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Così, la Spagna vuole risolvere il problema dell'efficenza energetica nelle case

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Di Carlos Marlasca
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Spagna, nella foto il primo edificio costruito con la massima certificazione energetica
Spagna, nella foto il primo edificio costruito con la massima certificazione energetica   -   Diritti d'autore  DMDV

L'efficenza energetica degli edifici è un problema per la Spagna.

Il Paese è agli ultimi posti nell'Unione Europea per quanto riguarda la riqualificazione del patrimonio edilizio ed è necessario accelerare per raggiungere gli obiettivi del Green Deal, come spiega il GBCE, il Consiglio per l'edilizia verde in Spagna 

"Dobbiamo rinnovarlo, dobbiamo migliorarlo - spiega il direttore Bruno Sauer - perché è stato costruito in un'epoca, dagli anni Cinquanta e Sessanta agli anni Ottanta e Novanta, in cui non sempre c'erano tecnologie molto avanzate e qualitative".

Una delle soluzioni consiste nel migliorare l'efficienza degli edifici residenziali. Di recente, è stato ultimato il primo edificio costruito in Spagna con la massima certificazione energetica: oltre ai pannelli fotovoltaici, presenta diverse altre caratteristiche.

"Si tratta di un alto grado di isolamento - illustra Daniel Diedrich, architetto associato di Dmdv - una riduzione assoluta dei ponti termici, finestre ad alta efficienza. Inoltre, cerchiamo un'assoluta ermeticità e tenuta all'aria degli spazi abitativi interni".

Mezzo milione di case

Il governo spagnolo ha proposto di ristrutturare più di mezzo milione di abitazioni entro il 2026, su un totale di 25 milioni nel Paese. Ma è necessario anche migliorare l'efficienza degli edifici non residenziali

Aire Limpio propone soluzioni da due decenni, basate su filtri che riducono i consumi o programmi informatici che misurano due grandezze e controllano il consumo energetico: in base all'oscillazione della qualità dell'aria e all'oscillazione dell'occupazione degli ambienti, si invia la giusta ventilazione in ogni momento, quindi il risparmio economico è considerevole

La Spagna ha stanziato 6,8 miliardi di euro dai fondi Next Generation dell'UE per la ristrutturazione degli edifici. Ma il raggiungimento dell'obiettivo dipende da altri fattori.

"Al momento abbiamo regolamenti e standard, abbiamo finanziamenti dall'Europa, quindi queste due leve sono pronte" chiosa Sauer. "Ora dobbiamo creare una domanda in tempi molto brevi,  ovvero molte persone che vogliano riabilitare le loro case, per combinare le tre leve".

Bruxelles, tuttavia, subordina gli aiuti a condizioni quali la riduzione della dipendenza da fonti energetiche non rinnovabili o la buona gestione dei rifiuti.