale della Nigeria, Abuja, si riunirà in via emergenziale la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (Ecowas). I leader dei Paesi membri sono preoccupati per l'aumento del numero di colpi di Stato nella regione negli ultimi anni. Prima del Niger, e solo a partire dal 2020, i confinanti Mali e Burkina Faso hanno subito diversi colpi di Stato. 

Il colpo di Stato

In un discorso radiofonico, Tchiani ha dichiarato di aver organizzato il colpo di Stato con l'assistenza della guardia presidenziale, che mercoledì ha circondato il palazzo del presidente e altri ministeri nella capitale del Paese, Niamey, e ha sequestrato Bazoum. 

Ha poi spiegato che le ragioni alla base della presa di potere, per il momento priva di spargimenti di sangue, sono da ricercare in una discutibile politica di Bazoum nella lotta contro il terrorismo regionale e nella situazione generale della sicurezza del Paese. Secondo lui, il Paese doveva cambiare rotta per evitare "una graduale e inevitabile scomparsa".

Ma alcuni esperti parlano di una ragione più diretta: Bazoum avrebbe pianificato di licenziare Tchiani. Inoltre, se molti cittadini nigerini sono scesi in piazza al grido di "No al colpo di Stato!", altri sono stati visti sventolare bandiere russe, facendo sospettare un coinvolgimento della Russia (e del gruppo Wagner). Finora non ci sono comunque prove concrete della presenza dei mercenari in Niger. 

Il presidente estromesso, Mohamed Bazoum, era stato eletto nel marzo 2021 dopo le prime elezioni libere, democratiche e riconosciute a livello internazionale nella storia postcoloniale del Niger, che ha ottenuto l'indipendenza dalla Francia nel 1960. Bazoum e la sua famiglia sono presumibilmente trattenuti nella loro residenza. L'ultima apparizione di Bazoum è il suo post sui social media di giovedì mattina: "Le conquiste faticosamente ottenute saranno salvaguardate. Se ne occuperanno tutti i nigerini che amano la democrazia e la libertà", recita il tweet dell'account ufficiale del presidente.

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