Elezioni in Finlandia: vittoria per i conservatori di Oppo, sconfitta Sanna Marin

Elezioni in Finlandia
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Di euronews e ansa
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Vittoria per la Coalizione nazionale (Kokoomus) di centro-destra di Petteri Orpo. Secondo il partito nazional-populista ed euroscettico dei 'Veri Finlandesi'. All'Sdp di Marin non è bastata la popolarità per nazionale e internazionale della giovane premier uscente solo terza

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La Finlandia svolta a destra. Sanna Marin esce sconfitta dalle elezioni legislative. La premier uscente socialdemoscratica non è riuscita ad ottenere un secondo mandato. A vincere è stata la coalizione di centro-destra guidata da Petteri Orpo con in testa il Partito della Coalizione Nazionale (Ncp) seguito al secondo posto dall'estrema destra di “Veri Finlandesi”, guidato dalla leader Riikka Purra, solo terzo il il partito di Sanna Marin con il 19,9%.

Petteri Orpo: “Grande vittoria. Al lavoro per un nuovo governo in Finlandia”

“È una grande vittoria”, ha commentato Orpo, che ha 53 anni è leader della Coalizione nazionale (Kokoomus) ed ha già ricoperto il ruolo di ministro degli Interni, delle Finanze e dell’Agricoltura. “Cominceremo a breve i negoziati per nuovo governo”, ha aggiunto.

Ora si dovrà capire se Orpo, sarà in grado di ottenere una maggioranza. Con il 20,8 per cento dei voti (quando è stato scrutinato il 98 per cento dei seggi), potrà contare su 48 seggi in parlamento; il candidato conservatore è tallonato dall’ultra-destra, che ha raggiunto il 20,1 per cento e ottenuto 46 seggi. Solo terzi, appunto, i socialdemocratici, che con il 19,9 per cento non vanno oltre i 43 seggi.

Un difficile compromesso

Si prospetta dunque una tortuosa trattativa per la formazione della coalizione che sosterrà il governo, considerando i diversi veti incrociati espressi da alcune forze in campagna elettorale.  

Per la maggioranza servono 101 deputati sui 200 del parlamento. Sia i socialdemocratici di Marin e sia il centro-destra di Orpo sono in decisa crescita rispetto al 2019, in un voto che ha diviso il Paese tra favorevoli e contrari ai tagli al welfare o alle misure di austerity per ridurre il debito, in un contesto di inflazione alle stelle e i timori di recessione. Su questa polarizzazione hanno perso voti tutti i partiti della coalizione che sostiene la giovane premier, con una debacle dei verdi e una tenuta sopra le attese solo del Centro (12,5%), che sarà decisivo nella formazione di una coalizione in cui anche un deputato fa la differenza. Nel 2019, l'Spd ha conquistato la leadership per appena un seggio di vantaggio su Purra (con il 17,7% contro il 17,5% ottenuto dai Veri Finlandesi).

La difficile congiuntura internazionale

Il voto in Finlandia arriva a pochi giorni dall'ultimo via libera mancante per lo storico accesso alla Nato, con la ratifica in Turchia arrivata giovedì, ma il tema è talmente condiviso da esser rimasto fuori dal dibattito. La 37enne Marin, molto nota all'estero, popolarissima in patria, anche grazie a una gestione esemplare della pandemia, ha spostato a sinistra i socialdemocratici nella campagna elettorale, puntando su welfare e soprattutto sull'istruzione che ritiene capace di far risalire la ricchezza del Paese, attribuendo invece l'aumento del debito pubblico solo alla pandemia e crisi in ucraina e dicendosi contraria a ogni taglio alla spesa. 

La Coalizione di Orpo chiede invece misure di austerity per 6 miliardi di euro, per riportare il debito pubblico sui valori virtuosi dell'Ue. I Veri Finlandesi esprimono invece posizioni apertamente anti-migranti e euroscettiche, a partire dalla richiesta di non rispettare l'impegno per la neutralità climatica nel 2035, senza rinnegare il vecchio obiettivo nel lungo termine di 'Fixit', l'uscita della Finlandia dall'Unione europea.

Risorse addizionali per questo articolo • ANSA

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