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Riutilizzo e sostenibilità: le iniziative del Qatar per la salvaguardia del pianeta

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Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Qatar 365 ha parlato con gli attivisti e gli imprenditori che guidano la lotta del Paese contro i rifiuti

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Prendersi cura dell'ambiente attraverso una vita sostenibile non è un concetto nuovo:  è qualcosa che si tramanda da generazioni, al di là della cultura e dell'etnia. In questa puntata di Qatar 365 siamo andati alla scoperta di alcune iniziative portate avanti in Qatar.

Durante il mese del Ramadan a Doha, un gruppo di persone con il sostegno della Qatar Foundation ha fatto in modo che l'iftar - il pasto serale che rompe il digiuno quando cala il sole - avesse un impatto ambientale ridotto al minimo.

"Questo iftar è speciale perché puntiamo a produrre zero rifiuti - dice Simon Jones, esperto di coinvolgimento e attivazione della Qatar Foundation -. Niente rifiuti alimentari e nemmeno rifiuti da imballaggio. Gli imballaggi sono compostabili e biodegradabili e tutti i rifiuti alimentari in eccesso vanno in un bidone separato e vengono compostati, per poi essere riutilizzati".

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Simon Jones, esperto di coinvolgimento e attivazione della Qatar FoundationEuronews

Oltre ad essere un momento di riflessione personale, il Ramadan rafforza i legami della comunità. Per questo Iftar a impatto zero è stato necessario uno sforzo comune per garantire che tutti i materiali venissero compostati e riciclati, in modo da ridurre l'impronta di carbonio della comunità.

"Non appena le persone finiscono il pasto, si alzano, escono fuori e trovano due bidoni separati - dice Jones -. Uno è per il rifiuto secco, cioè l'imballaggio del cibo. L'altro bidone è per gli avanzi di cibo. I rifiuti alimentari vengono raccolti e portati alla macchina per il compostaggio. Vengono trattati per 24 ore e poi lasciati riposare per 14 giorni, dopodiché vengono trasformati in compost".

Questo iftar a impatto zero è una delle tante iniziative ecologiche che si svolgono in tutta la città. Nel 2018 Aisha Al Maadeed 2018 ha lanciato l'iniziativa Greener Future, rivolta ai giovani del Qatar. "Voglio prendermi cura dell'ambiente e diffondere questa consapevolezza - dice Al Maadeed -. Non giudicando le persone, ma spiegandogli perché è importante tutelare il nostro ambiente, il nostro pianeta. Non abbiamo un altro pianeta, non esiste un pianeta B".

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Aisha Al Maadeed, fondatrice di Greener FutureEuronews

La protezione del pianeta è un obiettivo chiave dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, adottati nel 2015. Per raggiungere questi obiettivi a livello locale, Oweis Al Salahi ha contribuito a lanciare SDGeneration Network, l'unica iniziativa di buone pratiche delle Nazioni Unite guidata dai giovani nel Golfo.

"Tutto inizia con la consapevolezza degli obiettivi e con la conoscenza del problema, sapendo quali soluzioni possiamo mettere sul tavolo - dice Al-Salahi -. La presenza dei giovani al tavolo è qualcosa in cui credo fermamente. Collaborare e allinearsi agli stessi obiettivi è un ottimo primo passo verso lo sviluppo sostenibile".

Vivere in armonia con la natura

L'idea di prendere dall'ambiente solo ciò di cui abbiamo bisogno ha radici molto profonde nell'Islam. Ali Taleb Al Henzab possiede una fattoria a circa un'ora a ovest di Doha. È convinto che le conoscenze indigene possano essere utilizzate per proteggere il pianeta. Euronews lo ha incontrato.

Ali, perché la protezione del pianeta è un progetto così appassionante per lei?

Consideriamo le piante come fabbriche di ossigeno. Dio non voglia che il nostro bestiame sia in pericolo a causa della mancanza di vegetazione. Oggi coltiviamo una varietà di piante e alberi per tutelare il bestiame, il clima e la qualità dell'aria.

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Ali Taleb Al Henzab, attivista per l'ambienteEuronews

Cosa possiamo imparare dai metodi tradizionali di coltivazione e conservazione della terra, della natura e dell'acqua?

L'elemento chiave è avere una cultura. Le persone che vanno nel deserto non devono danneggiare l'ambiente, dobbiamo lasciare il posto com'è. In secondo luogo, piantiamo le piante nel terreno in base alla loro origine: le piante di montagna appartengono alle montagne, le piante del deserto appartengono al deserto e così via. In terzo luogo, selezioniamo gli alberi durante la stagione agricola considerando la posizione delle stelle e le aree con precipitazioni. Questo approccio riduce la quantità di attenzioni e cure di cui hanno bisogno.

Cosa le hanno insegnato suo padre e suo nonno per vivere in armonia con la natura?

Ho vissuto tutta la mia vita con mio nonno. Mi ha insegnato molte cose. La prima è che il nostro ambiente naturale è la nostra casa, il nucleo della nostra esistenza. Quindi, per quanto possibile, dovevamo mantenere intatte le riserve d'acqua e le falde acquifere, preservare gli alberi senza doverli necessariamente tagliare; prendevamo dal terreno ciò che ci serviva e lasciavamo il resto alle generazioni future, che è esattamente ciò che comporta la sostenibilità. Abbiamo lavorato seguendo questo principio istintivamente.

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Perché è importante dare ai giovani la possibilità di agire contro il cambiamento climatico?

I giovani di oggi sono il centro dell'esistenza, sono la nostra generazione futura e la forza lavoro. È fondamentale far capire loro che l'ambiente appartiene a loro e alle generazioni future. Quando in futuro i nostri figli dovranno affrontare le sfide ambientali, potrebbero non esserci soluzioni immediate. Quini ho un messaggio: piantate alberi. Che sia in riva al fiume, nei campi in fiore o anche sui tetti, piantare alberi è essenziale perché le nostre vite dipendono da loro.

Addio alla plastica monouso

La plastica monouso e gli imballaggi sono i maggiori responsabili dei milioni di tonnellate di rifiuti che finiscono negli oceani e nelle discariche del mondo. La soluzione per ridurli è passare a opzioni ecologiche. In Qatar sempre più aziende stanno abbandonando la plastica.

La startup qatariota Enavra produce posate biodegradabili a partire da compost e rifiuti alimentari. L'idea è nata nel 2019, quando i co-fondatori Saoud Al Emadi e Abdullah Shaat erano ancora studenti di ingegneria. "Abbiamo frequentato alcuni caffè che avevano cannucce di carta molto difficili da usare per bere - dice Saoud Al Emadi, cofondatore di Enavra -. Abbiamo quindi proposto ai proprietari di fornire un valido sostituto ecologico e loro si sono dimostrati molto interessati".

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Dopo aver testato diversi materiali, la svolta per Saoud e Abdullah è arrivata quando hanno scoperto che i semi di avocado impiegano molto meno tempo degli altri a decomporsi naturalmente. Questo ha dato un'idea ai due giovani imprenditori. "I semi di avocado, essendo uno dei principali materiali di scarto, hanno una componente fondamentale che li rende una bioplastica compostabile e biodegradabile", dice Al Emadi.

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Saoud Al Emadi, cofondatore di EnavraEuronews

Finora l'attività è stata proficua. Dalla fabbrica, le posate biodegradabili di Enavra arrivano ai bar e ai ristoranti di tutto il Qatar. E poiché sempre più aziende decidono di abbandonare la plastica monouso, per gli imprenditori la decisione di collaborare con Enavra è scontata.

"Passando ai prodotti Enavra si sceglie un prodotto di qualità superiore, ecologico e biodegradabile entro un anno - dice Shaat, l'altro cofondatore della startup -. In questo modo contribuite a salvare l'ambiente e a ridurre i rifiuti di plastica. Inoltre, scegliete un prodotto che ha un prezzo molto competitivo rispetto agli altri prodotti ecologici".

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Victoria Hamade, fondatrice di Refill2SaveEuronews

Dall'upcycling al riutilizzo. In un'altra zona di Doha, Victoria Hamade è impegnata a gestire gli ordini per la sua attività, Refill2Save. Questa startup incoraggia le persone a riutilizzare le bottiglie di plastica riempiendole con i suoi prodotti per la pulizia. Dal sapone per le mani al detersivo per il bucato, fino ai detergenti per pavimenti. Victoria vende i suoi prodotti andando direttamente dai clienti: ha installato la stazione di rifornimento nella sua auto.

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"Poiché vogliamo essere mobili, vogliamo essere disponibili non solo a Doha, ma anche nei comuni vicini - dice Hamade -. Visto che chiediamo a nostri clienti di cambiare la loro mentalità, dobbiamo essere convenienti. Vogliamo che le persone tornino alla cultura del riutilizzo, perché decenni fa era quello che facevamo. Riutilizzavamo le bottiglie di vetro per il latte e altri prodotti. Poi è arrivata la cultura dell'usa e getta, che è diventata prevalente. Voglio che si torni a riutilizzare".

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