EventsEventiPodcasts
Loader
Find Us
PUBBLICITÀ

Dopo le parole a Chi l'ha visto,revocati i permessi a Parolisi

In carcere da 12 anni per l'omicidio della moglie Melania Rea
In carcere da 12 anni per l'omicidio della moglie Melania Rea
Diritti d'autore 
Di ANSA
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button
euronews pubblica le notizie d'ansa ma non interviene sui contenuti degli articoli messi in rete. Gli articoli sono disponibili su euronews.com per un periodo limitato.

(ANSA) - MILANO, 14 LUG - Dopo le dichiarazioni fatte a 'Chi l'ha visto' nel suo primo giorno di uscita per permesso premio dal carcere di Bollate, nel Milanese, il tribunale di Sorveglianza di Milano ha revocato tutti i 15 permessi già concessi fino a ottobre a Salvatore Parolisi, condannato in Cassazione a vent'anni per l'omicidio della moglie Melania Rea. Lo riporta il Corriere della Sera. Secondo il magistrato di sorveglianza di Milano Rosanna Calzolari, dicendo di essere stato condannato a vent'anni perché non c'erano prove, criticando la sentenza, parlando di moglie e amante e facendo una serie di osservazioni, ha dimostrato di non aver "compreso il significato e la valenza" dei permessi premio che sono parte di "un percorso di reinserimento e riabilitazione sociale graduale e concreto". Si tratta di parole da parte di Parolisi che hanno fatto indignare la famiglia Rea, seguita dall'avvocato Mauro Gionni. Lo scorso 12 aprile, dopo 12 anni di carcere, il tribunale di sorveglianza aveva concesso all'ex militare la possibilità di uscire dal carcere una volta a settimana fino a ottobre. Ma "la gravità delle esternazioni e l'assenza di consapevolezza" ha fatto revocare i permessi per "stimolare una approfondita riflessione". (ANSA).

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

Kenya: almeno 5 manifestanti morti nelle proteste contro approvazione legge finanziaria

Le notizie del giorno | 25 giugno - Serale

Ucraina: mandati di arresto della Cpi per i generali russi Shoigu e Gerasimov per crimini di guerra