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Il caos russo nella mobilitazione "parziale"

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Di euronews
In fuga dalla Russia
In fuga dalla Russia   -   Diritti d'autore  AP/AP   -  

Si complica la mobilitazione in Russia anche per la crescente protesta interna contro la coscrizione di centinaia di migliaia di persone ordinata dal Cremlino. Gruppi di uomini, non sempre molto giovani, salgono su autobus con destinazioni non dichiarate per recarsi a centri d'addestramento e finire il prima linea nell'Ucraina occupata dalla Russia. A volte la cartolina precetto domanda loro di consegnarsi subito al distretto così che le famiglie entrano in panico.

Fra la disorganizzazione e il panico

Molti sono anche gli errori, si convocano persone disabili, malate o troppo anziane. Lo stesso presidente Putin ha riconosciuto le irregolarità e promette dei correttivi.Tuttavia, la sfiducia si diffonde. Si sono verificati incidenti come scontri fra coscritti e forze dell'ordine. In Siberia un 25enne ha aperto il fuoco in un ufficio di leva ferendo il comandante.

Daghestan, la protesta delle donne

Intato la piazza in Russia si è fatta sentire anche in alcune regioni abitate dalle minoranze etniche, come il Daghestan. Qui ci sono stati cento gli arresti dopo gli scontri tra manifestanti e polizia inoltre centinaia di donne hanno protestato aspramente davanti alla polizia militare. "La Russia ha invaso l'Ucraina!", dicono alcuni. "La Russia è in territorio straniero", aggiungono altri.

Secondo i servizi segreti 261.000 uomini hanno lasciato la Russia dopo l'annuncio della mobilitazione "parziale". Code di veicoli lunghe chilometri sono apparse ai valichi di confine con paesi come la Georgia, Kazakistan, Mongolia. Durante il fine settimana, diciassettemila russi sono entrati in Finlandia. E in venti hanno chiesto asilo politico, sette volte di più della settimana scorsa.

L'imminente annessione

La Russia si prepara inoltre a dichiarare l'annessione di quattro regioni nel sud-est dell'Ucraina. Domani infatti sarà l'ultimo giorno in cui a Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson gli abitanti delle zone occupate saranno chiamati a esprimersi sul referendum pro-Mosca, liquidato come una farsa da Kiev: una vittoria disegnata a tavolino da Putin per mascherare le difficoltà del suo esercito sul terreno e soprattutto le proteste in patria contro la mobilitazione per il fronte.